Nasce il primo Hair Cafè in Italia: dove cibo, cultura, rispetto per la natura e cura del corpo convergono

Nel cuore della Brianza (Carate Brianza) nasce il primo hair cafè italiano: un locale in cui oltre a ooccuparsi dei propri capelli (e non solo) ci si può anche incontrare tra amici e degustare pietanze sane e naturali che accontentano un po’ le esigenze di tutti. Per capire meglio ho fatto due chiacchiere con Pamela Galli che, insieme alla mamma Costanza e al fratello Gabriele, gestisce questa attività. Ho trovato molto interessante l’argomento, in quanto, oltre ad aver conosciuto un’innovazione che è appena entrata nel nostro Paese e ad aver capito qualcosa in più del mondo dei parrucchieri, ho conosciuto delle persone che hanno saputo cambiare, innovare, reinventare, un lavoro antico come quello del parrucchiere, per stare al passo con i tempi.

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Ciao Pamela: innanzitutto presentati, parlaci di te e del tuo percorso formativo.
Io sono Pamela e ho frequentato il liceo scientifico e tre anni di università senza essermi laureata. Nel frattempo ho aperto un negozio di parrucchiera con mia madre e, siccome lavoravo, ho lasciato gli studi per dedicarmi a questo mestiere: perché in quel periodo entravamo nel mondo della moda, dello spettacolo, delle sfilate, e quindi non riuscivo più a dedicarmi anche allo studio. Mi piace questo lavoro perchè faccio cose diverse tutti i giorni, non vedo mai la stessa persona, non dico mai le stesse cose: io sono una che non ama la metodica, quindi mi piace variare ogni cosa che faccio.

All’università studiavi qualcosa di attinente con ciò che fai adesso?
Allora… io ho sempre desiderato fare cosmetologia, quindi mi ero iscritta a chimica e tecnologie farmaceutiche per poi diventare una cosmetologa: infatti, nel mio lavoro, la cosa che amo di più, sono i colori, miscelare i colori.

Chi è che lavora con te? Mi hai detto della tua mamma…
Sì: lavoro con la mia mamma da quando ho ventun’anni, e lei lo fa da quando ne aveva undici: quindi lei è, diciamo, “l’ape regina” di tutto questo reame. E adesso abbiamo fatto società anche con Gabriele (il fratello minore ndr) e abbiamo creato questo concept store che esiste già in Australia (infatti la mia ispirazione arriva da lì) però esiste anche in Spagna e a New York (a New York tutti i parrucchieri hanno il bar). 

Da sinistra: Gabriele Galli, Miss Italia 2015 Alice Sabatini, Pamela Galli, Costanza Vergani all’inaugurazione del locale. Studio fotografico microluce Foto

Gabriele l’altra volta mi parlava del fatto che prima avevate un altro negozio, poi avete aperto anche questo e che solo ora, dopo anni, è diventato un hair cafè. Quindi ti sei saputa reinventare: volevo concentrarmi, anche su questo, perchè siamo in un periodo di crisi, quindi i giovani devono saper un po’ “inventare” il lavoro a volte. Tu come hai fatto, raccontaci il tuo percorso, come ti è venuto in mente?
Allora: io non so da dove mi arrivano le idee: me lo chiedono tutti, ma non lo so…Mi vengono e basta! Io ora ho una figlia di quattro anni: quando son rimasta incinta, ero in un momento in cui ero molto in dubbio su cosa fare della mia vita, nel senso che il mio lavoro mi aveva stancata e demotivata. Inoltre, avendo già fatto tantissimo fra televisione, sfilate, la moda e il pret a porter, non trovavo stimoli che fossero “più alti” rispetto a quello che stavo facendo; però cercavo di trovare dei cambiamenti in quello che facevo, e allora, essendo anche in un momento di crisi lavorativa, nel senso che, comunque, nel mondo del parrucchiere, le presenze sono molto diminuite: non esiste più la cliente settimanale, ma esiste più la mensile, la bimensile, la quadrimestrale…

