L’usb del boss Zagaria firma la nuova trattativa Stato-camorra?

Il 7 dicembre 2011 350 agenti appartenenti alle squadre mobili di Napoli e Caserta, al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e al Nucleo Prevenzione Crimine Campania arrestano Michele “Capastorta” Zagaria, capo del clan camorristico-mafioso dei Casalesi e “ministro del cemento” per il clan sull’intero territorio nazionale, condannato all’ergastolo in contumacia nell’ambito del maxiprocesso Spartacus nel 2008 (a cui seguiranno altre due condanne della stessa entità nel 2010). L’arresto, avvenuto nel feudo del boss, Casapesenna (Caserta), pone fine ad una latitanza iniziata nel 1996 e conclusasi in un bunker sotterraneo.

L’indagine si inserisce nella più ampia inchiesta Medea, che nelle scorse settimane ha portato all’arresto di 13 persone tra camorristi, imprenditori e politici campani accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti (tradotto: turbativa negli appalti pubblici, art.353 c.p.) e finanziamento illecito ai partiti nell’ambito della gestione illecita dei servizi idrici della Campania. Tra gli arrestati anche l’ex sindaco Pdl di Caserta Pio Del Gaudio, gli ex consiglieri regionali Angelo Polverino – già rinviato a giudizio nell’inchiesta sulle infiltrazioni del clan Zagaria negli appalti per l’ospedale di Caserta – e Tommaso Barbato e il deputato di Forza Italia Carlo Sarro, ex membro della Commissione parlamentare Antimafia ora agli arresti domiciliari.

Durante l’arresto del boss, sparisce misteriosamente una prova giudicata fondamentale dagli inquirenti: la chiavetta usb in cui Zagaria avrebbe memorizzato documenti relativi alla rete di connivenze e all’intera gestione degli affari del clan. Una sorta di “nuova agenda rossa” la cui sparizione è una (ennesima) prova di una ormai pluridecennale trattativa tra Stato e camorra iniziata almeno a metà degli anni Novanta, con la secretazione delle dichiarazioni dell’allora boss Carmine Schiavone relative all’interramento dei rifiuti tossici in Campania. Dichiarazioni che, se rese pubbliche, avrebbero probabilmente reso impossibile quel crimine sanitario, ambientale (e politico) che oggi passa sotto il nome di “Terra dei Fuochi.

MIchele

Michele Zagaria 

La chiavetta esiste, senza ombra di dubbio. Lo confermano una perizia tecnica e le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo e dal Procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli Giuseppe Borrelli. Secondo la perizia il boss ha utilizzato la chiavetta pochi istanti prima di essere catturato, anche se lo stesso perito – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – «non è in grado di affermare cosa riportasse né se sia stato copiato sulla stessa un qualche file dal PC». L’ipotesi, dunque, è che sia stato lo stesso Zagaria a consegnare il supporto. Già, ma a chi?

I primi ad essere accusati, naturalmente, sono gli uomini delle forze dell’ordine che danno il via al blitz, tra cui il dirigente Sco Vittorio Pisani, colpito da divieto di dimora a Napoli in quanto all’epoca dell’arresto indagato – e successivamente assolto – per favoreggiamento ad alcuni imprenditori indagati per vicinanza ai clan camorristici. Pisani, non indagato, viene accusato da Orlando Fontana, a sua volta accusato di aver ricevuto la chiavetta da un poliziotto della Squadra Mobile dietro pagamento di 50.000 euro e in precedenza avvicinato dalle forze dell’ordine, che gli avevano proposto di vendere Zagaria per 10 milioni di euro. Il fratello di Fontana, Giuseppe, avrebbe sfruttato l’amicizia che lo lega a Giovanni Cosentino e Maria Costanza Esposito – rispettivamente fratello e moglie dell’ex sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino, in carcere dall’aprile 2014 per concorso esterno in associazione camorristica – per cercare di vincere il bando di gara da 31.710.000 euro relativo ai lavori di manutenzione, pronto intervento, rifunzionalizzazione, ricostruzione e riabilitazione delle reti idriche e fognare relative all’Ato3, che gestisce i servizi idrici nelle province di Napoli e Salerno.

Come sempre, il tagliente Mauro Biani.

Come sempre, il tagliente Mauro Biani.

In questa vicenda, come riportano Giovanni Tizian e Nello Trocchia sul settimanale l’Espresso, ci sono almeno due zone d’ombra: innanzitutto a Zagaria viene concesso di fare una doccia prima di essere arrestato. Ciò significa che potenzialmente Zagaria e il poliziotto misterioso sono rimasti soli per un certo periodo di tempo, nel quale il boss avrebbe potuto consegnare la chiavetta o farla sparire in altro modo (il bunker, comunque, è stato demolito senza trovare traccia del dispositivo) sapendo di averne già messo al sicuro i dati. Il secondo interrogativo aperto riguarda il viaggio che Zagaria fa il 9 dicembre 2011 – 48 ore prima dell’arresto – quando si presenta all’ufficio matricola del carcere di Novara in possesso di 1.200 euro in contanti. Il motivo per cui il boss decida di rischiare di essere catturato – nonostante una sorveglianza evidentemente fallace – rimane un mistero. Che il viaggio sia collegato ai dati della chiavetta sparita?

Starà agli investigatori, naturalmente, fare chiarezza. Ma una domanda è d’obbligo: su quella chiavetta usb esiste un patto tra singoli, tra criminali e singoli funzionari corrotti, o per la trattativa con Michele “Capastorta” Zagaria si è mossa una catena di comando?

Rispondere a questa domanda significa capire la differenza che intercorre tra sconfiggere le mafie e il dichiarare di volerle sconfiggere. D’altronde lo diceva anche il giudice Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due Poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: