La letteratura in pericolo

Se si vuole ragionare sulle sorti della letteratura, se si vuole inaugurare una nuova sezione dedicata all’argomento su un giornale on-line o se semplicemente si ha voglia di perdere un paio d’ore libere con cognizione di causa, La letteratura in pericolo (2008) è la lettura più indicata.

la letteratura in pericolo Un libriccino di un centinaio di pagine in cui Tzvetan Todorov, professore di filosofia del linguaggio di origine bulgara trapiantanto a Parigi, riassume lucidamente il ruolo che la letteratura ha svolto nel corso della storia avvertendoci che le Lettere, in questi giorni contemporanei, hanno qualcosa da temere. Todorov studia a Sofia nel 1956 e per sfuggire all’ideologia dominante comunista si dedica allo studio della tenica letteraria. Il suo fortunato incontro con Roland Barthes (allora docente dell’ École des hautes études) e il contatto con Gérard Genette della Sorbona lo inducono a spingersi oltre il formalismo russo di cui si è nutrito all’università e a leggere “tra le righe”.

Il giovane e vorace Tzvedan si interessa di politica, antropologia, storia e si rende conto di quanto la letteratura sia viva e attuale in quanto forgiata dalle persone, per le persone: “La letteratura non nasce dal vuoto, ma all’interno di un insieme di discorsi vivi”.

In collaboraizone con Genette fonda la rivista Poétique e propone la rivoluzione dell’insegnamento letterario: non più metaletteratura, storia della letteratura e degli apparati esterni che hanno tediato generazioni di studenti; non solo contensto storico, vita dell’autore, varianti dell’opera ma anche e soprattutto significato e ragione della genesi delle opere letterarie.

Purtroppo gli stessi ambienti accademici assumono un atteggiamento scettico quando si parla di ricerca del “significato” dell’opera: la mancanza di parametri oggettivi e l’incertezza della materia non rende questo approccio scientifico quanto la filologia o la critica letteraria che hanno rimpolpato le antologie di scuole e università. La letteratura, però, non è fatta per godere di sé e non è un sistema conchiuso, autosufficiente e assoluto; la riflessione di Todorov è importante perché ci ricorda la funzione della scrittura, quello strumento che “permette a ciascuno di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano“.

Mare-LibriLa lezione di questo filosofo del linguaggio sarà la guida lungo il sentiero che batteremo parlando di opere letterarie: terremo conto di quell’apparato esterno di cui non si può fare a meno analizzando un’opera, ma il vero fine sarà la ricerca del significato. Cercheremo di smentire la comune tesi secondo la quale esisterebbe una letteratura popolare e una d’élite provando che le parole, anche se d’inchiostro e relegate nei volumi sono fatte della stessa sostanza degli uomini.

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