Storia minima della cocaina in Colombia

Per capire come si struttura il network internazionale del traffico di cocaina e con quali altri ambiti del sottobosco criminale transnazionale si collega, è opportuno partire della materia prima e dal luogo principale di produzione, ovvero i paesi adagiati sulla Cordigliera Andina, le cui valli sono il luogo ideale di coltivazione dell’Erythroxylon Coca. L’area coincide con Colombia, Perù e Bolivia, ma il network di soggetti coinvolti in prima persona nel commercio di cocaina tocca l’intero Sud America. Da qui partono le rotte che portano la polvere bianca nei nasi, nelle bocche e nelle vene dei consumatori di tutto il mondo.

cocaina

Secondo la leggenda, la pianta di coca fu un dono del primo re Inca Manco Capac al suo popolo che soffriva la fame, dopo che egli aveva conquistato il trono del dio del sole. Grazie a questa prodigiosa pianta gli uomini non avrebbero più patito la fame o sentito la fatica. Effettivamente il principio attivo impedisce lo scambio di determinati impulsi tra le sinapsi, riducendo le sensazioni negative.

Negli ultimi anni, un mix di politiche governative, distruzioni derivate dalla guerra civile in corso e interventi esterni (in particolar modo della Drug Enforcement Agency statunitense) ha ridotto notevolmente la produzione di cocaina in Colombia, che nel 2012 ha perso lo scettro di maggior produttore mondiale a favore del Perù. La Colombia deteneva questo primato da trent’anni, ovvero da quando Pablo Escobar divenne il capo del cartello di Medellin.

Sul finire degli anni ’70 Escobar portò la produzione di piante di coca direttamente in Colombia e implementò un nuovo tipo di organizzazione verticale il che vuol dire che lo stesso cartello controllava tutta la filiera: dall’acquisto delle foglie, al trattamento chimico allo spaccio sul mercato statunitense ed europeo, appoggiandosi qui a organizzazioni criminali del luogo (la Ndrangheta in Italia, che si potè permettere il business sfruttando i proventi dei sequestri di persona attuati nel decennio precedente).

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Negli anni ’80 la cocaina del Cartello di Medellin aveva invaso i mercati proponendosi come prodotto di fascia medio-alta, quando presentato nella sua forma più pura, e come prodotto di fascia bassa, quando presentato sotto forma di cristalli di crack. In questo periodo i contabili del cartello non contavano più i soldi, ma li pesavano. Escobar uccideva, corrompeva e terrorizzava, non solo in Colombia ma anche negli Stati Uniti, motivo per cui divenne per diverso periodo il nemico pubblico numero uno, protetto solo dalle leggi colombiane sull’estradizione.

pabloDopo la fine di Escobar, avvenuta nel dicembre del 1993 a seguito di uno scontro a fuoco con le forze speciali (el Bloque de Busqueda) della polizia colombiana, il crollo repentino del cartello lasciò spazio ai due fratelli Orejuela, titolari del Cartello di Cali, la cui epopea durò per tutti gli anni ’90. Con l’arresto dei due fratelli a cavallo del millennio il cartello passò in gestione ad una serie di soggetti (Carlos Henao, Fabricio Londono, Hernando Gomez Bustamante, Wilber Varela e Diego Leon Montoya) che costituirono de facto il nuovo cartello di Norte del Valle.

Nei primi anni 2000 emerse un forte collegamento con gli attori che stanno portando avanti da decenni la guerra civile in Colombia: le tensioni politiche portarono il cartello a spezzarsi a metà. Una parte, con Montoya, si alleò con le AUC (Autodefensas Unidas de Colombia, gruppi paramilitari di destra per un certo periodo di tempo guidate anche dal calabrese Sal Mancuso), mentre Varela, facendo di necessità virtù, si alleò con le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, la guerriglia di stampo ideologico comunista). Fino ad allora gli attori della guerra civile avevano giocato un ruolo tutto sommato limitato nella gestione del business, sebbene già Escobar finanziasse diversi gruppi paramilitari anche se non per scopi ideologici quanto di protezione personale e di protezione delle rotte di trasporto. Anche questo è uno dei motivi per la diminuzione della produzione di cocaina in Colombia.

Con la guerra interna a Norte del Valle il panorama delle organizzazioni criminali si è atomizzato e negli ultimi anni il Paese ha perso sia il monopolio delle rotte (i cartelli messicani si occupano di portare la merce sui mercati americani mentre la ndrangheta e altre organizzazioni si occupano del mercato europeo) che il primato della produzione. Le nuove Bacrim (Bandas Criminales), nate dopo la smobilitazione delle AUC, non sono più in grado di gestire a livello logistico grossi carichi e lunghi tragitti: è il cosiddetto effetto “cucaracha“, i grandi attori (FARC principalmente) si muovono sulla base di logiche militari prima ancora che relative al business, per cui i piccoli attori cercano di sopravvivere come possono vivendo come organizzazioni parassite di quelle più grandi. Tra le Bacrim quella che ha avuto maggior successo nell’ultimo lustro è quella degli Urabenos, la quale, in seguito ad accordi con le FARC, ha ottenuto una via sicura dalla selva fino al porto di Buenaventura. L’importanza di questo porto è altissima, data la vicinanza a Panama, sfruttata per trasbordare i carichi sulle navi container che poi andranno nei mercati europei attraverso il grande varco di Gioia Tauro (RC), più raramente Antwerpen (Anversa) e dalla Galizia.

buenaventura

Da cinque anni a questa parte si stanno costituendo anche diverse rotte alternative: dall’Argentina verso l’Africa (Guinea Equatoriale in modo particolare) e poi verso Nord nei ricchi mercati europei oppure dal Venezuela, in cui i controlli sono molto allentati. Qui i narcos hanno la possibilità di giocare a nascondino tra le isole caraibiche con le agenzie preposte al contrasto di questi traffici, la DEA e l’Interpol in primis.

Queste nuove rotte minacciano di togliere ulteriore peso ai narcos colombiani. L’atomizzazione delle organizzazioni criminali, ma soprattutto delle loro strutture dirigenziali, sta aumentando moltissimo la violenza connessa al traffico di cocaina (la guerra tra Urabenos e Rastrojos ha riempito centinaia di fosse comuni negli ultimi anni). La stessa violenza che aumenta l’appeal di questo stupefacente.

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