Come mai?
Perché le persone hanno meno soldi in tasca, quindi, invece che andare tutte le settimane, a farsi la piega, ci vanno una volta al mese; e a farsi tingere la ricrescita, oppure a rifarsi tutto l’hair feet, ogni 3-4 mesi. Quindi vanno molto meno dal parrucchiere, perciò io cercavo una cosa che spaccasse un po’ questi schemi.
Perciò, prima di questo, mi sono inventata il negozio self-service: quindi ho aperto un piccolo negozietto vicino a questo, dove le persone possono farsi la piega da sole. Così ho abbattuto il costo della piega e ho velocizzato i tempi, creando un modo di fare questo mestiere più veloce. Ciò è accaduto due anni fa.

Nel frattempo, mentre cercavo su internet, il modo di reinventare la mia impresa, perchè ero stanca, ho trovato questa foto di un bar australiano, di un parrucchiere australiano, quindi questo grosso tavolone in legno, dove c’erano sedute queste ragazze con le cartine in testa e delle grosse brocche di Sangria sul tavolo. E da lì ho avuto l’ispirazione per fare questo concept store che è aperto da 15 giorni, ma già i numeri sono raddoppiati: quindi penso di aver cavalcato l’onda giusta.

Che differenza c’è tra ciò che hai creato e ciò a cui ti sei ispirata? Quanta “italianità” ritroviamo in questo progetto?
In realtà non lo so esattamente: perchè io mi sono ispirata a una foto! Quindi io non ho poi letto quale fosse la realtà perchè c’erano solo delle foto: ho cercato per mesi “parrucchiere-bar” …Quindi non so dirti…A me non piace, tanto, copiare…quindi ho preso l’ispirazione e poi mi piace “farmi il vestito su misura” , e sono partita da quello che volevo per me. Poi ho guardato anche il mercato cosa richiedesse, eccetera. Sono partita dal mio mondo interiore: volevo, innanzitutto, un ambiente che mi facesse vivere di nuovo delle emozioni e che facesse vivere delle esperienze alle persone che entravano qua dentro. Quindi non volevo il classico parrucchiere o il classico bar, ma volevo che, nonostante le attività fossero diverse, comunicassero, e uno dei nostri obiettibi centrali è portare avanti la bellezza ecosostenibile. Infatti abbiamo cercato tutti prodotti made in Italy, con all’interno fitoceutici coltivati in fattorie italiane che utilizzano lo slow-food e il kilometro zero.

Quindi abbiamo ricercato la naturalezza il più possibile, senza essere troppo di nicchia, altrimenti avremmo tagliato fuori tutta la parte commerciale dell’idea. Io volevo un ambiente dove stessi bene e dove potessi non patire più la fame: perchè tu sai che il parrucchiere fa tantissime ore di lavoro, a volte trattiene la pipì per dieci ore, mangia alle dieci di sera…Quindi, ti dicevo: voglio un posto in cui posso, anche, bermi un estratto alcalinizzante, dove posso mangiare e bere qualcosa…Voglio anche mettere dei libri: c’erano già nel negozio precedente, adesso non li abbiamo ancora inseriti….

Nitti

Libri di che tipo?
Quelli che ho letto al liceo: dalla letteratura (Wilde, Pirandello…) ai libri sul colore, perché io ho studiato tanto la colorimetria e come il colore influenza il cervello umano,  fumetti… Insomma: abbastanza varietà per abbracciare una fascia di persone il più grande possibile, e poi, il concetto che ho voluto portare avanti, che per me è fondamentale, è la condivisione. Quindi: io volevo, a tutti i costi, una pianta vera. Un Exfrantus Nitida che è un incrocio tra un Ficus e un Bonsai che io ho chiamato “Nitti” da Nitida (ride, ndr)  e la volevo fortemente, e soprattutto volevo che le persone condividessero il nostro mondo intorno a questo tavolo rotondo che ho fatto costruire appositamente, e quindi tutto nasce intorno a questo tavolo. Tutto l’ambiente è stato studiato perchè io volevo questo “fulcro” dove le persone si riunissero intorno.

