L’Internazionale Fondamentalista: dal Don all’Eufrate

Il fondamentalismo islamico ha sempre avuto una grande facilità di attrarre accoliti: molti dei movimenti che entrano in questo novero fondavano la propria ideologia su di una critica al come era praticato e seguito l’Islam in una determinata regione e in un determinato momento storico. Invece di far evolvere l’Islam proponendo nuove pratiche o aperture alla società civile di quel momento, i vari movimenti fondamentalisti si sono rifatti all’idea di “comunità del profeta” (considerata la comunità dei credenti perfetta), ponendola a modello della società che intendevano creare. Non a caso il termine usato dai militanti è asāsiyyūn, dall’arabo asās ovvero “base”. Tale volontà di rivoluzionare il panorama religioso della regione di riferimento ha avuto l’effetto di attrarre fedeli delusi dall’operato delle élite religiose e politico-amministrative. I movimenti di riforma di questo tipo, dai wahhabiti ai fratelli musulmani alla rivoluzione khomeinista (questa però sciita), il tentativo è stato quello di risolvere la crisi dell’Islam tornando alle origini.

propaganda dell'Isis

Propaganda dell’Isis

Per Daesh il discorso è leggermente diverso: qui il focus è maggiormente spostato sull’espansione della propria visione di islam, più che sulle qualità della comunità si punta sulla quantità di fedeli ma soprattutto di territorio occupato: nelle immagini di propaganda vediamo il Colosseo, la torre Eiffel e via dicendo. Inoltre l’Isis, al contrario di Al Qaeda o di altre sigle, cerca di creare un limes all’interno del quale si possa creare la Dar-al-Islam secondo la propria visione della fede e dalla quale partire per combattere la Dar-al-Harb e conquistare il resto del mondo. Questo denota un cambio di strategia che ha consentito di attrarre molti più fedeli residenti al di fuori del Medio Oriente rispetto a qualsiasi altro gruppo.

combattenti dell'Isis

Combattenti dell’Isis

Desta comunque sorpresa l’annuncio del ministro degli Affari Esteri russo Sergey Lavrov, il quale ha reso noto agli inizi di luglio che circa duemila cittadini russi sono impegnati nei combattimenti al fianco dei militanti dell’Isis in Iraq. Stime provenienti da fonti d’intelligence britanniche stimano la percentuale dei combattenti di origine russa intorno all’8%, rendendo il russo la terza lingua più parlata all’interno del califfato di Raqqa dopo arabo e inglese e la prima all’interno dei c.d. foreign fighters che compongono circa un quinto del totale degli effettivi. Il gruppo dei russi nell’Isis è composto per buona parte da ceceni e da osseti, ed è capeggiato da Omar Al-Shishani, presente in Siria già dal 2012.

Omar Al-Shishani, capo ceceno dell'Isis

Omar Al-Shishani, capo ceceno dell’Isis

L’importanza del blocco russo ha spinto Daesh a varare in data 5 giugno uno strumento di propaganda totalmente in lingua russa: Furat Media prende le mosse dal sito internet personale di Al-Shishani e si è recentemente dotato di accounts su Facebook, VKontakte, Tumblr e Twitter. L’ultimo “colpo” di propaganda di Furat è stata la proclamazione alla fine di giugno di una nuova provincia del califfato nel Nord del Caucaso (Wilayat Qawqaz) in quello che è a tutti gli effetti territorio della Federazione Russa. Lo scopo principale del canale rimane quello di favorire il reclutamento di nuovi effettivi provenienti dal Caucaso e dai territori russi dell’Asia Centrale da far affluire nella nuova provincia e in Iraq e Siria. Le nuove reclute vengono cercate trasversalmente rispetto alla società: fabbriche o università non fa molta differenza.

campo di addestramento dell'Isis

Campo di addestramento dell’Isis

Concludendo, Nikolai Patrushev (capo del Consiglio Nazionale Antiterrorismo) ha dichiarato che non esiste possibilità di bloccare l’emorragia di combattenti dalla Russia verso lo Stato Islamico. L’abilità dell’Isis di replicarsi e formare metastasi in luoghi lontani da quello di origine sembra non poter attecchire facilmente nel Caucaso del nord data la presenza di un apparato statale (al contrario della Libia o dello Yemen), il discrimine tra le varie situazioni che si possono creare sta appunto nella forza di Mosca (alle prese con la crisi economica che ha recentemente colpito il rublo) di saper reagire prima che la situazione incancrenisca ulteriormente e dia il via alla Terza Guerra Cecena.

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