#88mph: un Tuffo nella Storia – 12 marzo

12 marzo 1171 – Arresto dei Veneziani a Costantinopoli e confisca dei loro beni

Oggi, nel 1171, avviene l’episodio che segna l’inizio del conflitto tra Venezia e l’Impero Romano d’Oriente. Dopo l’incendio della colonia genovese di Galata, Manuele I Comneno ne attribuisce la colpa ai Veneziani e decide la confisca dei beni di questi ultimi oltre al loro arresto. La vicenda rientra nel più ampio conflitto di potere avvenuto tra il Sacro Romano Impero e Costantinopoli per l’egemonia sulla penisola italiana. Venezia, dal canto proprio, era da diverso tempo impegnata in una guerra commerciale con pisani, genovesi e bizantini, senza contare che non stava gradendo le ingerenze militari di Costantinopoli nell’Adriatico (Rivolta di Ancona del 1167) e i tentativi di limitare i propri monopoli.

Venezia reagì immediatamente istituendo la prima banca pubblica d’Europa (il Banco Giro) che garantisse le perdite dei cittadini e le spese per il conflitto alle porte. Intimando alle città dalmate e istriane il rispetto dei trattati sulle forniture di materiale navale, l’Arsenale riuscì a mettere in campo oltre 100 galee e 20 navi tonde (antenate delle galeazze) che salperanno il settembre successivo alla volta del mare Egeo sotto la guida del doge Vitale II Michiel. La spedizione diventerà un anticipo della IV crociata condotta dal doge Enrico Dandolo contro Costantinopoli.

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