Rocky Horror England Show

Al posto del celeberrimo pezzo orchestrale della Twentieth Century Fox – lo abbiamo canticchiato tutti – uno struggente pianoforte, una ouverture energica che coglie alla sprovvista lo spettatore. Fondo nero, due labbra scarlatte che si avvicinano. Riempiono lo schermo del cinematografo, si schiudono, cantano. È l’incantesimo del Rocky Horror Picture Show.

Science Fiction – Double Feature
Dr. X will build a creature
See androids fighting Brad and Janet

Anne Francis stars in Forbidden Planet
Oh-oh at the late night, double feature, picture show.

Anno domini 1975: Vivienne Westwood si inventava i Sex Pistols, finiva la guerra in Vietnam, Bill Gates fondava la Microsoft… e già da tre anni nei teatri inglesi un tale Richard O’Brien sceneggiava e interpretava un musical piuttosto unconventional – e piuttosto controverso – insieme al socio regista Jim Sharman. Fossimo ancora nel 1975, un ritornello simile ci avrebbe fatto saltare dalla sedia: per i fan dei B-movie, dei double feature – due film al prezzo di uno – Forbidden Planet è una pietra miliare del genere science fiction, Anne Francis superstar della pellicola.

L’anno scorso il Rocky Horror Picture Show ha soffiato 40 candeline: un’opera che nasce dalla storia del cinema e diventa essa stessa parte del cinema, consacrandosi addirittura come manifesto culturale del camp: poco più che kitsch, poco meno che trash, in un tripudio di eccessi e di ambiguità.

Era una notte buia e tempestosa da manuale quando la macchina di Brad e Janet decide di fermarsi proprio in mezzo al nulla – o meglio, proprio nei pressi del maniero del dottor Frank-n-Further: lo scienziato pazzo, in calze a rete e rossetto scarlatto dall’esotico nome “alieno”, coinvolge Brad e Janet in un intrigo fantascientifico a ritmo di rock’n’roll.

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Columbia (Little Nell), Magenta (Patricia Quinn), Frank-n-Further (Tim Curry) e Riff Raff (Richard O’Brien)

La giovane coppia scoprirà il piacere della trasgressione in un mondo parallelo, attraversando lo specchio della monotonia borghese e perbenista di un’Inghilterra stanca della sua stessa identità.

L’introduzione prosegue, le labbra continuano a raccontarci di Flash Gordon, di King Kong, dei divi della celluloide. Il citazionismo confusionario, caleidoscopico dell’introduzione apre il sipario su un mondo che non esiste, che si nasconde tra i fotogrammi scartati dell’industria cinematografica di trenta – ma per noi settanta – anni fa.

Il Rocky Horror è un vero compendio della cultura occidentale e i riferimenti contenuti in questa perla del cinema contemporaneo sono innumerevoli: l’American Gothic di Grant Wood e la Monna Lisa di Leonardo assistono beffardi alle feste irriverenti dei freaks invitati alla corte di Frank-n-Further, la Cappella Sistina si capovolge nel fondo di una lussuriosa piscina, il mostro di Frankenstein assume le fattezze di un uomo biondo, abbronzato e muscoloso.

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Brad (Barry Bostwick) e Janet (Susan Sarandon)

Lettere scarlatte, grandguignolesche, grondanti sangue ci avvisano: è il THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW, non il solito show. Per le sue battute irresistibili, i costumi pittoreschi, le musiche ben arrangiate e godibili, il Rocky Horror non ha mai perso la sua vera natura teatrale.

Al di là delle grandi produzioni stagionali spesso presenti in quasi tutti i teatri del Mondo, meritano una menzione speciale il Teatro Mexico di Milano e lo Studio Galande di Parigi che ripropongono ogni settimana il musical “partecipato” del Rocky Horror: sono ben accette pistole ad acqua e guanti di gomma, sta a voi scoprire perché.

L’horror del Rocky Horror diventa un pastiche del cinema splatter, del film d’azione, del noir, dell’hard-boiled, il tutto dissacrato da brani che hanno fatto la storia del musical grazie a degli interpreti di eccezione come Tim Curry, Meat Loaf, Susan Sarandon e lo stesso O’Brien.

Nero, sangue, denti, labbra; dissolvenza: sedetevi comodi, ecco che comincia.

Per maggiori info:
Cinema Mexico Milano
Studio Galande Parigi

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