L’Italia scommette sull’Africa

Quella conclusasi pochi giorni fa, è stata la terza visita per Matteo Renzi al continente africano. Nel 2014 era stata la volta di Angola, Mozambico e Congo; l’anno scorso furono Kenya ed Etiopia ad accogliere il Presidente del Consiglio. Quest’anno il programma prevedeva una visita di tre giorni, nei quali il Premier si è recato – in ordine – in Nigeria, Ghana e Senegal. Il Presidente è stato accompagnato da una delegazione di imprenditori e dirigenti importanti di quindici aziende italiane, tra le quali Eni, Enel e Confindustria.

Il rafforzamento dei legami politici ed economici è stato il motivo ufficiale della visita. Si è discusso di temi importanti, dall’investimento italiano in Africa, passando per il terrorismo, lo sfruttamento delle risorse petrolifere e la candidatura italiana a uno dei seggi del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. L’Italia punta molto sul sostegno del continente nero, infatti anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a metà Marzo visiterà l’Etiopia e il Camerun.

Gli sforzi economici e commerciali italiani saranno concentrati soprattutto verso quattro direttrici: produzione e distribuzione di energia, petrolio, gas e ferrovie. Secondo le recenti dichiarazioni del gruppo assicurativo Sace:l’Africa sub sahariana è tra le regioni più dinamiche al mondo. Le opportunità di export e di investimento per le aziende italiane si concentrano nelle tre principali economie: Nigeria, Sudafrica e Angola. Ma spazi altrettanto interessanti si aprono anche in altri paesi, in particolare nella regione orientale, come nel caso di Kenya ed Etiopia”. Tutti posti nei quali palazzo Chigi ha già messo piede.

Renzi in Africa

L’arrivo del Presidente del Consiglio Matteo Renzi ad Accra, in Ghana, 1 Febbraio 2016 (AP Photo/Christian Thompson)

Noi investiamo sull’Africa perché pensiamo che sia doveroso per il nostro posizionamento geografico e geopolitico. Se vogliamo combattere la povertà, sradicare il terrorismo, affermare valori condivisi l’Africa oggi è la priorità. E dopo anni di assenza, l’Italia ci deve essere”, queste sono state le prime dichiarazioni del premier, appena arrivato in Africa.

La presenza italiana più imponente nel continente è senz’altro quella nel settore energetico, guidato dal colosso Eni. Come ha sottolineato qualche mese fa Pasquale Salzano (Executive Vice President Direzioni Affari Istituzionali di Eni) : “Eni ha iniziato le sue attività internazionali in Africa più di 60 anni fa e opera oggi in 14 Paesi africani e impiega 11.500 persone, la maggior parte delle quali locali. È diventato il primo produttore di idrocarburi del continente, tra le compagnie internazionali, e rappresenta il 7% della produzione di idrocarburi in Africa”.

La visita ha avuto successo per il gruppo del cane a sei zampe e i suoi partner, sono stati infatti conclusi accordi fino al 2036 ed è stato concordato lo sviluppo di un progetto oil&as, che fornirà gas competitivo dal 2018 e alimenterà le centrali elettriche per più di quindici anni.

La prima tappa del viaggio è stata la Nigeria, dove Renzi ha incontrato il presidente Muhammadu Buhari. Un inizio delicato, visto che proprio il giorno prima l’attacco terroristico di Boko Haram a Maiduguri (Nigeria nord-orientale) aveva causato la morte di un centinaio di civili. Un tema spigoloso è stato proprio quello del terrorismo, soprattutto per quanto riguarda le condizioni della Nigeria, falcidiata dagli attacchi di Boko Haram. Diretto e schietto il messaggio del Premier: “I terroristi sanno benissimo che la comunità internazionale è impegnata a distruggerli e noi li distruggeremo, con determinazione, perché i nostri valori, le nostre idee, i nostri ideali sono troppo grandi per essere bloccati”.

In Nigeria insieme al Presidente c’è stato anche il capo della polizia Alessandro Pansa, che ha firmato, con il suo omologo nigeriano Solomon E. Arase, un memorandum di cooperazione tra i due paesi per la lotta al traffico di esseri umani. Il memorandum inoltre prevede anche una collaborazione tra le autorità dei due paesi per rimpatriare i nigeriani che non hanno il diritto a rimanere in Italia.

Non si sa se i due Presidenti abbiano discusso del caso del giacimento OPL 245; acquistato da Eni e Shell nel 2011 (1 miliardo e 92 milioni di dollari, sono stati sborsati dal gruppo del cane a sei zampe), per il quale è in atto una vicenda giudiziaria per possibile corruzione internazionale, che vede protagonisti Nigeria, Italia, Usa e i tribunali inglesi.

cooperation

La presenza di Eni in Africa e l’anno di avvio delle attività

La seconda tappa della visita è stata Accra (capitale del Ghana), dove Renzi ha parlato al Parlamento e ha incontrato il Presidente John Dramani Mahama. Numerosi i temi toccati dal presidente del consiglio nel suo intervento. Dall’importanza nel considerare l’Africa non più come un problema, ma come una grande opportunità per l’Europa, al ruolo da ponte geografico che l’Italia può assumere.

Proprio sul vecchio continente sono arrivate dal Premier importanti dichiarazioni:
“Mai come ora l’Europa è lontana dai valori dei padri fondatori. L’Europa deve dare un messaggio alle nuove generazioni, non dimentichiamo che siamo esseri umani, questa è la missione del mio Paese perché la dignità degli esseri umani è la cosa più importante. Se vogliamo risolvere veramente il problema dei migranti serve uno sguardo meno superficiale e banale. Se l’Europa vuole vincere questa sfida occorrono strategie di lungo periodo e non dichiarazioni o polemiche da quattro soldi. Occorre un disegno strategico, non dei comunicati stampa”. Per concludere una bella frecciatina a Bruxelles: “L’Italia ogni anno dà più di quel che riceve all’Europa, non prendiamo lezioncine da nessuno dei nostri amici europei. Il tempo in cui da Bruxelles ci dicevano cosa fare e cosa non fare è finito”.

Parlando di terrorismo, Renzi ha affermato che il dialogo, la democrazia e la cultura, potrebbero essere gli antidoti giusti per guarire il male di questa violenza.

PANORAMAGAVAZZI_2016020108131497-1000x600L’ultimo paese visitato è stato il Senegal, dove il Premier ha parlato alla più importante università del paese, la Cheikh Anta Diop, e ha incontrato il primo ministro Mohammed Dionne e il presidente Macky Sall. A Dakar il Premier ha fatto un resoconto della sua missione ed è tornato sui temi dell’immigrazione, del terrorismo e della sicurezza. Ha ribadito l’impegno dell’Italia nel cercare di dare all’Africa un futuro migliore, investendo nelle nuove generazioni.

Questa visita nel continente africano dimostra come l’Italia stia cercando di provare a giocarsi le proprie carte a livello internazionale; dopo l’accoglienza al presidente iraniano Rohani e le dure dichiarazioni di Renzi nei confronti di Bruxelles, sembra che lo Stato italiano stia provando ad assumere un po’ di peso internazionale, ciò che gli è sempre mancato.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: