I cattolici odiano l’omofobia

Qualche volta inizi a scrivere un pezzo sapendo perfettamente di cosa parlerai e dove andrai a concludere; altre volte, come questa, cominci pensando “che Dio me la mandi buona!”. Ed è qui che ti ricordi che tu, in un Dio, non credi. Io non sono cattolico, lo sono stato, ma non lo sarò mai più.

Una delle prime motivazioni, per me, è stata che il cattolicesimo è ingiusto nei confronti degli omosessuali. A ventitre anni ero capo scout dell’AGESCI (Associazione Guide e Esploratori Cattolici Italiani), o meglio, ero un promettente capo scout: buoni rapporti coi genitori, ottimi coi ragazzi e con la metodologia scout nel sangue. A parte qualche fuoco “amico”, avevo di fronte una carriera scoutistica assicurata. Purtroppo mi sono dovuto confrontare con il tema della confessione: un’associazione con la parola “cattolici” al suo interno faceva a pugni con il mio spirito decisamente libero (per i tecnici, il mio totem è “Puledro Libero”) e, soprattutto, col mio essere decisamente omosessuale, senza dimenticare la mia genuina necessità di pensiero ateo. Da lì si è fissato nel mio pensiero che “cattolico” e “omosessuale” non potessero mai conciliarsi. Oggi, invece, sono convinto che essere cattolico significhi non essere contrari ai diritti LGBT. Anzi.

chiesa cattolicesimo religione

Non sono impazzito, credo. Guardando chi compone, per esempio, le Sentinelle in Piedi, si potrebbe credere il contrario: Unione Giuristi Cattolici Italiani, Giuristi per la Vita (il cui simbolo è un crocefisso), AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), Alleanza Cattolica (costola di AN quando ancora riportava nel logo la sigla M.S.I.), Neocatecumeni, Pro Vita, A.Ge., Obbiettivo Chare (quelli che propongono le “terapie riparative” basate sul Vangelo), Comunione e Liberazione. Un elenco (parziale) di realtà che riportano, se non nel nome almeno negli intenti, il concetto di cattolicesimo.

Dunque, se le Sentinelle in Piedi (e la loro emanazione nazionale riunitasi al “no gender day” di Roma) sono marcatamente cattoliche, perché mai sostenere che l’essere cattolici significhi non essere contrari alle battaglie LGBT? Parafrasando una frase celebre, quelli sono cattolici che sbagliano. E ne ho la riprova in alcuni fatti che mi hanno profondamente colpito e che andrò velocemente ad elencare.

chiesa cattolicesimo Nell’ottobre 2014 si è tenuto il Sinodo straordinario sulla famiglia. Di norma, il Sinodo è un’assemblea rappresentativa di vescovi e cardinali cattolici presieduta dal Papa. Quello preso qui in esame si è basato anche su un questionario distribuito in tutte le diocesi del mondo e rivolto ai fedeli. Perché parlarne? Leggendo i dati del questionario, si scopre una inattesa apertura di vedute. Il 53% si ritrova nella definizione di “famiglia” come quella di una “qualunque coppia legata da affetto che voglia vivere insieme” (fonte: corriere.it). Nel dettaglio, tra i fedeli assidui, ovvero chi anima la vita parrocchiale, uno su tre si rivede nella definizione di cui sopra.

Il documento redatto dal Sinodo, quindi votato da vescovi e cardinali, riporta che “Ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società” (ilfattoquotidiano.it). Resta una questione aperta, invece, l’equiparazione delle unioni omosessuali a quelle eterosessuali: il passaggio che afferma “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia” è stato votato favorevolmente da 118 porporati, mentre 62 hanno votato in modo contrario (corriere.it). Parlando di alti prelati che provengono da una generazione agée, è un risultato che, oltre a lasciare appunto la questione aperta, sorprende per l’apertura dimostrata. Ben il 35% dei partecipanti (uno su tre) non si riconosce nella discriminazione.

Un altro episodio di apertura eclatante ha visto protagonisti gli scout della già citata AGESCI, evento che mi ha particolarmente inorgoglito. Leggendo il documento redatto alla Route Nazionale del 2014 (un campo scout che ha visto coinvolti tutti i ragazzi dell’AGESCI dai 17 ai 21 anni) ci s’imbatte in un passaggio molto interessante. Dalla carta del coraggio: Chiediamo: […] che lo Stato (italiano, ndr) porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso” (qui il documento completo). Le ragazze e i ragazzi cattolici hanno lasciato poco spazio alle interpretazioni.

7367191358_1119a3b4cf_h(1)Siamo abituati alle sparate omofobe di parroci e vescovi, ma spesso non veniamo a conoscenza di quelli che applicano le scritture in modo diametralmente opposto. I parroci che esprimono le proprie idee su uno stato laico che riconosca le coppie omosessuali sono tanti, ancora di più quelli che non lo pubblicizzano attraverso i giornali.

