Quando i britannici si guardavano le scarpe: lo Shoegaze

Checchè se ne dica (ho visto molti inglesi darle della “strega” e li ho visti organizzare feste e barbecue nel giorno della sua morte), Margaret Thatcher, in quel 28 novembre 1990, giorno delle sue dimissioni da capo del governo britannico, carica che passava al conservatore John Major, lasciava un Paese in salute ed in forte crescita economica – anche se la famosa “forbice” del reddito si allargava sempre di più.

bilde2La Iron Lady aveva fatto in tempo a varare una legge, poco tempo prima, che probabilmente neanche lei si aspettava se ne sarebbe parlato ancora oggi: la famigerata “legge degli stadi”. Dopo la strage di Hillsborough, a Sheffield, dove novantasei tifosi del Liverpool avevano perso la vita, Maggie obbliga i club di calcio a prendersi la responsabilità economica, giuridica e penale di quel che succede negli stadi e aumenta i prezzi dei biglietti per non far entrare gli hooligans.

Dite che non ci voleva tanto? Per il 1990 è una vera e propria rivoluzione: il calcio diventa non più faccenda per miliardari annoiati, ma per veri e propri businessman, che investono sul football e fanno circolare tanta moneta all’interno della UK, e in più la violenza viene pressochè azzerata. Come spesso succede, sviluppo economico si accompagna a sviluppo culturale. A livello musicale, i giganti Happy Mondays, New Order e Stone Roses stanno per lasciare il passo ai novellini – per modo di dire – Blur, Oasis e Suede. Faranno strada, mettiamola così.

Come ogni iceberg che si rispetti, però, la parte più grande – e magari più interessante, chi lo sa? – si trova sommersa. Ecco, come in ogni storia britannica, entrano in scena i fottuti scozzesi: studiando gli americani Velvet Underground, Husker Du, Sonic Youth e Dinosaur Jr., cinque ragazzini delle Highlands, i Jesus and Mary Chain, cominciano a suonare con due chitarre distorte all’inverosimile, tanto da creare un “muro del suono” che investe lo spettatore a livello frontale.

In un paese in fermento economico, ma anche culturale, come la Gran Bretagna dei 90’s, la novità non passa inosservata. Gruppi e gruppettini provano il wall of sound. Il frontman dei londinesi Moose, Russell Yates, nel 1990, comincia a leggere il testo della sua canzone con la testa china. Come se guardasse il pavimento. Anzi no, le sue scarpe. Fissare la scarpa. Shoe gaze. Shoegaze. Shoegazing. E niente, per il magazine musicale Sounds è nato un nuovo genere. Non avevano tutti i torti.

Moose

I Moose

Progressivamente anche gli altri musicisti cominciano a “chinare la testa”, sia per la difficoltà elevata degli accordi per formare il muro del suono, sia perchè quello era diventato “the fucking shoe-gazing, mate”. Che non fosse più l’epoca degli animali da palcoscenico à la Freddie Mercury o Axl Rose lo si era capito, ma qui assistiamo alla totale spersonalizzazione dell’io sul palco, una specie di “farsi da parte” per fare largo a lei, la protagonista, Euterpe, la dea della musica.

8f7c1bba75363b9861758f8893b6c3ceSotto questo punto di vista gli americani avevano preceduto di qualche anno i compari britannici (i sopracitati Dinosaur Jr. e e gli Slint, per fare due esempi), ma sempre a livello molto underground. Qui, dalle parti della regina, l’underground diventa overground. Per restarci. E per la felicità di Oasis, Blur e tutti gli altri – ne attingeranno a piene mani.

Da chi vengono odiati gli inglesi, oltre che dagli scozzesi? No, non sono i clienti dei ristoranti. Sono i fottuti – aridaje – irlandesi. In quegli anni tormentavano le radio con gli immortali (precisiamo che non morire non è per forza una cosa positiva) U2, ma ci davano dentro anche quattro ragazzini dublinesi, i My Bloody Valentine, che nel 1991 facevano uscire quello che è per molti l’album del decennio.

E quando dovrete parlare di shoegaze per rimorchiare, ricordatevi che Loveless è l’album, tutto il resto è rumore orecchiabile. Menzione speciale va ai Slowdive, ai Lush e ai Ride. Qui potete trovare alcuni gruppi ed album interessanti.

Nota: nessun esemplare di Bono Vox è stato maltrattato per scrivere questo articolo.

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