In piazza per la Laicità, non per la Cirinnà

Il 26 gennaio è stata calendarizzata (per la centocinquantesima volta) la discussione in Senato del DDL Cirinnà; quel DDL che introdurrà l’apartheid giuridico per le coppie omosessuali, diventando la prima legge, dalla nascita dello Stato italiano, a discriminare tra etero e gay.

Ma non è questo il punto.

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Arcigay ha recentemente assunto, parafrasando, la posizione seguente: “il DDL Cirinnà non è la nostra legge, ma vogliamo che passi, perché potrebbe far fare – forse, chissà, speriamo, punta 50 sul rosso – un passo avanti al Paese. Siamo pronti a una mobilitazione nazionale”. Posizione decisa democraticamente (da leggersi: a maggioranza) all’ultimo Consiglio Nazionale. Ebbene, tutti in piazza, a gennaio, a presidiare la discussione. E io ci sarò!

wp-1450472710266.jpegMa, scusa, tu che dici che il DDL Cirinnà è merda, perché vai in piazza insieme a quelli che lo difendono?”. Già le sento le guardie della coerenza da tastiera. Ebbene, rispondo prima che si mettano a cianciare: vado in piazza perché credo che chi è contrario a quel DDL, ora più che mai, debba andare in piazza, poiché serve ricompattarci. Dobbiamo guardarci negli occhi gli uni con gli altri, farci vedere e creare una rete stabile e duratura. Il DDL Cirinnà è un mero pretesto: chi si batte per i diritti civili, negli ultimi 20 anni, non si è mai confrontato con chi segue la stessa strada. All’interno della stessa Arcigay non ci si è parlati per 10 anni!

Dunque, in piazza. Ma con che messaggio? “Pari diritti”? “Matrimonio egualitario”? “Stop omofobia”? Con questa roba non siamo andati molto lontano, ultimamente. Magari, per iniziare, potremmo provare con “Laicità dello Stato contro ogni discriminazione”!

Va fatta pressione su Arcigay in primis, e sulle altre associazioni poi, perché la mobilitazione di gennaio si faccia, sotto forma di unica manifestazione di piazza a Roma, tra tutte le realtà coinvolgibili. Dovrà trattare il tema della laicità più assoluta: una laicità veicolo di libertà e soluzione ai problemi di discriminazione.
Io ci credo.

Per chi se lo stesse chiedendo, non si farà un Pride a gennaio. Il Pride è una celebrazione, questa dovrà essere una movimentazione di piazza. Vogliamo tutto, e lo dobbiamo chiedere gridando.

Photo credits:  Giulio Bernardi; Torbakhopper

 

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