Intervista a Ermes Maiolica: tutto quello che non sapete sul re delle bufale

Ermes Maiolica è il nome d’arte che un metalmeccanico di Terni si è scelto per vestire i panni di disturbatore del web. Non lo fa per denaro e, forse, non lo fa neppure per la gloria, eppure Ermes inventa bufale, notizie palesemente false, che fanno il giro dei sedicenti siti di controinformazione e, a volte, di vere e proprie testate giornalistiche – a volte, ritrovandosi delle grane da risolvere, come nel caso della bufala su Teo Mammuccari de Le Iene. Lo abbiamo intervistato non per conoscerlo meglio – con una semplice ricerca si possono trovare svariate interviste – ma per entrare più in profondita in quel pensiero che lo ha spinto a questa attività. E, a fine intervista, ha spontaneamente fatto una rivelazione esclusiva.

Ermes Maiolica

Ciao Ermes. Ho visto che sei stato intervistato già una decina di volte. Perché quello che fai ha suscitato tutto questo interesse?
Ciao. Sì, in effetti sono fioccate interviste. Non lo so, forse perché la mia attività ha messo in discussione la tanto decantata potenzialità d’informazione della rete, evidenziando che rischiamo di essere travolti dalla simultaneità e dalla velocità di trasmissione di quelli che non sono altro che dati e che per diventare notizie hanno bisogno comunque del nostro universo simbolico e culturale naturale. Quindi, da una parte ho evidenziato la nostra fragilità, dall’altra il fatto che la rete non è altro che uno strumento.

Cosa speri di ottenere? Credi che le tue bufale possano illuminare sulla via di Damasco quelli che non hanno un proprio senso critico e si affidano ai siti di controinformazione libera?
Sinceramente il primo ad essere sbalordito della creduloneria della gente e della fragilità della cosiddetta controinformazione libera sono stato io. La mia attività, infatti, è nata da questa disillusione e dal fatto che non riuscivo a credere che la gente potesse “ancora una volta” cascarci. Diciamo che è iniziata e si è consolidata come un’attività che aveva fine in sé, come tutte le cose surreali, e solo dopo, nella pratica, ha acquisito un certo significato. Quindi non mi sento né un salvatore né un rivoluzionario.

Bufala Wolkswagen Italia regala autoChe valore dai al trolling e alla meta-controinformazione come la tua e quella di Lercio, il partito benaltrista e simili?
Non mi sento di parlare al posto degli altri ma credo che siano tutte manifestazioni di quella forma para-artisitica che è la satira. E satira non è pura comicità, in quanto porta con sé il senso del contrario della derisione del potere e delle nostre debolezze. Non a caso la satira è stata definita da qualcuno “termometro della democrazia”.

Com’è accaduto il tuo passaggio dall’essere “carogna del web” ad “amico dei debunker”?
In realtà non mi sono mai sentito una “carogna del web”, comunque l’avvicinamento ai debunker è nato proprio perché io non faccio bufale per denaro, sono un operaio e non un blogger professionista, ma nonostante la nostra attività possa essere molto diversa nella forma, ha finito più volte per avere la stessa conseguenza: che la gente si rendesse conto della propria fragilità e che fosse smentito qualche stereotipo tipico alla base della formazione dei nostri pregiudizi.

A costo di sembrare nichilista: credi che si possa salvare “la ggente”?
Come ho detto sopra, non sono né un salvatore né un rivoluzionario, sono solo un operario con il vizio della satira.

teo-mammucari

 

Il sistema politico si serve della creduloneria delle persone per avere voti, creando falsi bisogni (come la Lega ha fatto con la questione dei migranti, per esempio). Ma se questo “sistema” funziona, è realistico scardinare questo fenomeno?
Io direi che il sistema economico crea falsi bisogni, mentre il sistema politico crea dei grandi stereotipi con i quali causare gli eventi, delle “grandi narrazioni” che giustificano soluzioni e mezzi altrimenti inaccettabili. Il mio fine non è scardinare il sistema politico vigente ma spero ci sia sempre spazio nel nostro immaginario per un sistema diverso.

Concordi con chi definisce il Movimento 5 Stelle come il catalizzatore di creduloni, complottisti e analfabeti funzionali vari?
Assolutamente no, credo che questo movimento sia nato da un forte malcontento popolare e forse proprio la “nausea” generata dalla politica italiana ha comportato una tendenza alla diffidenza, in modo da smascherare stereotipi costruiti e delegittimare soluzioni politiche inaccettabili. Mi sembra che si critichi un po’ troppo l’analfabetismo funzionale degli esponenti del movimento, tralasciando quello atavico e radicato degli esponenti degli altri partiti. Infine, partendo dalla politica locale ternana, il movimento è l’unico ad aver sollevato questioni cruciali come quelle dei rifiuti e dell’ambiente che per decenni gli altri partiti non hanno voluto affrontare.

Magari te l’hanno già chiesto, ma resto curioso: cosa farai in futuro? Farai evolvere la tua azione sociale?
Non lo so, ero “Ermes il bufalaro” qualche tempo fa, ora dedico molto meno tempo a questa attività. Questa azione mi ha aiutato a capire molto bene i meccanismi che alimentano la diffusione delle bufale e della disinformazione, quindi pensavo di utilizzare queste conoscenze per smascherare grandi stereotipi e narrazioni, collaborando con Debunker.

Ci consigli un brano da ascoltare per completare l’intervista?
Vista la reazione degli utenti di fronte le mie bufale direi Psycho killer dei Talking heads e come film senza ombra di dubbio Videodrome di Cronemberg.

Ermes Maiolica bufala malato Renzi

Schema classico della bufala: nessuna informazione, notizia sensazionalista e complottismo strisciante

L’intervista è finita e se vi state chiedendo cosa Ermes abbia detto solo a noi, basta leggere l’ultima domanda. In effetti, a nessun blog o giornale Ermes ha mai consigliato una canzone da ascoltare e, addirittura, spontaneamente consigliato la visione di un film. Se vi sentite traditi, sappiate che non abbiamo mai mentito, ma sfruttato  il sistema che le bufale usano: partendo dalla mancanza di informazioni (o conoscenza) della persona, si innestano nelle dinamiche classiche del linguaggio sia commerciale che del giornalismo sensazionalista; lo stesso sistema usato per il click bating. Naturalmente, anche il titolo utilizzato da noi ricalca lo stesso schema.

Da questa esperienza Ermes ci insegna che le informazioni vanno sempre verificate, che, prima di credere a qualcosa, è necessario triturare una notizia, analizzandone i meccanismi e le fonti. Non è questione di essere scettici verso tutto, ma di formare e applicare un personale senso critico e imparare di chi fidarsi e da chi guardarsi. È sopravvivenza.

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