Come esempio massimo riporto il pensiero del Vescovo di Mazzara del Vallo, Domenico Mogavero: I gay non sono malati da curare. Il Sinodo supera i pregiudizi ecclesiastici che riducevano l’omosessualità a perversione e pericolo pubblico. Al centro deve esserci sempre la persona […] Uno Stato laico non può fare scelte di tipo confessionale e la Chiesa non può interferire nella sfera delle leggi civili”. Intervistato da La Stampa, prosegue “Le unioni civili riguardano i diritti di persone che nella relazione di coppia e sociale chiedono garanzie per il loro vivere quotidiano. […] Gli attuali modelli giuridici non riescono a imbrigliare la realtà. C’è una distanza tra l’essere che è la vita e il dover essere rappresentato dalle norme. Le leggi sono cristallizzate, fotografano condizioni generali che negli ultimi anni sono profondamente mutate. […] Lo Stato deve rispettare e tutelare il patto che due conviventi hanno stretto tra loro. E la Chiesa deve accoglierle e accompagnarle pastoralmente senza emarginarle con l’etichetta di persone che vivono nel peccato. Non può esserci alcuna giustificazione per nessuno alla chiusura del cuore”. Nessuna condanna per le coppie omosessuali, nessuna chiusura del cuore.

229735738_2144eab78e_bSpesso, quando si parla di omosessualità e cattolicesimo, ci s’imbriglia nella “giustificazione delle scritture”. D’altronde il Levitico è chiaro: Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio (Lv 18,22) e Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro (Lv 20,13) (La Sacra Bibba – versione ufficiale CEI).

Ma non solo, in molte scritture viene condannata l’omosessualità, in un’ottica di condanna del “piacere” in quanto tale. Lo stesso San Giovanni Crisostomo (o Giovanni d’Antiochia) affermò che “Le passioni sono tutte disonorevoli, perché l’anima viene danneggiata e degradata dai peccati di quanto il corpo lo venga dalle malattie”. Ricordando che tra le omelie del buon Giovanni troviamo degli attacchi antigiudaici che furono spesso usati come base per discriminazioni antisemitiche, il Santo visse intorno al Quarto secolo.

Credo che ogni cattolico possa, pur rispettando le scritture, comprendere da sé che la nostra società è profondamente variata (come ha fatto notare il vescovo di Mazzara del Vallo). Inoltre, l’idea di piacere è anch’essa mutata. Chi si offende se nella coppia basata su amore e rispetto reciproco ci si dona piacere? Nelle forme ed espressioni più consone alle personalità, ovviamente! Inoltre, nei riguardi del Levitico andrebbero fatte delle precisazioni troppo spesso ignorate.

Questo libro riporta le regole del popolo giudaico nel 1200 a.c. (più di 3200 anni fa, per intenderci), dove possiamo leggere anche che, in materia di parto, quando la neo-mamma avrà espiato la purificazione: porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione” (Lv 12,6), eppure nel 2015 difficilmente vedremo agnelli sgozzati alle porte delle chiese, credo.

Come, proseguendo, per le leggi sull’alimentazione, ben elencate nel nostro Levitico, troviamo all’improvviso nel Nuovo Testamento che “(Gesù) Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: “Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo” (Ma 7,14-15), in riferimento agli alimenti. Quindi, spazzati via interi capitoli del Levitico in una frase, ricordo qui che il buon “comandamento dell’amore” professato da Gesù recita “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,39). Insomma, nessuno spazio per esecuzioni sommarie di omosessuali.

gaychurchst-8616Tirando le somme, il buon cattolico è contro l’omofobia. Gli atti di odio non sono più nel DNA della persona di fede e, soprattutto, per essa l’iniquità della società dev’essere sconfitta. Per combattere l’omofobia ci sono due livelli: quello di prevenzione al pensiero omofobo e condanna degli atti conseguenti da un lato, pieno riconoscimento dei diritti civili, come matrimonio, adozione e riconoscimento dei figli dall’altro.

