Potremmo vivere d’arte, se non ce la rubassero

Il fine settimana scorso è cominciato in modo turbolento, con la realtà artistica italiana (e di prestigio internazionale) scossa alle fondamenta da un evento che è così incredibile da sembrare appena uscito dalle pagine di un romanzo thriller.

Verona, Museo Civico di Castelvecchio, quasi le ore venti: fanno irruzione tre individui armati e mascherati. Uno immobilizza guardiano e receptionist, mentre gli altri due staccano dalle pareti un quadro dopo l’altro, disinvolti e sicuri di quel che stanno facendo. Finito il lavoro, durato poco più di un’ora, i tre caricano il tutto sull’automobile della guardia giurata e scappano, rimanendo nel completo anonimato e facendo perdere ogni traccia. Il bilancio del lavoro di manovalanza è agghiacciante: sono diciassette le opere rubate – tra le quali sono comprese La Sacra Famiglia con una Santa di Andrea Mantegna, Il Giudizio di Salomone di Jacopo Tintoretto e alcune opere di altri artisti illustri, come il Pisanello o il Rubens –, per un ricavato totale che balla tra i trenta e gli ottanta milioni di euro.

Un furto che, dicevo, pare essere uscito direttamente da un thriller, in particolare da uno di Ken Follett che ho avuto il piacere di leggere, Lo Scandalo Modigliani, che oltretutto ha segnato il suo debutto. Mentre nel libro si scatena una caccia al tesoro tra falsari d’arte, nel mondo reale, dopo i “fatti di Verona”, è scaturita una vera e propria caccia a quei predoni che hanno portato con sé un bottino dal valore di mercato di decine di milioni, ma dal valore artistico incommensurabile. La polizia (c’è il bisogno di dirlo?) brancola nel buio, mentre tutta la comunità artistica – italiana e non – si indigna, scuotendo la testa e piegandosi su se stessa per il colpo subito. E io con lei.

132254911-a063a129-8f96-4c4e-a4bd-5438287bad77

“Il Giudizio di Salomone” del Tintoretto, una delle opere trafugate.

La prima questione su cui vorrei soffermarmi è l’allarme.
Già, perché durante il loro “prelievo” di opere d’arte, non è scattata alcuna segnalazione. È vero, guardia e bigliettaia avevano la pistola puntata contro, ma il sistema delle sirene serebbe dovuto scattare per mandare un avviso alla centrale di polizia vicina, in automatico, in caso di mancato inserimento dell’allarme nell’edificio entro le ore venti: cosa che non è avvenuta. Improvviso guasto? Negligenza delle guardie (quella entrante e quella uscente) che hanno attardato l’esecuzione della loro unica mansione? Diabolik ed Eva Kant? È imbarazzante pensare che per un’ora abbondante tre banditi abbiano trafugato in tutta tranquillità diciassette quadri, senza incappare in alcun tipo di contrasto e intervento da parte di un altro addetto o delle forze dell’ordine; questo significa che non solo l’allarme dell’intero edificio si è rivelato fallimentare, ma che era assente anche il tipo più semplice di anti-furto: la sirena a muro.

Perché in gran parte dei musei del Mondo (e non sto parlando del Louvre o della National Gallery, ma di istituzioni molto meno ampie, famose e blindate) già a dieci centimetri di distanza dal dipinto parte quel beep beep beep che fa voltare tutti i presenti nella sala e accorrere il guardiano più vicino, mentre al Museo Civico di Castelvecchio, che, ripeto, ospita Mantegna, Tintoretto, Pisanello e molti altri, se rubi un quadro ti stendono pure il tappeto rosso? E poi, perché una sola guardia in tutto il museo? Non si avrebbe potuto, se assumere è chiedere troppo in un periodo nefasto come quello che sta vivendo oggi il mondo dei beni culturali, offrire un paio di posti di volontariato in più, in modo da alzare il livello di salvaguardia di un museo di media caratura?

Seconda questione: le opere sono invendibili.
Solo un pazzo venuto da un altro pianeta metterebbe sul mercato dei dipinti così famosi. C’è da pensare, quindi, a un furto su commissione da parte – ma sono solo congetture – di un collezionista tanto avido quanto cinico. C’è da chiedersi, quindi, se i dipinti siano smarriti per sempre: non mi stupirei di una gettata di spugna prematura da parte di ogni parte coinvolta, visto il poco rumore mediatico dell’evento e lo scarso interesse dell’opinione pubblica a uno che è stato definito dai più “il furto del secolo” e “uno dei più grandi furti d’arte della storia dell’Italia”. Vittorio Sgarbi teorizza persino un “atto dimostrativo jihadista”, cavalcando l’onda dell’isteria di massa esplosa negli ultimi giorni insieme ai colpi di fucile a Parigi.

Castelvecchio_-_cortile

Il Museo Civico di Castelvecchio, Verona.

Una cosa è certa, ed è stata ampiamente dimostrata con questo furto: agli italiani frega poco dell’arte nostrana.
Se avessero avuto a cuore le tanto preziose quanto istruttive opere d’arte, direttrice e compagnia bella avrebbero incrementato la protezione all’interno del museo, già conosciuto per essere un nodo culturale molto sensibile per quanto riguarda la sicurezza. Solo perché Mantegna non è Leonardo da Vinci o Van Gogh non significa che valga, a livello economico ma soprattutto artistico, come uno scarabocchio qualsiasi, che se viene rubato poco male, tanto abbiamo ancora La Nascita di Venere del Botticelli agli Uffizi, è quello che conta.

“L’Italia saprebbe vivere solo di turismo grazie all’immenso patrimonio culturale che possiede” è il luogo comune che grava sulla testa di un Paese come il nostro, e magari anche una strategia efficiente e non troppo austerityiana per uscire dalla crisi economica (e non); ma se non sappiamo nemmeno impedire il furto di diciassette quadri che avviene in piena scioltezza, che chance avremo di prendere in mano le redini di questo nostro patrimonio tanto ricco quanto sottovalutato, e di valorizzarlo come si deve una volta per tutte?

“Solo un deficiente ruba quadri simili che sono invendibili” sentenzia sempre Sgarbi. Ma è più deficiente chi ruba questi quadri invendibili oppure chi se li fa rubare come caramelle?

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: