Via ai prima divorzi “gay friendly”

“Lois, non vedo quale sia il problema, se i gay vogliono sposarsi ed essere infelici come il resto di noi, perché impedirglielo?”; non era stato anche l’irriverente Peter Griffin a esprimere così il suo consenso a concedere l’accesso degli omosessuali al matrimonio? In Francia si verificano le prime cause di divorzio tra quelle coppie omosessuali che si sono unite in matrimonio negli ultimi due anni. Gli avvocati a cui queste coppie fanno riferimento, sono registrati su una piattaforma online di appoggio legale “gay friendly” nata due anni fa, e testimoniano che le motivazioni per cui è richiesto il divorzio non sono per nulla distanti da quelle dei matrimoni eterosessuali.

Sembra però esserci, finora, un dato distintivo che caratterizza questo tipo di atti legali, ovvero la tendenza a essere più ragionevoli”, come dichiara l’avvocata iscritta all’ordine di Marsiglia Catherine Clavin: i primi divorzi gay sono generalmente consensuali e discussi a tavolino senza tirare in ballo questioni e reazioni di carattere emotivo. I maligni che, a questa notizia, cercassero di trovare a tutti i costi un cavillo nella questione, esordirebbero con una assolutamente originale osservazione come: “Ma dopo l’estenuante lotta che avete portato avanti per farvi concedere questo ‘capriccio’ del matrimonio, con quale ‘ragionevolezza’ volete anche vi si conceda il diritto di annullarlo?”.

Divorzio-gayCiò che questa acuta riflessione non considera, è che, tendenzialmente, le persone che si scoprono omosessuali sono portate nel corso della propria vita a intraprendere un certo percorso di introspezione più o meno meticoloso che, e qui sta la finezza che non sempre si riesce a cogliere, forma individui con una coscienza di sé lentamente maturata e gelosamente conquistata. È proprio questo cammino che crea quella leggera differenza, in linea generica, che porta a reagire e gestire le proprie scelte e le conseguenze di esse in maniera più apparentemente “ragionevole”.

Perché, se è vero che si ha bisogno di un matrimonio per far capire quanto un amore tra due persone non sia altro che un amore tra due persone, ugualmente importante è evidenziare che la fine di esso fa parte dello stesso diritto. Troppo spesso, nel pensare comune, sfugge il significato fortemente simbolico di un’istituzione come quella del matrimonio, e la sua indispensabilità nel fare un passo decisivo per cercare di “normalizzare” un diritto che è sempre appartenuto solamente ad una sola parte della società.

mariage-gayLa speranza, in una fase embrionale di avanzamento di diritti come quella attuale, è riuscire a eliminare concretamente, attraverso la legge, quelle differenze che si traducono ingiustamente nelle convinzioni stereotipate delle persone. Spetterà poi a una seconda fase di apertura ai diritti altrui riuscire a far sì che, una parte delle persone appartenenti ad una stessa società, non debba avere bisogno di una piattaforma friendly per sentirsi tutelata adeguatamente e non essere etichettata come “capricciosa” per pretendere diritti che, come è tristemente radicato pensare nella cultura odierna, non le appartengono di natura.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: