L’Ecuador e la rivoluzione costituzionale del 2008

Il Presidente ecuadoriano Rafael Correa (Reuters/Guillermo Granja) / Reuters

Il Presidente ecuadoriano Rafael Correa (Reuters/Guillermo Granja) / Reuters

La storia dell’Ecuador, a partire dall’ottenimento dell’indipendenza dalla Spagna nel 1822, è segnata da lunghissimi periodi di instabilità politica, continuata anche dopo la cessazione della dittatura e il ritorno alla democrazia nel 1979. Basta sfogliare anche solo le pagine della storia dei primi anni 2000 per leggere di rivolte, interventi dell’esercito e defenestrazioni. A interrompere questa tendenza è arrivato, però, Rafael Correa: socialista cattolico eletto alla presidenza nel 2007 con il partito Alianza Paìs, è l’uomo che in Ecuador rappresenta la cosiddetta marea rosa, ovvero l’insieme di istanze riformatrici di sinistra che da anni interessano molti paesi dell’area. L’uomo che è riuscito a spezzare la tendenza al ricorso spasmodico e frequente alle elezioni politiche nel paese: basti pensare al fatto che è tuttora in carica, eletto per tre mandati consecutivi.

Nel 2007, Correa ha indetto un referendum popolare per la convocazione di un’Assemblea Costituente, voluta dall’80% dei votanti, in contrasto con le richieste dell’opposizione, che desiderava soltanto una riforma in alcune parti del testo fondamentale vigente. La nuova Costituzione, entrata in vigore nel 2008 e redatta con l’aiuto del Community Environmental Legal Defense Forum in sei mesi, è ricca di elementi progressisti degni di nota, avendo assorbito e risposto indubbiamente alle richieste di gruppi sociali che da anni chiedevano maggiore trasparenza, eguaglianza, sovranità e interesse per l’ambiente.

Tema centrale che permea tutto il testo è quello del Sumak Kawsay, o Buen Vivir in spagnolo, ovvero un paradigma di vita ereditato dai quechua, un’importante popolazione indigena dell’area. Incorporati negli articoli dal 275 al 278, i principi del buen vivir sono esplicabili come la convinzione che lo Stato debba preoccuparsi del benestare della propria popolazione, rendendo possibili per tutti alcuni elementi fondamentali della vita di ognuno: la soddisfazione delle necessità primarie, la qualità della vita, il diritto ad avere una morte degna, ad amare ed essere amato, la fioritura sana in armonia con la natura”, la protezione delle culture, il tempo libero per la meditazione, l’emancipazione e l’ampliamento delle libertà, capacità e potenzialità personali. Tenendo a mente questa serie di principi, viene naturale la comprensione di ciò che sta dietro a qualsiasi dei 444 articoli di cui questa nuova Costituzione è composta.

In generale, vi si può leggere all’interno un tentativo solidaristico di riequilibrio nella popolazione, dal punto di vista sia economico, che sociale, che etnico. Infatti, in piena coerenza con il proprio schieramento politico, il presidente Correa, chiaro fautore di questo testo costituzionale, ha più volte dichiarato di aver lavorato e star lavorando per vincere la situazione di povertà in cui ancora versano moltissimi dei suoi cittadini e permettere a tutti di avere una vita degna di essere vissuta. Quella ecuatoriana del 2008 è, per esempio, la prima nazione al mondo a riconoscere in costituzione il “diritto al cibo”, nell’articolo dedicato alla sovranità alimentare, il quale recita che “è un obbiettivo e un obbligo strategico dello Stato quello di garantire al suo popolo la sovranità alimentare, tramite cibo sano e culturalmente appropriato in forma permanente”.

DDN-en-Ecuador-sin-minería

Donna india manifesta per i Diritti della Natura

Non è l’unico campo in cui  la Costituzione del 2008 è luminare indiscussa: infatti, è tra le prime al mondo a dichiarare il consumo di droga non come un crimine ma come un problema di salute, e il riconoscimento costituzionale delle unioni civili, anche omosessuali. Inoltre, è sancito come diritto fondamentale quello alla libertà d’orientamento sessuale e d’identità di genere, per la prima volta nella storia costituzionale mondiale. Infine, è anche il primo testo fondamentale al mondo a riconoscere dei Diritti della Natura, proibendo l’estrazione di risorse non rinnovabili in determinate aree protette e invitando all’abbandono della prassi agricola della monocoltura in favore alla riforestazione e la riabilitazione del suolo.

Si tratta di certo di una Costituzione rivoluzionaria nel contenuto, ma fortemente voluta e approvata dalla popolazione, come ogni Costituzione dovrebbe essere. Correa, d’altronde, non ha abbandonato il pragmatismo in luce di ideali tanto alti: liberalizzazione delle droghe non vuol dire infatti lassismo nei confronti della produzione e commercializzazione degli stupefacenti, e maggiore autonomia economica e finanziaria non vuol dire l’abbandono della dollarizzazione e di determinati accordi commerciali con gli Stati Uniti, che da sempre intessono relazioni privilegiate con il governo di Quito come con quelli di molti altri paesi latinoamericani.

Gli oppositori, che ancora oggi organizzano manifestazioni volte a destabilizzare il governo, lo accusano di star virando verso un nuovo periodo di autoritarismo nel paese. Non si sa se e quanto resisterà questo piccolo paradiso di progressismo socialista, alla luce del fatto che, come denuncia lo stesso Presidente, “i gruppi dell’opposizione hanno i soldi, la logistica, l’appoggio straniero e la complicità della stampa”. Il forte appoggio popolare che sostiene il governo e che non sembra arrestarsi, dimostrato dall’ultima rielezione di Correa, sembra però scongiurare questa ipotesi.

Annunci
1 commento

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: