Metamorfosi di una crisalide: dal colore al bianco

Ho ricevuto una mail minatoria ieri: il testo recitava lapidario “Esci dalla crisalide, Misery”, poco sotto un link per ascoltare un disco. Per fortuna non era una minaccia, ma un bellissimo invito.Chrysaliscopertina 

Metamorfosi, trio laziale, in uscita con il loro secondo album: Chrysalis. Rimane il dubbio su Misery. Perché Misery? Metto le cuffie, scendo le scale del mio palazzo, esco per strada.

Essence parte con un bellissimo glockenspiel che mi introduce perfettamente alle tele fatte di materiali e colori diversi: dagli acrilici ai delicati acquerelli, gialli e arancioni con spazi bianchi e silenziosi che lasciano il fiato per sentirsi ancora respirare. Cassa toracica che si espande e contrae.

C’erano una volta i Blonde Redhead e chissà se i Metamorfosi nello scegliere il titolo del loro disco ci hanno pensato: anche l’altro trio (per due terzi italiano e un terzo giapponese) per il loro disco più riuscito avevano scelto Misery is a butterfly come titolo.

Non è un paragone poco azzardato perché (con le dovute differenze nell’humus in cui sono germogliati i semi) i Metamorfosi nella ricerca melodica di uno zenith che sia potente ma delicato ed elegante ricordano proprio i Blonde Redhead.

Certo, la voce di Sarah è versatile e sfuma dal jazz al soul al rock spaziando tra cantantesse, sacerdotesse e ghirigori da voli di farfalla; le melodie e i ritmi spaziano dal rock al prog (i sette minuti della conclusiva The Moon is kidding me sono da applausi!) con incastri e arpeggi incredibili e inserti di sezioni orchestrali bizzarre ma mai fuori posto: siamo in una crisalide, a spirale, verso il paese delle meraviglie di Alice e a guidarci c’è il folle Stregatto!

I testi che ci accompagnano in questi intricati ma semplici puzzle melodici riversano le loro speranze proprio dentro una crisalide: sentimenti sovrapposti, ricerche interiori e dolci danze di esistenzialismo e voglia di ritorno a una purezza dei sentimenti inglobata in un mondo frenetico che non ci ama più.

Packed smiles ha un bellissimo chorus incredibilmente avvolgente nella scala cromatica che segue le progressioni mid tempo di batteria e chitarra. Davvero un bel colpo quasi a chiudere il disco. Levity ci regala una perla di atmosfere tese ma riverberate e aperte, con un bel respiro per non improgionarci troppo in atmosfere claustrofobiche da bozzoli indesiderati.

Metamorfosi

Chrysalis è delicata come il desiderio di portare il segreto nascosto in questo bozzolo all’esterno: il trio laziale ci sa fare, ha talento, idee, muscoli (che bella voce quella di Sarah!) e pure con accoppiate a sorpresa (Keep the pain) non perdono la loro delicatezza e potenza.

Sicuramente continueremo a sentire parlare di questo trio negli anni a venire, che come primo lavoro ha centrato il bersaglio. Misery è dentro la crisalide pronta a uscire, e lo sappiamo bene, Misery è una farfalla: che grande Metamorfosi!

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