Tutti froci con la cultura degli altri: insetti e larve nelle nostre tavole

“Strasburgo da il via libero al consumo di alghe, vermi, larve e scorpioni in Europa, L’accordo è stato approvato con 359 sì, 202 no, 127 astenuti. Per il via libera definitivo, però, si dovrà esprimere anche il Consiglio europeo”.

Beh, che dire? Mi sento profondamente disgustato. Disgustato da questa libertà per forza, da quest’apertura multiculturale radical-shit che “oh mio dio mangiamo insetti, che figo”. Gli insetti vanno schiacciati, non mangiati. Non serve tanto a capirlo. E invece no, siamo figli di una cultura che “la famiglia tradizionale non esiste” e “i froci sono normali” e “gli immigrati poverini scappano dalla guerra”. Mi sento disgustato, si, lo ripeto: disgustato come cittadino europeo e Italiano.

strasburgo-insetti

La nostra cultura culinaria è la migliore al mondo, perchè mai è sarebbe così necessario introdurre alimenti disgustosi nella nostra tavola? Davvero è un così impellente bisogno quello di “rubare” le abitudini culinarie terzomondiste? È un’involuzione che no, io non accetto. Datemi del reazionario, del bigotto, non m’importa. Io, nella mia tavola, voglio i nostri piatti: sani, genuini, appetitosi. Ed è per questo che ho deciso di stilare una piccola lista di alcuni piatti ed alimenti tradizionali, italiani ed europei. Rivalutiamo le nostre tradizioni, apprezziamo la nostra cultura!

casu marzu

• Iniziamo con un paese italiano ma non troppo, la Sardegna: ecco il casu marzu, che tradotto in italiano significa “formaggio marcio”. Il casu marzu è un formaggio pecorino con dentro le larve della mosca casearia (Piophila casei). La mosca depone le uova sulla forma, e da esse nascono le larve che crescono cibandosi del formaggio. Il risultato è un formaggio cremoso, molto saporito e dal gusto livemente acidulo-piccante. Se ve lo state chiedendo… si, le piccole larve si mangiano insieme al formaggio. E questi uomini di mezza statura non sono gli unici a produrlo, annoveriamo infatti anche il milbenkäse tedesco, e la mimolette francese, formaggi con all’interno acari (Tyroglyphus casei) che, identicamente al casu marzu, vengono mangiati.

• Il gorgonzola, che prende nome dall’omonima città lombarda, è un formaggio vaccino spalmabile contenente delle muffe. Queste sono causate dalle spore di penicillium che vengono addizionate ad esso nella fase di produzione, e sono le responsabili del tipico sapore piccante del formaggio gorgonzola.

• il foie gras, prodotto tipico francese, traducibile letteralmente in “fegato grasso”. Questo è appunto il fegato di oche o anatre, alimentate forzatamente, talvolta finchè il loro fegato non diventa affetto da steatosi epatica, patalogia causata dall’accumulo intracellulare di trigliceridi a livello del tessuto epatico. Le oche e anatre vengono ingrassate alimentandole con oltre un kg di cibo al giorno, introdotto tramite un imbuto collegato ad un lungo tubo di metallo che immette il cibo direttamente nell’esofago. L’opera di inserimento/estrazione del tubo provoca lesioni alla gola e all’esofago, che portano spesso ad infezioni. Durante l’operazione d’ingozzamento l’animale prova a divincolarsi con forza, arrivando talvolta alla frattura del collo o la perforazione dell’esofago, e dunque alla morte. E, dulcis in fundus, in caso di vomito l’animale rischia di morire per soffocamento. Questo delizioso piatto nostrano, essendo composto per l’80% da grassi, risulta molto saporito e si differenzia notevolmente dai fegati normalmente consumati, ad esempio, in Italia.

foie gras

l’uovo di gallina, consumato praticamente in tutta europa e ingrediente di molti piatti tra i quali gli sformati, i dolci di ogni tipo e le frittate, è la cellula riproduttiva femminile non fecondata. In altre parti del mondo si mangiano anche le uova fecondate e poi cotte al forno, il che, inutile dirlo, è una barbarie. Ma sapete cos’altro sono le cellule riproduttive femminili non utilizzate e quindi espulse? Le mestruazioni della femmina dell’essere umano. Ergo le uova sono – se non del tutto vero quasi nulla sbagliato – le mestruazione delle galline. Ah, prima che mi scordi: in Italia si mangiano anche le zampe di gallina lessate in brodo, una vera prelibatezza.

il “maialino da latte”, che in pratica è il cucciolo della scrofa, ucciso e macellato all’età di un mese e mezza ed un peso di circa 5 kg. Consumato prevalentemente arrosto o al forno, le sue carni hanno un sapore dolce e rimangono tenerissime, dato che l’unico alimento del quale il cucciolo si cibava fino all’uccisione è, appunto, il latte materno.

Porcetto

• il sanguinaccio, prodotto dolciario tradizionale della Basilicata ma realizzato e consumato anche in altre regioni italiane, è un dolce di cioccolato fondente al quale viene aggiunto sangue fresco di maiale. Il sapore lievemente acidulo viene dato appunto dal sangue contenuto in esso, e data la sua cremosità è un prodotto spalmabile.

palle di toro

• le palle di toro, piatto povero tipicamente spagnolo, che consiste nei testicoli del toro. Questi vengono cucinati in vari modi: in umido, in fricassea, fritti, come ingrediente per polpette o frittelle. A dispetto della consistenza particolare, gommosa tendente al viscido, il gusto è molto saporito.

gamberi, aragoste e granchi, deliziosi no? Per insaporire primi piatti o come secondi al forno e alla griglia, questi fanno parte degli artropodi, un phylum degli animali invertebrati. Conoscete altri artropodi? Beh, ci sono gli i ragni, gli scorpioni, gli insetti, i millepiedi… quindi si, i gamberi non sono altro che “insetti di mare”. Beh, non ditemi che guardando le cavallette non avete mai notato la somiglianza!

Arriviamo alla consclusione. Alla fine, perchè mai dovremo mangiare insetti? Semplicemente perchè sono altamente proteici e quasi privi di grassi, e quindi ottimi per una dieta che prevenga l’insorgere di patologie causate dall’obesità? O forse perchè in un mondo in cui un terzo della popolazione muore di fame gli insetti rappresentano una fonte economica di cibo ecosostenibile che può ovviare al problema? Ma fatemela finita, per piacere. Che vadano a mangiare insetti e scorpioni a casa loro, questi balùba. Che si fottano l’ambiente, la sostenibilità economica e la disponibilità di cibo per tutti. Viva le tradizioni, viva la chiusura mentale, viva l’Europa e, lasciatemelo dire, viva il nostro Bel Paese e la nostra cucina!

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