Il Papa è ancora omofobo, fatevene una ragione

È notizia recente la presunta lettera che Papa Francesco avrebbe inviato alla casa editrice dei libri messi all’indice come “gender” per esortare le proprietarie ad “andare avanti”, con conseguente e disarticolato entusiasmo da parte di ferventi attivisti LGBT. Eppure la vicenda è lievemente differente.

Papa Chieda Omofobia

Una delle proprietarie della casa editrice Lo Stampatello, Francesca Pardi, in un giorno di attivismo trasversale, decide di scrivere al Papa una lettera. Riporto alcuni passaggi della missiva:

Caro Papa Francesco,
Le porgo i miei omaggi, sono Francesca Pardi, fondatrice assieme a Maria Silvia Fiengo, della casa editrice per bambini Lo Stampatello. Chissà se ha ricevuto la mia precedente lettera. La scrissi tempo fa per parlarLe della mia famiglia, composta da due mamme e 4 bambini. Oggi Le scrivo di nuovo perché voglio farLe un piccolo omaggio: l’intero catalogo dei nostri libri. Vorrei tanto che li leggesse. Non troverebbe, tra queste pagine, neanche l’ombra di quella teoria del gender di cui sarebbero lo strumento principale: dov’è che diciamo ai bambini che possono scegliere il proprio genere? dove parliamo loro di sesso?
[…] Diverse organizzazioni cattoliche si stanno abbassando a comportamenti indegni, deformano la realtà di proposito, proprio loro che dovrebbero mostrare una tempra morale superiore: vorrei tanto che le fermasse. Questo non è il modo di portare avanti nessuna battaglia, neppure se si è certi di essere nel giusto: diffamazione, mistificazione, scorrettezza non sono sistemi degni della Sua Chiesa.
Noi abbiamo rispetto per i Cattolici, abbiamo rispetto per chi vede il mondo diversamente da noi e persino per chi non vorrebbe dei figli omosessuali. Del resto io stessa non vorrei un figlio prete, ma non per questo cercherei di impedirgli di prendere i voti se lo desiderasse.
[…] Un potere che non sa confrontarsi con il cambiamento è un potere fragile e vuoto di contenuti, e invece io penso che Lei presti molta attenzione ai contenuti, per questo mi ostino a cercare di raggiungerLa con la mia voce.
La saluto cordialmente e, nel caso avesse davvero letto questa lettera fino a qui, la ringrazio infinitamente per averlo fatto. Con tutto il cuore.Fiaba teoria gender omofobia

Recentemente, Francesca Pardi ha ricevuto una risposta dal segretario di stato Vaticano Monsignor Peter Brian Wells. Il contenuto è stato in un primo momento pubblicato e corredato da parole entusiaste per poi essere rimosso e sostituito da un post Facebook della pagina personale di Francesca dove riporta in questo modo un passaggio della lettera: «Mi ringrazia per il delicato gesto e per i sentimenti che lo hanno suggerito e auspica una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani. E poi impartisce a me e alla mia signora la Benedizione Apostolica!».

Rapidamente sui social network è rimbalzata la notizia che il Papa avrebbe esortato la casa editrice ad andare avanti impartendo la sua benedizione. Alcuni giornali hanno ripreso la vicenda, arrivando a raccontare una realtà del tutto inventata, come ad esempio massimo Il Giornale: «Il Papa benedice i libri gender. All’autrice scrive: “Vai avanti”». Sono certo che l’interpretazione di quanto accaduto da parte della proprietaria de Lo Stampatello sia maturata in buona fede spinta dall’entusiasmo di ricevere una lettera dal Vaticano; buona fede che ha dato il via sia alla catena di notizie distorte sia alla ingiustificata gioia di alcuni attivisti LGBT. Eppure il messaggio sembrerebbe un altro: l’auspicio da parte della Santa Sede non è quello di aprire la visione dei bambini verso la conoscenza dell’esistenza di famiglie “altre” e promuovere l’educazione dell’uguaglianza e del rispetto, ma bensì di diffondere i valori cristiani che, nel caso della Sacra Romana Chiesa, sono quelli promulgati dalla catechesi cattolica. Questo concetto viene, purtroppo o per fortuna, ribadito in una successiva nota della Sala Stampa Vaticana che non lascia alcun spazio a dubbi:

In risposta ad una lettera al Santo Padre di Francesca Pardi, dai toni educati e rispettosi, la Segreteria di Stato ha accusato ricezione della medesima con uno stile semplice e pastorale, precisando in seguito che si trattava di una risposta privata e quindi non destinata alla pubblicazione (cosa che purtroppo è avvenuta). In nessun modo la lettera della Segreteria di Stato intende avallare comportamenti e insegnamenti non consoni al Vangelo, anzi auspica “una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani”. La benedizione del Papa nella chiusa della lettera è alla persona e non a eventuali insegnamenti non in linea con la dottrina della Chiesa sulla teoria del gender, che non è minimamente cambiata, come più volte ha ribadito anche recentemente il Santo Padre. Quindi è del tutto fuori luogo una strumentalizzazione del contenuto della lettera.

