“United We Stand, Divided We Fall”: viaggio attraverso l’East Coast hardcore

Le scene hardcore punk californiana  e di Washington  sono – oramai – fra le più acclamate e famose avanguardie musical/culturali che la musica e la società del Novecento ricordino. Il quinquennio d’oro fra il 1980 e il 1985 ha lasciato un’eredità inimmaginabile alla cultura musicale fino ai giorni nostri.

È lecito pensare che l’universo hardcore non sia nato da una scorreggia di Greg Ginn, che aveva mangiato pesante una sera del 1976 e che come un moderno demiurgo aveva inventato la scena. Non è neanche pensabile che, come tanti fuocherelli, ogni città abbia avuto la sua scena indipendente. Tradotto: in certi luoghi desolati del Midwest, se non era per gente come i Flag e i Kennedys, col cazzo che la gente smetteva di suonare bluegrass e indossare cappucci bianchi. Quindi le due ipotesi coesistono. È vero che non è nato tutto grazie ai Flag, ma di sicuro le band che hanno girato gli States in lungo e in largo hanno avuto la loro parte.

ssd

Society System Decontrol

Per completare questo piccolo compendio/atlante dell’american punk hardcore manca la terza parte, la più torbida e compromessa. Manca l’East Coast harcdcore di Boston e New York.

Nel 1981 Al Barile, giovinotto dalla stazza di un portiere di hockey, dopo aver visto i Minor Threat all’Irving Plaza di New York, ha la bella di idea di fondare i Society System Decontrol. Poi abbreviati in SSDecontrol e in SSD. Barile prende in concetti straight edge del punk made in DC (come i Minor Threat), cioè, in sintesi: evita la droga, evita l’alcol, evita il sesso tanto per farlo, sii te stesso; e li estremizza. Da qui a passare a teste rasate, crew simil-militaresche e risse ogni volta che qualcuno ad un concerto beve una birra, il passo è breve. In particolare si instaura una vera e propria rivalità con i costumi – sic – lascivi del punk californiano, in particolare quello losangelino.

Per questo nasce, nel 1982, la prima compilation punk bostoniana – che fra l’altro non è neanche male – This is Boston, not LA.

I Jerry’s Kids, i Proletariat, gli F.U.’s, i Gang Green, i Decadence e i Freeze, insieme agli SSDecontrol di Al Barile, componevano la Boston Crew, accozzaglia di una ventina di ragazzi che per un buon lustro sono stati il terrore di ogni pogo dalle parti della costa Est.

Dalle parti della Grande Mela, invece, hanno avuto due ondate hardcore distinte: una nell’81, con Kraut, Reagan Youth (nome curioso che si rifà alla “Hitler Youth”, o “Gioventù Hitleriana”; si sciolsero, guarda il caso, al tramonto del governo Reagan, nel 1988) e Heart Attack; la seconda con Agnostic Front, Murphy’s Law, Cro-Mags, Madball e Sick Of It All. La prima ondata non è molto degna di nota: i Bad Brains erano andati in tour a NY ad inizio ’80 e avevano lanciato i semi del punk, che erano cresciuti come nel resto degli States.

È la seconda ondata a differenziarsi: da scena di sinistra si passa ad un muscolare movimento skinhead – qualcuno lo definirà “di destra”. Dalle parti del Queens cominciano a circolare voci di pestaggi di skins diretti a metallari, punk della West Coast, discotecari e, più in generale, gente che alla prima impressione non andava a genio a questi gentiluomini.

Nel 1986 – due anni dopo che gli Agnostic Front avevano tirato fuori quel capolavoro del punk estremo che è Victim in Pain – i Cro-Mags e gli Agnostic Front escono rispettivamente con The Age of Quarrel e Cause for Alarm. Entrambi i gruppi hanno aggiunto un secondo chitarrista in formazione. L’effetto è devastante, una potenza sonora mai vista prima. Soprattutto Cause for Alarm è reputato come la pietra miliare del punk metal, o New York hardcore, o crossover che dir si voglia.

Tutto il nascente metal del decennio successivo ne risentirà, soprattutto i cugini più prossimi: dei ragazzotti che in entrambe le “Coasts” degli States stavano provando a velocizzare l’heavy metal classico. Citofonare Slayer, Anthrax, Metallica e Megadeth per maggiori informazioni.

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