Alcune cose che penso di aver capito su The Hateful Eight

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The Hateful Eight secondo me è un bel film. Ma bello sul serio. E basta, la recensione sul film finisce qui.

Nel resto dell’articolo vi parlerò di alcune cose che credo di aver capito su quest’opera, che secondo me è innanzitutto un’allegoria sugli Stati Uniti; mi interessa sapere se queste cose le avete notate anche voi o se, nel leggere l’articolo, non avete condiviso la mia opinione. Il film è un’allegoria sulla convivenza – non sempre pacifica – tra varie etnie: nella locanda convivono un nero, un messicano (due “minoranze” fondamentali negli equilibri USA), bianchi sudisti e bianchi progressisti.

Ma questi rapporti non sono immutabili e cambiano con l’evolversi della trama – e, in chiave allegorica, con il passare degli anni. Trovo particolarmente emblematiche le sequenze finali, quelle in cui Mannix (sceriffo sudista nostalgico e palesemente razzista) e Warren (black panther del Far West) collaborano e, insieme, vincono. Ma andiamo con ordine. Mannix, inizialmente, odia Warren in quanto nero. E Warren odia Mannix in quanto razzista. Due cittadini statunitensi che si odiano. Si procede così fino al punto di svolta: il palesarsi di un nemico comune che minaccia la loro sopravvivenza, Daisy Domergue. A questo punto i due cittadini mettono da parte le loro differenze e collaborano.

the-hateful-eight-2015-quentin-tarantino-07Ora, ditemi voi se questa non è una perfetta allegoria degli USA. Il significato che vi ho scorto io è: gli Stati Uniti sono una nazione in cui coesistono etnie tra loro diversissime, che per unirsi hanno bisogno di un nemico comune. E qui rientra la retorica sugli Stati Uniti alla costante ricerca di un nemico. Un altro paio di elementi per avvalorare la mia tesi:

  • Daisy è una criminale ma non è chiaro per quale motivo debba essere condotta al patibolo – sappiamo solo, molto genericamente, che è un’assassina e che fa parte di una banda di criminali; ma qual è la colpa che la destina al patibolo? Chi ha ucciso e come? In quali circostanze?
    The Hateful Eight è un film che richiama The Unknown Known, illuminante documentario sulla politica militare statunitense (riassunto di TUK: siamo gli USA e dobbiamo attaccare anche solo se abbiamo il sospetto e non la certezza di una minaccia; perché non possiamo permetterci di rischiare che il sospetto diventi poi minaccia concreta). Un film che porcoggiuda dovete vedere. Perché la figura di Daisy mi ha ricordato molto quei popoli attaccati – forse ingiustamente – dagli States e che – forse giustamente – si sono contro di loro poi rivoltati;
  • L’impiccagione di Daisy con lettura della (come nota) finta lettera di Lincoln: la conferma che gli USA – e la convivenza tra cittadini negli USA – si basa su qualcosa di palesemente inventato, ma a cui tutti vogliono credere. Si tratta di un ideale che, pur essendo inventato, diventa reale nel concretizzarsi della buona convivenza tra etnie.

Non sono un fan di Tarantino. Ma un film così bello e così pregno non lo vedevo da parecchio tempo.

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