Napoli indecorosa, tra chiacchiere da bar e qualche statistica

«Napoli città indecorosa», almeno secondo Massimo Giletti che ha pronunciato testuali parole nella diretta domenicale del suo programma L’Arena. Ovviamente la piazzata ha subito sollevato un vespaio di critiche reazioni, come la denuncia del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. In settimana ha poi ripreso la polemica Filippo Facci che ha banchettato sulla carcassa immobile del dibattito sterile. Con un articolo pubblicato sul quotidiano Libero, scritto con toni aspri e rassegnati nei confronti della città partenopea, Facci ha ottenuto il suo scopo, ovvero mandare a segno la sua provocazione.

Insomma, qualcuno lo definisce “sputtanapoli”, altri preferiscono “disinformazione”, questo modo di fare giornalismo approssimativo e giudicante porta sempre ad un duplice schierarsi: chi dà contro il giornalista e chi invece ne perora la causa. Resta tutto nella sfera della chiacchiera da bar, l’opinione di Massimo Giletti conta quanto quella di Giulio Canfora, panettiere e mio vicino di casa che non è d’accordo con lui. Chi ha ragione? I numeri, sempre è solo i numeri. L’assunto è che Napoli sia città indecorosa poiché piena di sporcizia in tutti i vicoli. Bene, allora ecco i dati ricavati dal Rapporto Rifiuti Urbani 2014 dell’ Ispra(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Kg rifiuti per abitante

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Noterete già che nella produzione di rifiuti kg/abitanti Napoli risulta perfettamente in media con le altre quindici città italiane con più di 200mila abitanti. Fino a qui tutto nella norma, se non fosse per la percentuale di raccolta differenziata, rispetto ai kg di rifiuti prodotti, che vede Napoli ferma solo a 20,3%. È evidente la disparità tra le città settentrionale e il resto dello stivale, ad esempio la realtà siciliana è quella peggio organizzata per lo smaltimento dei rifiuti.

In questi dati non vi è la verità assoluta sul decoro urbano di queste cittadine, ma parlando di sporcizia per le strade va da sé che più una città ricicla, più si mostra come una città pulita. Il capoluogo campano deve accettare la pratica del mea culpa e ammettere che la strada da percorrere è ancora lunga, pur riconoscendo un certo cambio di tendenza rispetto alla crisi del biennio 2007-2008. Questi sono i dati, tutto il resto sono chiacchiere da bar e un “indecoroso” giornalismo gridato.

% raccolta differenziata

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