Lauree ai migranti e guerre tra “poveri”

Negli ultimi giorni la notizia dell’apertura dei corsi ai rifugiati da parte dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale sta impazzando sul web. L’ateneo ha previsto alcuni corsi di specializzazione, prevalentemente nell’ambito linguistico, per i richiedenti asilo; il tutto, va da sé, senza costi a carico dello studente, che chiede gli venga riconosciuto lo status di rifugiato politico, e con una onlus pronta a provvedere per i libri di testo.

L’Orientale è il mio ateneo, e posso dirvi che la notizia non mi sorprende, considerando l’importanza che l’internazionalizzazione riveste all’interno dei suoi programmi. Va detto che per internazionalizzazione non si intende soltanto formare con lo stampino studenti pronti a partire alla volta di Bruxelles, ma anche dimostrare sensibilità e permeabilità nei confronti delle tematiche e dei problemi al di fuori del nostro orticello. Si tratta di un esperimento pilota in Italia (sì, parlo proprio del Paese che si sta trasformando in un’appendice del razzismo Salviniano) che vedrà protagonisti circa novanta richiedenti asilo, secondo le stime del CILA (Centro Interdipartimentale di servizi Linguistici e Audiovisivi, dove è previsto che si tengano i corsi). Personalmente, per quanto riguarda questa iniziativa, sono orgogliosa del mio ateneo.

Sul web, invece, polemiche e populismo becero fioccano senza pietà. Ai coraggiosi che tentano una qualche ricerca in merito la rete regala solo volgari scopiazzature dell’articolo pubblicato da Il Mattino, corredate da commenti razzisti e trafiletti provocatori che incitano all’odio. Strano, vero?

La top ten dell’ignoranza telematica conclama tra i favoriti affermazioni vittimistiche del tipo “voglio diventare clandestino” e simili. Ora, premesso che l’Istruzione nel nostro Paese versa in una situazione piuttosto critica, che L’Orientale stessa non è esente da seri problemi di accessibilità riguardanti le sedi e che, probabilmente, in un Paese economicamente (ma non solo) sano l’Università sarebbe gratuita per tutti, questo tipo di commenti non ha comunque senso. Al contrario, infatti, di quello che alcuni media comunicano, prendersela con chi sta peggio di noi non risolverà alcun problema. Incoraggiare l’odio non risolverà alcun problema. Incolpare un centinaio di rifugiati dei peccati commessi dal malgoverno nei suoi decenni di poltronesimo stantìo e sordo – indovinate un po’? – non risolverà alcun problema.

Se per caso vi venisse il dubbio che i migranti richiedenti asilo stiano meglio di voi, è mia premura ricordarvi che nessuno di voi è venuto a piedi dal Pakistan, nessuno di voi è stato costretto a ricavare delle scarpe di fortuna da un paio di bottiglie di plastica o a mangiare topi per sopravvivere. E se questo non dovesse bastarvi, state tranquilli: l’unica vostra vera miseria è quella interiore.

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