Alieno eiacula nella colazione e un bimbo lo imita: analisi semiseria di un complotto

Gironzolando sul profilo Facebook di Erbetter (nickname di E.P.) si viene attirati da un post che si potrebbe definire “tragi-complottistico in salsa comica”. I contenuti di Erbetter sono vari: da citazioni di Freddie Mercury a pezzi dei Joy Division; da sedie che omaggiano i Sonic Youth fino alla Union Jack sfregiata dai Sex Pistols. Diciamocelo: è il profilo di una grande! Eppure c’è quel post, quel maledetto post.

lidl messaggi subliminali

Come si legge nell’immagine, la nostra eroina si scaglia contro un’illustrazione ritenuta oscena: l’alieno dei cereali del figlio parrebbe eiaculare nella tazza! Inoltre, il povero pargolo avrebbe in seguito imitato la scena, facendo la pipì nella propria tazza della colazione. A vederla bene, sembrerebbe un clamoroso e geniale fake. Perché non spiegare candidamente al figliolo che, no, il simpatico essere spaziale non sta facendo pipì bianca nella tazza, ma che si è davanti a due immagini sovrapposte che creano l’effetto? Ma andiamo più a fondo nella questione: i commenti.

I commenti sono ancora più clamorosi del post stesso. “Qui non si tratta di marketing […] il fatto è che molte multinazionali sono sette e finanziano sette satanico/massone… (sic.) lo stesso Disney era dei loro e l’obiettivo è essenzialmente quello di destabilizzare”. Si prosegue con complotti vari e messaggi subliminali (con tanto di videino allegato).

wpid-wp-1438693113073.jpegNon staremo qui a fare un’analisi socio-psico-antropologica (ma pure un filino psichiatrica) del fenomeno, ma neppure resteremo a deridere queste persone per le proprie visioni. Il punto, a mio avviso, dev’essere il semplice rilevare i dati di realtà: esistono persone che vivono in un complesso vortice mentale paranoide, dove la realtà è illusoria, e questa stessa realtà risponde a precise logiche istituite da “soggetti X” che puntano alla destabilizzazione delle menti, soprattutto di quelle dei bambini. Condividiamo spazi e vissuti con persone che “si bevono” qualsiasi prodotto delle intime paranoie di altri. In poche parole: cresce l’esercito dei sudditi di Napoleone con scolapasta in testa, con massimo rispetto per i Napoleone originari. Che, forse, anche qui, possa venirci in soccorso l’educazione (come scienza) con i propri strumenti di contrasto all’alienazione dalla società? Forse sì, ma chi sono io per arrogarmi il potere (tzè) di riuscire a risolvere tale questione?

Un’ultima nota: che in Bianca e Bernie ci fosse una pettoruta alla finestra in una scena concitata non ci son dubbi. Che nella prima versione del cartellone de La Sirenetta ci fosse un dildo al posto di una guglia è evidente. Ma da qui a pensare che i grafici di una marca venduta al Lidl si siano impegnati per sovrapporre una gocciolina di candido latte al pube di un alieno cioccolatoso per evocare una lussuriosa eiaculazione sui cereali, fissando così quanto sia ampio il godimento nel mangiarli… beh, ce ne passa!
Con rispetto per i complottari, s’intende.

wpid-wp-1438694575367.jpegEd in effetti l’educazione ci viene in soccorso tramite la figura esimia di Jean Piaget, pedagogista svizzero: considerato il fondatore dell’epistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo, e si dedicò molto anche alla psicologia dello sviluppo. Grazie ai suoi studi arrivò a definire diversi stadi dello sviluppo della mente del bambino; dagli zero anni fino al raggiungimento della piena maturità fisica, la nostra mente e quindi i nostri ragionamenti cambiano anche in maniera drastica ma con rispetto ad un fattore importantissimo come la “scoperta” del mondo esterno.

Se nei primi anni di vita, durante lo stadio senso-motorio, ci appropriamo del nostro corpo e dei nostri movimenti, negli stadi successivi entriamo in contatto con i ragionamenti e le regole del vivere sociale che finora ci erano sconosciuti. In particolare, lo stadio che sta attraversando il bambino della mamma spaventata dall’alieno cioccolatoso è lo stadio pre-operatorio dove ci si comporta per imitazione cercando di imparare cosa è giusto e cosa no: c’è da sottolineare il fattore “egocentrismo” (che caratterizza tutta l’infanzia del bambino che riconoscerà l’”altro” negli stadi successivi), per il bambino l’unica visuale che può fare agire è la propria e non ne esistono altre.

Pertanto si consiglia caldamente alla mamma di non terrorizzare per nulla il bambino o di colpevolizzarlo, piuttosto di dargli gli strumenti corretti per analizzare la situazione senza demonizzare il mondo esterno: di cartelloni pubblicitari piene di donne nude o uomini in mutande la città ne è piena, chissà cosa si può dire di questo mostruoso nemico del bambino quale la sessualità! Lasciando stare l’ironia facile che l’accaduto può scatenare in noi, il comportamento imitativo è una reazione del tutto normale in un bambino di quell’età, il segreto è lasciare correre gli “errori” della società e concentrarsi sugli strumenti da fare imparare al bambino per discernere realtà da fantasia, il giusto dallo sbagliato, l’auspicabile dal non auspicabile, insegnandogli le regole della società in cui vive e che piano piano va scoprendo nell’arco della sua infanzia.

Nota: articolo redatto in collaborazione tra Davide Bombini e Francesco Chiovo.

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