La Lucarelli insegna: “così sono i veri uomini”

selvaggia

Ogni sei mesi la posto di nuovo, amici uomini, così vi fa da promemoria:

Se fossi un uomo, se io oggi fossi un uomo, se avessi anche solo l’opportunità di essere uomo una settimana soltanto, io le donne le farei capitolare tutte. In questi tempi mesti fatti di indecisi, irrisolti e anaffettivi perennemente in cerca di vie d’uscita e scorciatoie, perennemente preoccupati di fare una scelta perchè anche agli scarti una botta non si nega. Ecco, In questi tempi qui che sintetizzo e semplifico perchè sarebbe lunga, se non lo avete ancora capito, se volete davvero una donna, siate l’uomo che fa, che decide, che ci dice cose perentorie e assolute tipo “Da oggi ci penso io”, “Ora a te ci penso io”, “Sono qui per questo”, “Voglio te e e il resto non mi interessa”, “Tu sei mia” e frasi da film che sono da film da quando non le dice più nessuno. Prendete decisioni, portateci a cena dove dite voi, prenotate voi la vacanza, marcate il territorio con virilità, senza gelosia scema ma anche senza quell’atteggiamento fastidioso che ora va tanto di moda della serie “Fai come te pare tanto non sono geloso”. Trovate il tempo per noi e se non lo avete, dateci pure i ritagli, ma che siano di passione. Fateci sentire fighe. Ricordatecelo. C’è gnocca ovunque, sfacciata, esibita, regalata. Ci serve, e tanto, avere un uomo accanto che ci metta su un piedistallo e ignori quelle sul cubo. Non lo fa più nessuno e voi, fessi, non lo avete capito. Diteci cosa volete. Prendetevelo. Vogliamo essere conquistate senza avere il tempo di fiatare. Siate maschi, Dio santo.

Amen.

A quanto pare noi insulse donne dobbiamo appenderlo sul comodino e farne un mantra, e subito a fianco una foto della Lucarelli sotto cui apporre un grosso cero. Lei si limiterà, per fortuna, a ricordarcelo ogni sei mesi, tipo le apparizioni di Medjugorje. Grazie a Dio. In questa società tanto smart che cambia così velocemente, e in cui è davvero difficile capire chi si è e quale sia il proprio posto nel mondo, per fortuna c’è la Lucarelli, che ce lo dice come devono essere gli uomini e le donne. Se una Lucarelli non ci fosse la inventerei, perchè lei sì che è una vera donna, decisa, che sa cosa vuole.

La Lucarelli, infatti, ha deciso di spiegarcelo bene in cosa noi donne sbagliamo, o meglio: pare che il monito sia rivolto piuttosto agli uomini che, a questo punto, sembra si siano un po’ rammolliti e che ci abbiano lasciato troppa libertà. L’apertura è minacciosa: gli uomini sono suoi amici, ma due parole dopo glielo ordina che se lo devono tenere bene a mente, si sa mai…

Ma andiamo subito ai passi più salienti:
io le donne le farei capitolare tutte” come se tra i due sessi ci deve essere chi vince e chi perde, e in questo caso abbiamo il ritorno del maschione alfa che tira fuori la clava impolverata dall’armadio, e rincomincia a prendere decisioni, a far sentire il proprio peso e la propria presenza.

fred-and-wilma-flintstonesE ancora: “(…) Prendete decisioni, portateci a cena dove dite voi, prenotate voi la vacanza, marcate il territorio con virilità (…)”. MARCATE IL TERRITORIO CON VIRILITA’. Le immagini che mi si aprono qui sono le più svariate, ma soprattutto mi immagino un uomo che, letteralmente, urina sulla propria fidanzata/moglie/compagna in modo che tutti gli altri possano sentirne l’odore e starne alla larga. Come se le donne, pur essendo già impegnate, passassero la giornata a cercare di sedurre tutto il genere maschile, e tutti i “maschi” fossero mossi da una forza istintuale che va contro la ragione, spinta che a questo punto si placherebbe solo con l’odore rilasciato da un altro maschio. Un po’ come i cani in calore, insomma.

“(…)Trovate il tempo per noi e se non lo avete, dateci pure i ritagli, ma che siano di passione (…)”. In questo passo, invece, sembra si stia ridando un po’ di dignità anche alla donna, perchè, insomma: si sa che anche il genere femminile ha certe esigenze da soddisfare, magari anche solo nel tempo libero, ma quando ci vuole ci vuole. E anche qui un vero maschione virile non può essere stanco, e non farcela, ma deve adempiere al suo dovere e presentare un’erezione sempre pronta all’uso. Un po’ come le scatolette di tonno con la nuova confezione apri e gusta.

“(…) Fateci sentire fighe. Ricordatecelo. C’è gnocca ovunque, sfacciata, esibita, regalata” : siccome le donne si sa, non sono in grado di avere una propria personalità e autostima, hanno bisogno di essere rassicurate dal maschio alfa ma, soprattutto, sembra che esistano tante puttanelle allo sbando che te la sbattono in faccia, ma quelle non sono delle vere signorine, a modo, dei virtuosi modelli da seguire.