Dunque non c’è mai stata un’apertura del Papa. Mai. Come mai avvenuto neppure prima, d’altronde. Nessuna esortazione ad andare avanti e nessuna intenzione di “fermare” quelle associazioni cattoliche che laidamentesi stanno abbassando a comportamenti indegni, deformano la realtà di proposito”. E neppure alcuna benedizione né alla casa editrice né tantomeno alla famiglia arcobaleno di Francesca e Maria Silvia. Anzi, considerare questa lettera come un’apertura è “strumentalizzare il contenuto della lettera”. Tutti ricordiamo l’entusiasmo di molti nelle (travisate) parole di Papa Francesco “chi sono io per giudicare i gay” che, anche in quel caso, era del tutto ingiustificato. Purtroppo nessuna associazione laica per i diritti LGBT si è presa la briga di smontare tale entusiasmo infondato a suo tempo, come probabilmente non verrà fatto neppure in questa occasione. Per comprendere il perché quell’apertura non ci fu, quel video va visto tutto intero (clicca qui per il link).

chiesa omofobia gender

Il Papa utilizza delle frasi che, se non lette con coscienza, potrebbero produrre significati forvianti. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla. Il catechismo della Chiesa Cattolica spiega molto bello questo (sic.) significa, dunque, che si debba ricercare nella catechesi il significato di questa frase. Senza giri di parole, il catechismo cattolico professa che l’omosessuale in quanto tale non è da considerarsi peccatore e, anzi, va accolto nella comunità; ma lo stesso omosessuale deve astenersi dal compiere atti impuri, quali il sesso tra persone dello stesso sesso, per esempio. Figuriamoci formare una famiglia omogenitoriale!

Inoltre Papa Francesco ribadisce l’esistenza di una “lobby gay”, facendo da megafono a chi sostiene quella bislacca teoria complottista per la quale un gruppo di arcani omosessualisti vorrebbe vedere riconosciuti i diritti LGBT per disintegrare la società italiana fondata sul matrimonio cattolico, traviando i bambini con la “teoria del gender” (tema che affrontiamo nell’articolo “Sai come difenderti dall’ideologia del Gender?”). Dunque Papa Francesco, anche in quel frangete, non fece alcuna apertura, anzi, rimarcò la linea netta tracciata dai suoi predecessori: se sei omosessuale non devi avere rapporti omosessuali, né costruire famiglie non riconosciute dalla Chiesa Cattolica. Questo è quanto.

2769082212_296237de08_zTutto il resto è una laconica pacca sulla spalla che, da soli, si danno quegli omosessuali che vivono la contraddizione di essere cattolici ma non critici nei confronti dei poteri forti vaticani. Di positivo si può rilevare come questo entusiasmo risultante dalle false speranze denunci una grande necessità di riforma della dottrina cattolica. Riforma spinta dai fedeli, unici e veri detentori della Chiesa. Fedeli che, come già affrontato nell’articolo “I cattolici odiano l’omofobia“, sono a livello mondiale ben più progressisti dei vertici ecclesiastici.

Concludo con un interrogativo: perché molte persone che fanno attivismo LGBT in varie forme, spesso si rivolgono in modo ossequioso ai vertici cattolici? Perché ricercare l’approvazione vaticana o tentare di rabbonire chi attualmente compone quelle istituzioni che con uno stato laico come l’Italia non dovrebbero avere nulla a che fare? Ci scandalizziamo per le ingerenze della CEI negli affari statali (unioni civili, finanziamenti alle scuole confessionali) e poi andiamo a tirare la gonna dei porporati per avere chissà quale risposta positiva. Questo atteggiamento a me resta tutt’ora incomprensibile se visto con occhi guidati dalla logica.

photo credits: Republic of Korea, George Rex, Robert Benner, Peasap

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4 commenti
  1. zibibbo ha detto:

    non seguo con molta attenzione le vicende del Papa ma avevo capito che fino ad oggi aveva evitato di pronunciarsi chiaramente sia a favore che contro gli omosessuali. Nel vostro articolo invece dite che “Papa Francesco ribadisce l’esistenza di una lobby gay”…è possibile conoscere le fonti?

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  2. zibibbo ha detto:

    mi permetto pure di dire la mai riguardo l’ultimo quesito. credo che la risposta sia nella stessa domanda: con uno stato laico come l’Italia non dovrebbero avere nulla a che fare. Il condizionale in questo caso non deve essere inteso come dubbio ma come sarcastica conferma che il nostro stato non è laico di fatto.

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  3. Fulvio Magni ha detto:

    E chi sarebbero questi fantomatici cattolici che odiano l’omofobia?
    Quelli che vanno a Messa a Pasqua e a Natale, non sganciano un centesimo di offerta e contribuiscono a svuotare le chiese?
    Perchè il Papa dovrebbe prediligere queste persone alle fedelissime Sentinelle?

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