Alta Fedeltà: le regole del gioco

Dovete sapere che la creazione di una grande compilation, così come una separazione, richiede più fatica di quanto sembri. Devi iniziare alla grande, catturare l’attenzione! Allo stesso livello metti il secondo brano, e poi devi risparmiare cartucce inserendo brani di minore intensità. Eh… sono tante le regole.

Alta Fedeltà rimarrà uno dei grandi libri che hanno segnato la mia vita ed il mio sguardo sulla vita stessa. Sia il romanzo che il film: il film effettivamente è abbastanza fedele anche se la storia è spostata a Chicago e non Londra, anche se John Cusack è una scelta poco carismatica e Frears non ha tirato fuori il lato incredibile di questa storia ovvero trattare gli avvenimenti della vita del protagonista come fossero una serie di classifiche musicali.cover

La cosa è intrigante vero? Mi sono sempre sforzato di fare le mie classifiche ma è una cosa dannatamente difficile! Ci sono troppi valori in ballo da tenere conto e gli ex equo sono delle torture decisionali non da poco. In questo spazio ho intenzione (io e chi vorrà insieme a me, nella redazione di Mangiatori di Cervello) di stilare anche io le mie speciali classifiche, le mie top ten delle sfighe, dei successi, delle disgrazie e delle meraviglie che ognuno di noi può esperire nella contorta e frenetica vita moderna. Contro il logorio della vita quotidiana la soluzione che propongo è una classifica!

La classifica possiede in se il lato psicologico e filosofico che fa della razionalizzazione, della rielaborazione emotiva, un esercizio di self controlling nell’affrontare i problemi e le gioie che possiamo vivere.

Che intento presuntuoso che ho, vi verrà da dire. Vi posso dare ragione, però tentare non nuoce, innanzitutto perchè le classifiche hanno in sè il seme eracliteo del tutto scorre: come la narrazione autobiografica nel suo essere tekné del se ci fa riscoprire e conoscere i lati più nascosti di noi stessi, anche la compilazione di classifiche ci può dare una mano nella comprensione delle nostre priorità e del significato che noi diamo a determinati eventi che ci accadono. Nel momento in cui stiliamo la classifica stiamo visualizzando gli avvenimenti, nel momento in cui la stiamo compilando siamo già diversi da quando l’abbiamo iniziata e persino quando finiamo e rileggiamo ci scopriamo ancora diversi dalla persona che ha stilato e compilato quel foglio davanti a noi. Magia del “tutto scorre”: all’interno di un fiume siamo sempre nello stesso punto, ma nel suo scorrere siamo sempre diversi.

scisma

Che trip, eh?

Bene, una volta partorite le premesse adesso è ora di mettersi in gioco. Per iniziare vi propongo la mia personale classifica delle più grandi delusioni musicali che mi sono capitate per le mani.

Al primo posto non potevano esserci che i Vex Red, band inglese promettente che sotto la guida di Ross Robinson (produttore degli Slipknot, tra gli altri) aveva fuso in maniera abbastanza pop hard rock e elettronica. Un disco di debutto e poi, puff, spariti nel nulla. Un peccato davvero.

Scendiamo la classifica con un secondo posto meritatissimo: Audioslave, due dischi e ci saluta quella fusione tra il talento melodico della voce di Chris Cornell ed il crossover dei rimanenti Rage Against The Machine.

Terzo posto per gli At The Drive In: anche per loro un disco di debutto che era una bomba atomica tra le mani e poi lo scioglimento per formare due band diverse, i Mars Volta ed i Sparta. Un coito interrotto.RHCP funky

Scendiamo dal podio per il quarto posto: erano gli anni 90 ed una grandissima band decideva che era ora del suicidio artistico, esce Pop degli U2 e la mia insofferenza per Bono iniziò a covare. Ma serviva davvero quella schifezza di Discotheque? Sapevo che mi avrebbero atteso tempi bui, sempre più verso un Bono che diventa Madonna.

Quinto posto (il piazzamento della vergogna) per i Red Hot Chili Peppers. Solo chi è cresciuto a pane, bloodsugar e sexmagic può comprendere la mia eccitazione nel sentire il ritorno di questo gruppone (con tanto di John Frusciante alla chitarra) con Californication. Peccato che dopo arrivarono i tempi mediocri e la ricerca del funk sghembo con melodia pop a tutti i costi.

Il sesto posto invece è occupato da un colpo al cuore, diciamo una relazione finita male, un pò come il passare i giorni a sbiadirsi, sopportarsi, finchè ci si guarda negli occhi e si realizza che nessuno dei due è più innamorato ed allora ci si lascia senza nemmeno un pò di amaro in bocca: il nome della ex fiamma risponde agli Smashing Pumpkins. Dopo Mellon Collie pensavo ad un definitivo scioglimento, poi Adore con tutto il contorno di ricerca anche dietro alla musica mi aveva fatto sperare in bene, poi la delusione del despota Corgan pronto a dettare legge a qualsiasi costo. Poor Billy, tuttora lo guardo e mi sento un pò triste, poi dopo due secondi passa tutto.

Settimo: gli Scisma. Tungsteno, Rosemary Plexiglass, Troppo poco intelligente mi avevano fatto sperare: forse ho trovato il mio gruppo preferito italiano! Poi lo scioglimento e Benvegnù che va da solo.Alta fedelta john cusack

Ottavo posto per un gruppo che mi aveva entusiasmato non poco: gli Editors che con quel capolavoro di Smokers outside the hospital door mi aveva fatto sperare bene, poi arrivò Papillon e finì la luna di miele.

Nono posto per i Kaiser Chiefs, gruppo inglese (Leeds, per la precisione) che ha sfangato dopo soli due dischi buttandosi verso una formula ripetuta e ripetuta brano dopo brano, disco dopo disco: Yours Truly, Angry Mob.

Ultimi, ma solo perchè si sono sciolti: i Bloc Party, con il loro incredibile debutto ed il capolavoro A Week End in the City mi avevano fatto sentire meno orfano di un gruppo giovane e che avesse una passione per fondere diverse cose insieme e farlo bene.

Questa è la mia classifica delle più grandi delusioni musicali, di certo non sono delusioni brillanti (vogliamo parlare di Roger Waters fuori dai Pink Floyd e The Division Bell? Un incubo), ma sono di certo quelle legate a grandi cambiamenti che sono avvenuti nella mia vita personale. So che suona molto adolescenziale, ma ho fatto un patto col diavolo e mi ha detto che se continuo così forse arrivo ai 20 anni entro il 2030.

Fateci sapere quali sono le vostre più grandi delusioni musicali e se vi va di proporci voi stessi delle classifiche da stilare! Noi siamo recettivi e pronti all’azione. Dopo lo stacco pubblicitario.

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