Qualche riga più sotto, inoltre, pare che le cubiste siano delle cattive persone. Il componimento si conclude con una richiesta accorata, il cui patos è talmente evidente che io me la sono immaginata proprio nel modo e nella situazione in cui la Lucarelli avrebbe potuto dirlo: tutta nuda, con i capelli scompigliati e uno strap-on, con faccia cattiva, mentre frusta il suo compagno e lo urla a lui e a tutto il genere maschile: Siate maschi, Dio santo”.

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Ho percepito questo messaggio come un’enorme offesa nei confronti di tutto il genere umano: in poche righe sembra che sia stato chiesto alle donne di trasformarsi in piccoli e adorabili bonsai da curare e proteggere dal freddo inverno, di lobotomizzarsi e di diventare incapaci di badare a se stesse, e riaffiorano le diatribe sulle differenze di genere auto imposte, sin dalla più tenera età, dalla nostra cultura ed educazione. In questo caso l’offesa non è rivolta solamente alle donne, ma sembra che anche  sulla testa degli uomini debbano pendere un numero di certe aspettative: loro devono essere sempre forti, essere maschi, essere quelli che non chiedono mai, devono castigare, devono essere la parte forte. D’altronde: accanto a una donna debole e deficiente ci vuole qualcuno che la mette in riga e prenda in mano la situazione, giusto?

E questo stesso post mi riporta alla mente anche la campagna di Adinolfi, quando ci ricorda che i maschietti non devono piangere perchè i veri uomini si devono sottoporre a prove di forza e devono essere virili, non devono mai lasciarsi andare; e allo stesso tempo le donne devono solo occuparsi della famiglia (che donna sei se non ti sposi e non sforni prole a manetta?) e sin da piccole devono giocare con bambole che cagano, pisciano e finte cucine di plastica rosa.

Ma io credo che ognuno possa vivere i propri rapporti di coppia un po’ come gli pare, e il mondo è “bello perchè è vario”, e forse ci sono donne che hanno bisogno di dimostrazioni di forza, che hanno bisogno di essere prese e che non sono in grado di decidere in quale ristorante mangiare, e non voglio certo discutere sui gusti personali, ma piuttosto mi preoccupano messaggi fuorvianti e altamente diseducativi rilasciati da personaggi pubblici. Io, invece, continuo a pensare che gli uomini e le donne siano diversi, e che queste diversità vadano assolutamente rispettate e che sia l’uomo che la donna hanno parimenti debolezze di cui si deve discutere per capire come fare per migliorare la situazione.

pubblicità1E la prima debolezza che esiste quando si parla delle differenze di genere, è l’ottusità della gente che chiede a un altro di essere in un modo ben preciso perchè così deve essere, senza un motivo ben preciso. Io, piuttosto, immagino che non tutte le donne abbiano bisogno di un uomo che le porti al ristorante e che gli dica cosa fare: un uomo, un compagno, ha molte più capacità, e non è una specie di cane mastino che ringhia, sbava, ti difende, getta la spazzatura e cambia le lampadine. Credo che un uomo, un compagno abbia dei sentimenti e a volte si appoggia sulla spalla della propria ragazza e piange, piange a causa delle donne che gettano tutte queste aspettative assurde su un essere umano che ha avuto “la sfortuna” di nascere col pisello.

Gli uomini non acquistano le donne, e siccome nasciamo liberi, non si ha bisogno di essere prese per i capelli, nè di essere portate in giro ed essere mostrate come un trofeo. Stiamo parlando di rapporto di coppia, non di giocare a chi si sottomette, stiamo parlando di rispetto reciproco, stiamo parlando di sentimenti, stiamo parlando di amore. E di forme di amore ce ne sono davvero tante, non c’è solo la coppia tradizionale di cui, nel post sopra, ne traspare, piuttosto, una caricatura, ridotta ad una cosa istintuale e quasi quasi animalesca.

Io mi rendo conto che la questione delle differenze di genere sia estremamente complicata, e sicuramente nè un post, nè un solo articolo potranno, certo, essere esaustivi, ma forse, sarebbe meglio che di argomenti così delicati se ne occupassero figure professionali in grado di poter svolgere analisi antropologiche, e di non inviare messaggi sbagliati e per certi versi offensivi.