Gli spazi li hai progettati da sola o ti sei fatta aiutare da qualcuno?
Con l’aiuto di un architetto a cui ho spiegato tutto ciò che volevo, e lui è riuscito ad esaudirmi. Prima il negozio era già nostro, poi abbiamo modificato, inserito la parte bar, fatto delle modifiche, e cercato di riutilizzare tutto quello che già avevo, anche per una questione di riciclo.

Il Logo di Natù Hair cafè, food lovers realizzato da Davide Guglielmino.

Voi vi chiamate Natù: vuoi spiegarci il motivo?
Si è occupato della campagna naming e marketing Davide Guglielmino: grafico e mio carissimo amico che ringrazio tantissimo. Natù nasce praticamente dalla parola: Natura + tu, quindi il tuo io interiore, te stesso/a abbinato alla natura. Da qui nasce il marchio: il cerchiolino che c’è intorno al logo riprende il segno che lascia la tazzina del caffè sulla tovaglia quando si sporca e lascia la sbavatura (è stato studiato da un grafico). “Cafè Food Lovers”  perché ho unito l’inglese col francese: i caffè nacquero in Francia come luoghi di incontro nel periodo dell’Illuminismo, dove si riunivano i personaggi più colti ed illustri della società, e conversavano sorseggiando la bevanda calda. Food Lovers, perché noi, in famiglia, siamo amanti del cibo, e qui col bar, serviamo anche alimenti.

A quanto mi pare di aver capito, voi abbinate i trattamenti sul corpo con le tisane naturali, quindi diventa un trattamento completo per tutto il corpo. Spiegaci meglio, facci qualche esempio.
Sì, guarda: abbiamo fatto questo menù che io ho chiamato Bell’essenza, in cui ho scelto cinque trattamenti tisanoreici, abbinati  ai trattamenti per  il corpo. Ad esempio, c’è questo trattamento Energyzing, anti caduta, per capelli fragili: quindi l’ingrediente principale è il caffè, e poi ci sono: camomilla, zenzero e pepe-nero. Ed è uno stimolante del metabolismo semi cellulare, un antiossidante, un anti invecchiamento, e ciò abbinato a due proposte: una calda, e una fredda, che la persona può degustare mentre è in posa. Perciò questa è una piccola azione che mette in equilibrio l’interiorità con ciò che è il mondo esterno. O un altro esempio, è la tisana digestiva, abbinata ai trattamenti contro la forfora: solitamente chi ha problemi di forfora, soffre anche di disturbi della digestione e gastrointestinali.

12274487_963860653681129_8258725833587707630_nQuindi, riassumendo, questa è un’azienda a conduzione familiare: tua madre è una parrucchiera sin da quando era piccola e hai imparato da lei. Tu hai preso tutto ciò che hai imparato all’università, e tuo fratello che ha studiato all’alberghiero si occupa della zona bar. A proposito degli alimenti, vedo che sono esposti cibi senza glutine, o destinati a persone che seguono un’alimentazione vegana: cercate di accontentare ogni tipo di esigenza, a quanto pare. Cosa possiamo trovare?
Sì: ci tenevo a creare un ambiente dove tutti potessero mangiare, in modo che chiunque, sia per scelte etiche che per motivi di salute magari legati ad allergie, potesse trovare almeno una cosa da poter mangiare.Abbiamo di tutto: cibo senza derivati animali, cibo senza conservati (così come i prodotti per capelli non contengono solfiti o altre sostanze nocive), insomma: abbiamo cercato di essere naturali nel limite del possibile. Ci siamo appoggiati, per il cibo, solo ad aziende locali, quindi a kilometro zero: ad esempio il pane è fatto con un stampo particolare, progettato appositamente per noi, e realizzato con il lievito madre, oppure lievitato con l’aceto; oltre all’utilizzo di diversi tipi di farina, tra cui quella integrale.

