Bombe sporche. La Moldavia e altre zone d’ombra

Questa storia somiglia vagamente ad un film di spionaggio. Non uno di quei bei film di spionaggio degli anni ’60 e ’70 che imponevano una certa attività cerebrale da parte dello spettatore. Sembra di più un blockbuster dell’ultimo decennio, un concentrato di azione dove ci sono molti muscoli e poco cervello. Siccome questo è il mondo reale e non c’è bisogno di creare colpi di scena, partiremo dall’attuale conclusione a cui è giunta la vicenda: il traffico di cesio, diretto dalla Moldavia verso i territori attualmente occupati dallo Stato Islamico, è stato fermato.

Constantin Malic

Questo è il succo di quanto emerge da un’inchiesta di Associated Press basata su materiale investigativo prodotto dalla polizia moldava. L’indagine, in collaborazione con il Federal Bureau of Investigation e l’Interpol, si è protratta per quasi cinque anni e ha prodotto diversi arresti, riscontrando quattro diversi tentativi di vendita di materiale radioattivo (principalmente cesio e uranio) a varie organizzazioni terroristiche tra cui Daesh. L’unità investigativa era (ora è stata smantellata) guidata da Costantin Malic, poliziotto che, per primo, nel 2009 era venuto a sapere di questo traffico da un proprio informatore. Malic ha svolto diverse operazioni sotto copertura e al tempo stava seguendo una pista sul traffico di denaro sporco che dalla Moldavia portava a Napoli.

La Moldavia è un paese che si trova in una situazione geografica e geopolitica particolare: stretto tra due Stati molto più grandi come Ucraina a nord-est e Romania a sud-ovest, ha da tempo perso molte delle prerogative di uno Stato sovrano sulla regione orientale della Transnistria (come suggerisce il nome, si trova oltre il fiume Dnestr al confine con l’Ucraina) a maggioranza russa. La regione si distaccò da Chisinau nel 1992 dopo un conflitto durato da marzo a luglio di quell’anno: l’esercito moldavo e quello della Guardia Repubblicana della Transnistria si affrontarono, rispettivamente supportati dall’esercito romeno e dalla quattordicesima armata sovietica. Alla fine del conflitto la Transnistria proclamò la propria indipendenza ma non venne riconosciuta da nessuno (nemmeno dalla Federazione Russa che aveva, come di consueto, affermato la propria neutralità nel conflitto), trasformandosi così in una sorta di stato fantasma in cui vige una sorta di anarchia più che di autonomia: pur con i dovuti distinguo la situazione è molto simile a quella del Kosovo, altro stato con bassa capacità di controllo delle frontiere.

Chetrus a terra, durante l'arresto

Chetrus a terra, durante l’arresto

Queste aree geografiche sono un eldorado logistico per organizzazioni illegali di diversa natura, dato che la polizia non ci entra ma, in compenso, ci sono circa 2000 soldati russi con il compito di bloccare ogni tentativo di incursione da parte dell’esercito moldavo. Dalla Transnistria passano denaro illegale, una parte del mercato della prostituzione dell’est Europa diretto verso l’Occidente e l’oppio proveniente dalle montagne afghane. Nell’altro senso passano spesso armi dirette verso le stesse montagne e, a quanto pare, uranio e cesio proveniente dai depositi dell’Ex URSS dirette verso il Medio Oriente.

Durante la seconda indagine svolta da Malic in merito al traffico di materiale radioattivo, emersero in modo più chiaro i legami con la Russia e con Mosca in particolare: il poliziotto moldavo intercettò un emissario del venditore che cercava un compratore in Medio Oriente. L’uomo rispondeva al nome di Teodor Chetrus e ha lavorato sia per il KGB che per l’organizzazione che successe a quest’ultimo, ovvero l’FSB. Con questo non si pensi che l’ordine per la vendita di materiale fissile sia partita direttamente dagli uffici del Cremlino: non è la prima volta che un agente di un servizio d’intelligence decide di agire su base propria, magari sfruttando contatti sviluppati durante l’attività lavorativa. Per avere un esempio si pensi allo scandalo relativo agli agenti CIA che contrabbandavano cocaina negli Stati Uniti.

Alexandr Agheenco

Alexandr Agheenco

Il venditore in questo caso era Alexandr Agheenco, detto “il Colonnello”. Mandò la propria moglie, Galina, con un poliziotto della Transnistria in Moldavia per consegnare 10 kg di Uranio a Chetrus. La polizia moldava, invece di aspettare i compratori, ha arrestato l’ex dipendente KGB e la moglie di Agheenco mentre il poliziotto ha fatto perdere le proprie tracce tornando oltre il Dnestr. I due scontarono 3 anni di pena a testa (la donna era in maternità mentre Chetrus ottenne uno sconto di pena). Secondo le intercettazioni uno dei compratori avrebbe dovuto essere un medico sudanese, Yosef Faysal Ibrahim, che però non sembrava avere particolari legami con organizzazioni illegali di alcun genere.

Di nuovo, nel 2014, Malic venne a contatto con Valentin Grossu, che un informatore gli rivelò avere intenzione di vendere per conto di un altro ex agente FSB un carico di cesio-137. Anche in questo caso Grossu venne arrestato, stavolta a Chisinau durante un incontro con gli emissari dei compratori presso il Cocos Prive (un local di tendenza della capitale moldava), ma parte del cesio e l’agente FSB scomparvero senza lasciare tracce.

I materiali elencati sopra possono essere utilizzati come componenti per una c.d. “bomba sporca”. La differenza con un bomba nucleare (come quelle di Hiroshima e Nagasaki, per intendersi) è che in quest’ultima avviene una fissione, mentre in una bomba sporca no, dal momento che il materiale radioattivo (plutonio, cesio, uranio e via dicendo) viene semplicemente frammentato e disperso dall’esplosione della carica primaria dell’ordigno.

Concludendo, la squadra di Malic è stata smantellata quest’anno per motivi di ordine politico. Le motivazioni che muovevano i trafficanti, oltre a quelle economiche (il prezzo per i 10 chili di Uranio era fissato a 2,5 milioni di dollari), erano anche di natura ideologica: in entrambi i casi qui presentati veniva perseguito l’annientamento degli Stati Uniti e degli alleati.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: