Ddl Cirinnà e l’irreale rischio di adozioni fuori controllo

Ehi tu! Sì sto parlando con te. Prova a dire stepchild adoption. Cosa? Stapp childd assosiescion? Sì, sei proprio la persona giusta, mio caro omofobo. Mi sembra di capire che il tuo dubbio sul decreto legge Cirinnà non abbia nulla a che vedere con il fatto che la comunità LGBT ti ripugna, ma che le tue uniche preoccupazioni siano riguardo la possibilità di adozioni all’estero, lo sfruttamento di giovani donne cresciute in condizioni di povertà e soprattutto la sacralità del feto e dell’essere umano.

Bene, farò finta di crederci, ignorando la mia convinzione del fatto che preferiresti tagliarti una gamba piuttosto che trovarti di fronte a due uomini che si tengono la mano.

La grande crisi etica pare sia stata innescata dall’articolo 5 del nuovo testo di legge ancora in fase d’approvazione, che recita testualmente:

“L’articolo 5 reca una modifica dell’art.44, lettera b), della legge 4 maggio 1983, n.184, orientata a permettere alla parte dell’unione civile di ricorrere all’adozione non legittimante nei confronti del figlio naturale dell’altra parte.”

Insomma, se non fosse chiaro, dal 1983 in Italia è previsto che, per una coppia sposata, uno dei due genitori possa adottare il figlio naturale o adottivo dell’altro. Oltretutto, nel 2014 il Tribunale di Roma, facendo ricorso a vari appigli legali e condizioni particolari, ha riconosciuto l’adozione di una bambina da parte di una coppia di donne omosessuali (la bambina era figlia naturale di una delle due).
Aggiungo che questo è stato solo uno tra decine di casi. Caro omofobo, quello che temi esiste già, è intorno a te, stiamo solo cercando di civilizzarlo.

Il dubbio che è lecito sollevare riguarda l’utero in affitto, anche detto “pratica della madre surrogata”, che non è in alcun modo contemplato da questo disegno di legge (anzi il Premier Renzi ha ribadito più volte la sua contrarietà a questa pratica in termini assoluti). Nel pratico, se una coppia gay volesse andare all’estero per avere un bambino tramite madre surrogata, con la Cirinnà, tornati in Italia, avrebbe diritto ad adottare il piccolo. Da qui il timore che questa possibilità crei un traffico incontrollato di bambini adottati e madri, povere, sfruttate per il concepimento e pagate quattro soldi. Uno scenario che è già in corso in alcune parti del mondo, Paesi che non riconoscono la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” come dogma etico essenziale.

Passiamo però dalla teoria alla pratica.
Mettiamo il caso che una coppia gay voglia usufruire della procreazione attraverso madre surrogata. Qui in basso una mappa riguardo la pratica della maternità surrogata nei vari Stati; non tutti prevedono nel proprio ordinamento leggi al riguardo.

Maternidad subrogada situación legal.PNG Clicca sull’immagine per la visualizzazione estesa

  • In rosso vi sono i Paesi dove la surrogacy (pratica della madre surrogata) è vietata, tra cui anche l’Italia;
  • In celeste ci sono gli Stati in cui è legale, purché solo a livello altruistico, ovvero senza scambio di denaro. In questi Paesi la surrogacy è ben controllata ma anche molto costosa;
  • In blu ci sono i Paesi che consentono la surrogacy sia come favore che come lucro.

Focalizzandoci su questi Paesi in blu, è qui che troviamo condizioni meno trasparenti proporzionalmente a costi molto più contenuti (es. Thailandia). Fra questi però ci sono anche i Paesi considerati maggiormente legati alla “famiglia tradizionale”: di fatto solo coppie etero possono ricorrere all’utero in affitto in Russia, Bielorussia, Ucraina, India (a patto che sia legale anche nel Paese d’origine dei richiedenti). Nel Vietnam è possibile adottare solo se si è sposati, ma i matrimoni gay non sono ancora riconosciuti, anche se il Paese è in una posizione avanguardista rispetto al blocco comunista asiatico. Infine, nel Sud Africa in teoria si potrebbe, ma il riconoscimento legale viene dato solo agli autoctoni.

Primo via libera alla Cirinnà -Corriere della Sera 12/02/2016

Primo via libera alla Cirinnà -Corriere della Sera 12/02/2016

È chiaro che la madre surrogata non solo è statisticamente una pratica utilizzata soprattutto dalle coppie eterosessuali, ma è evidente anche che sarebbe pressoché impossibile per una coppia omosessuale usufruirne senza una sorveglianza e una sicurezza che dovrebbero rappresentare prassi mondiale.

Ora, amico omofobo, so che in cuor tuo non potrai negare la logica di quanto ti ho detto e sai bene che la Cirinnà difficilmente non diventerà legge, ma so anche che fatichi a mandarla giù. Quindi, sempre razionalmente, credo che restino queste opzioni: hai presente la mappa di prima? Ti trasferisci in uno di quei Paesi colorati di blu; continui a lottare strenuamente per il tuo diritto a ostacolare i diritti degli altri, attendendo consapevole la fine dei dinosauri.

Fonti:

http://www.monicacirinna.it/cms/attachments/article/1059/disegno-legge-cirinna.pdf

http://www.ilpost.it/2016/02/11/la-stepchild-adoption-esiste-gia/

http://www.camera.it/_bicamerali/leg14/infanzia/leggi/legge184%20del%201983.htm

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/01/13/news/che_cos_e_la_stepchild_adoption_-131182819/

Foto in evidenza di Gaia della Valle.

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