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8 commenti
  1. Ludovica ha detto:

    Tu invece immagino che hai studiato antropologia ad Oxford!
    Ma dai scusa, ma davvero vuoi giustificare il rammollimento di così tanti ragazzi, che piagnucolano solo perché non riescono a connettersi alla wi-fi?
    Davvero vuoi giustificare sbavano vedendo un culo o un paio di tette gonfiato di silicone, ma che non sanno nemmeno cosa sia il corteggiamento, non sanno come incantare, stupire, far gioire una donna?
    Giustifichi questi “uomini” che guardano video porno dalla mattina alla sera ma che balbettano quando devono dire due parole ad una donna? Ci vadino, ci vadino sì dietro alle cubiste e alle cagne, che li imbambolano con due paroline dolci e intanto gli sgonfiano il portafogli pieno delle abbondanti paghette di mamma e papà.
    Ormai va tanto di moda lanciare merda sulla famiglia tradizionale, ma ci siamo dimenticati di una cosa: il modello della famiglia tradizionale a retto per secoli. SECOLI! Il fatto che la società sia in evoluzione può giustificare lo scempio degli ultimi anni? La mia risposta è NO!
    I miei nonni, i miei genitori hanno avuto il coraggio di fare una scelta: formare una famiglia, mettere dei figli al mondo e crescerli e accudirli con tanto amore. Perché metterli alla gogna per questo? Solo per non far sentire “discriminate” persone (gli lgtb) che pretendo rispetto senza rispettare gli altri? Ma così, alla lunga, saremo noi normali ad essere discriminati, perseguitati e rinchiusi dentro a dei campi circondati di filo spinato. Io voglio evitare tutto questo!
    Ma si sa come vanno le cose: apparteniamo ad un Paese che non riesce nemmeno a farsi rispettare a livello internazionale per pretendere il giusto trattamento di due suoi militari innocenti o leggi più stringenti contro i clandestini. Loro quindi, hanno tutto il diritto di insultare chi vorrebbe soltanto vivere in pace.
    Per questo io do raggione alla Lucarelli, anche se mi sta sul cazzo: dov’è la dignità degli uomini, dov’è la capacità di farsi rispettare? e se non riescono a farsi rispettare loro, come riusciranno a far rispettare le loro donne?

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  2. Beatrice ha detto:

    Io non sono totalmente d’accordo con la signora Lucarelli, eppure ritengo che le sue parole (almeno dal punto di vista del contenuto) siano necessarie. Le generazioni cresciute negli ultimi anni hanno a mano a mano messo da parte importanti valori, in favore di un’eccessiva appariscenza. Non sono (anzi, non siamo) più abituate a lottare.

    In questo contesto, un discorso così preciso e lineare come quello sopra citato appare come un sasso gettato nello stagno. Eppure, per centinaia (anzi migliaia) di anni la società contadina si è retta proprio su quei valori che oggigiorno suonano così stravaganti.

    La donne hanno il diritto di essere libere e il dovere di sfruttare al massimo la propria libertà? Certo che si! Non credo che la Lucarelli abbia negato ciò. C’è però un dato di fatto: se in una coppia c’è un elemento insicuro, quella coppia non può essere stabile.

    Questo avviene sia nel caso in cui la persona “sottomessa” sia la donna, che nel caso opposto.
    Come è stato giustamente fatto notare da un’altra lettrice del vostro (splendido!) blog, se un uomo non sa farsi rispettare, come potrà far rispettare la sua dolce metà? Discorso che vale anche nel caso contrario, per carità!

    Faccio un esempio abbastanza banale: se una giovane coppia di fidanzati si ritrova circondata da una banda che vorrebbe violentare la ragazza, come reagirebbe un ragazzo che non sa lottare, non sa farsi rispettare? Lascerebbe loro fare lo sporco lavoro pur di non essere toccato? Mi rendo conto che è un po’ troppo estremo come esempio, eppure ne succedono di cose simili a questo mondo: non lo auguro a nessuno, ma con l’imbarbarimento degli ultimi anni certe cose diventano sempre più frequenti.

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  3. Ho letto questa robaccia solo perché, udite udite, è candidata a “Miglior articolo (?!?!) dell’anno ” !
    Più leggevo e più mi aspettavo un finale ironico del tipo : “…Ecco perché l’omosessualità tra le donne è in aumento”.
    E invece no, arrivo alla fine del post e scopro che costei è seria!
    Gli Awards dello stereotipo esistono? Se si, li ha vinti tutti.

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      • gretah89 ha detto:

        Se intendi il post che ho citato ad inizio articolo, è un semplice post che ha rilasciato su facebook la Lucarelli stessa. Non ho avuto il piacere di leggere il suo miglior articolo dell’anno, ma credo che avrebbero potuto inserirla, piuttosto, nella categoria “battute più divertenti”. Ti ringrazio a nome di MDC per aver letto il mio articolo e spero continuerai a seguirci 🙂 buona serata, Gretah.

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      • Gretah, non scrivo commenti a caso.
        Il post che tu hai citato è candidato, come ho scritto prima, come “Miglior articolo dell’anno”. Non è una battuta purtroppo e, come ho già detto alla vostra caporedattrice, non avrei mai avuto nemmeno io il piacere di leggerlo se così non fosse stato, perché la Lucarelli non so nemmeno chi sia…però i “Macchianera Italian Awards”evidentemente si 🙂

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      • gretah89 ha detto:

        oddio…Beh se vuoi la consolazione anche noi siamo stati candidati come miglior rivelazione dell’anno. Se vuoi votaci 🙂 (oggi è l’ultimo giorno)

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      • Beh, è proprio guardando il vostro sito che ho scoperto l’esistenza di questi Awards 😉

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