Per il futuro ci saranno ulteriori sviluppi e nuove idee?
Sì, appena sarà possibile vorremmo ampliare il locale e inserire una libreria per bambini. Però con calma: adesso rilassiamoci un po’!pane

I libri saranno in vendita, o solo consultabili?
Io pensavo anche allo scambio: abbiamo già provato in passato, ma il problema è che spesso non tornano indietro, e io sono molto gelosa dei miei libri! Anche perchè, quando io leggo un libro, è come se diventasse un po’ una parte di me, e quando non mi torna indietro io mi arrabbio! Inoltre io tengo molto alla cultura, e nel mondo del parrucchiere (la cultura ndr) è quasi inesistente. Proprio per questo motivo io ci tengo molto che il mio staff sappia tenere conversazione (anche perché è un lavoro a contatto con il pubblico), che parli correttamente e si tenga aggiornato. Ci tengo che si esca dagli schemi e che il mondo del parrucchiere non sia più associato all’ignoranza. Un altro mio progetto, che realizzerò in futuro, è quello di fondare un’accademia, perché mi rendo conto che nel mondo del parrucchiere non esiste formazione: questi ragazzi aprono i negozi senza sapere nulla, facendo danni, e quindi rovinando la categoria; oppure portando avanti il lavoro nero lavorando in casa: perché anche se si fa fatica, si deve lavorare con passione, e soprattutto non pensare solo a se stessi, ma ai danni che si creano, in generale, non pagando le tasse. 

Colori in polvere, naturali al 100%

Cosa pensi, tralasciando la solita etichetta del “ci rubano il lavoro!”, dei parrucchieri cinesi che spuntano come funghi e sono ormai ovunque?
Innanzitutto c’è un’etichetta molto grossa: “il parrucchiere cinese utilizza prodotti di scarsa qualità”. In realtà ci sono anche parrucchieri italiani che lo fanno: la disonestà non conosce nazionalità. Questi sono gli stessi che comprano tubetti di colore a poco, abbassano i prezzi, e quindi rovinano la piazza: e sono italiani. Il cinese, in realtà, è un concorrente molto valido: sono veloci, ci sono sempre, anche la domenica, faticano tantissimo e a qualunque orario. L’ialiano, invece, si fa le sue sei ore, il week-end deve essere libero, se entra un cliente venti minuti prima della chiusura lo rimandano a casa: questa situazione ce la siamo tirata noi italiani, ricordando i tempi d’oro, gli anni ’90, in cui si stava bene. Sono errori che noi abbiamo fatto tutti i giorni e quando ci siamo trovati nella melma abbiamo incominciato a lamentarci. Sicuramente ci sono le responsabilità, anche da parte dei piani alti (politici ndr). Perciò, potrai trovare cinesi che hanno formazione e che utilizzano prodotti di qualità, come italiani incapaci e che fanno i furbetti. Io ho colleghi provenienti da tutte le parti d’Italia: ad esempio a Napoli la piega va a otto euro. Quindi, ci sono zone d’Italia con la piega a prezzi dei cinesi, quindi…Dobbiamo chiederci come mai le persone vadano a farsi i capelli dai cinesi. Io ho aperto un self, proprio per abbattere il lavoro nero e fare concorrenza ai cinesi abbattendo il costo della piega.

Io quello che non sopporto dei parrucchieri cinesi è che fanno tutto stando zitti tutto il tempo.
Non conoscono la lingua e gli manca il pezzo della consulenza: altrimenti non potrebbero avere i prezzi così bassi. Ora però “farò io la cinese” e scappo perché ho una cliente!

Mangiatori di cervello ti ringrazia per il tempo dedicatoci, ti fa i suoi migliori auguri per tutti i vostri progetti e ti augura buon lavoro!

Nota: Per scoprire di più sull’attività di Natù clicca qui.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

 

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