Ecco, dunque, perché credo che i cattolici debbano non solo non condannare le unioni omosessuali e le famiglie omogenitoriali, ma sostenerle. Che i cattolici non integralisti alzino la testa e si facciano sentire per contrastare chi organizza raduni per condannare una Teoria del Gender assolutamente inesistente (ne abbiamo parlato qui); non possono lasciare la piazza agli integralisti, non è giusto per loro che passi l’equazione “cattolico uguale bigotto”. Il loro coraggio sarà utile a riportare equità nel nostro paese, lacerato da secoli di paranoia cattointegralista.

photo credits: Jan Smith, Matt Soar, Lee Cannon, J. Nathan Matias, Michael W. Bunch

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10 commenti
  1. Bacche ha detto:

    Mi fa piacere per te, ma continuo a sperare che gli omosessuali marciscano in una fogna

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    • Baku ha detto:

      Ciao Bacche, ci ho pensato un poco prima di approvare il tuo commento. Non per spirito di censura, ci mancherebbe, ben venga sempre la diversità di pareri, qua su MdC. Più che altro il tuo è un commento pieno d’odio fine a se stesso, una frase che non apporta nulla di costruttivo: sia perchè non argomenti che perchè, probabilmente, il confronto non ti interessa neanche. E poi stai nascondendo il tuo moto d’odio dietro questo nome falso, posso sapere il perchè di questo nascondersi, di preciso?

      Mi spiace tu odi i gay, davvero. Spero solo che il tuo odio, come l’omofobia, un giorno non siano che tristi ricordi.

      Un caro saluto e continua a seguirci, Baku 🙂

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      • Bacche ha detto:

        Mi chiamo Francesco, come l’umile santo di Assisi. 🙂
        Ma veniamo subito al dunque.
        Odio di che? Mica ho detto che lo voglio uccidere o cose simili!
        Io spero che, un giorno, sia la vostra presunzione ad essere solo un triste ricordo. La vostra presunzione di vedere odio in ogni singola cosa che gli altri dicono. Per non parlare dell’atteggiamento ipocrita di voler imporre le vostre idee “progressiste” a chi non è d’accordo.
        Un abbraccio morandiano.

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      • davidebombini ha detto:

        Carissimo Francesco,
        noto un certo grado di contraddizione nelle tue parole.
        La frase che hai usato nel primo commento, “continuo a sperare che gli omosessuali marciscano in una fogna” è evidentemente pregna d’odio. Mentre nell’ultimo commento aggiungi un ” La vostra presunzione di vedere odio in ogni singola cosa che gli altri dicono” che denuncia una buona dose di contraddizione.
        Ora, partendo dal presupposto che la contraddizione è accettabile quando è manifesta, ti invito a meditare su questo.
        Un abbraccio!

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      • Bacche ha detto:

        Ma che ne sai tu Davide!
        Vorresti farmi un’analisi psicologica partendo da due commmenti che ho scritto così, a tempo perso? E chi sei, Carl Gustav Freud?

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  2. Alice ha detto:

    Peccato che i cattolici, invece, siano i primi a dimostrarsi omofobi, mascherando tutto con la celebre frase “la Chiesa ha massimo rispetto per i nostri fratelli omosessuali, PERÒ….”

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  3. Chantal ha detto:

    Ciao Alice. Onestamente credo che questo atteggiamento qualunquista sia dannoso quasi quanto l’omofobia.
    L’articolo è chiaro: ci sono cattolici integralisti e non. Parlarne, in generale, come di una mandria di persone ipocrite che si “nascondono” dietro una (secondo me, per alcuni versi, legittima) congiunzione avversativa è sintomo di intolleranza, la stessa per cui si biasimano i cattolici. Perché, invece, non pensare positivamente al fatto che un fedele – non tutti, ma tanti – creda fermamente nell’eguaglianza degli individui di fronte al Cristo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale? A questi ultimi è rivolto l’invito di Davide ad alzare la testa e a farsi avanti.

    Il “però”, quando esiste, ha valenze diverse in base ai contesti e, secondo me, il più delle volte riveste la forma di politica del diritto, riguardando così il cittadino più che il cittadino-cattolico-omofobo: se giri per strada e chiedi, anche chi si professa ateo laico agnostico o anche un omosessuale (ne conosco personalmente!) potrebbe tranquillamente dirti che siamo tutti uguali però niente matrimonio o niente adozioni. In fondo, si tratta di modifiche all’ordinamento civile, non a quello canonico – prerogativa dei cattolici. E, ne converrai, non possiamo demonizzare (solo) il cattolicesimo se nel 2015 si discute ancora su cosa sia la famiglia, argomento diacronico e, prima che dottrinale, profondamente umano.

    Saluti

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  4. Davide ha detto:

    Ma scusa bene…ragazzo mio.Ma cerchiamo di essere più pragmatici e realistici.Ma secondo te,nei seminarii, ma che fanno?Una istituzione di soli uomini con gli ormoni a 1000 chiusi e con il gusto del proibito.Ma si scopa no tra di loro come dei ricci. È risaputo cacchio! Basta fare una ricerca su Google “seminario +gay” ,e allora perché poi i preti odiano i gay?Perché odiano se stessi e sfogano il loro senso di colpa sugli altri ,e per forza che diventano anche pedofili.Sono un branco di pazzi

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