Cronenberg: panoramica di un Regista Frainteso – Pt. 2

David Cronenberg, un tuffo nel suo mondo. Ha inventato un’intera branca dell’horror tradizionale, nonchè una corrente di pensiero profondamente filosofica, che parla anche del nostro futuro.

Il body horror (o lo stile Cronenberg prima che fosse banalizzato)
Il body horror è un sottogenere cinematografico dell’horror che nasce negli anni 80 grazie appunto al regista di cui parlo nel paragrafo sopra, il nostro David. Questo stile, considerato tra i più scioccanti del cinema, semplicemente utilizza la deformazione, modificazione incontrollata, contaminazione e degenerazione del corpo umano e animale per creare nello spettatore sentimenti di paura, sensazioni di disgusto fisico e orrore. Un genere purtroppo nato e vissuto col suo autore, perchè ben pochi registi ne hanno seguito il flusso oltre il primo o secondo film sul generis: tra essi Stuart Gordon di cui raccomando ReAnimator, Clive Barker con la saga di Hellraiser seppur in chiave più ironico-tamarra, Tom Six e Gyorgy Pàlfi. Ai giorni nostri il body horror è stato banalizzato e usato la maggior parte delle volte solo a scopo di scioccare o creare disgusto in chi guardasse certe scene.

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La promessa dell’assassino

Cronenberg, come i suoi degni compagni e discendenti, hanno sempre fatto un uso equilibrato di questa tecnica, utilizzando effetti speciali molto impressionanti sempre come metafore, parti integranti dell’evoluzione narrativa. L’esempio più ovvio? Le escrescenze di carne che le onde tv del programma Videodrome (dal film omonimo) fanno crescere nel cervello delle persone veicolano un messaggio molto forte: il controllo mentale, presente e minaccioso, proprio come un animale che vi cresce nella testa a vostra insaputa. A oggi il body horror ha purtroppo una connotazione splatter ed esageratamente irrelistica. Il cosiddetto “stile Cronenberg” dei cinefili forse resta più fedele all’originale body horror di quanto non ne sia la sua versione 2.0.

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Il pasto nudo

Corpo, mente, sesso e tecnologia.
I 4 punti chiave dei film di Cronenberg. Il corpo inteso come mutazione, malattia, parte debole e incontrollabile che subisce le conseguenze della follia della mente. Il corpo sconosciuto, che dentro non abbiamo idea di cosa faccia, un pò animale, che viene puntualmente massacrato, martoriato. Dall’inizio del film il corpo è un mezzo per permettere all’infezione di scatenarsi.

La mente, ovvero l’illusione. Come diceva riguardo Dio, Cronenberg sostiene che le idee sono un modo per salvarsi dal riconoscere la realtà e affrontarla. Le menti sono instabili, nasce la domanda “quanto è soggettica la realtà?” e da lì la follia, il cervello impazzito per la malattia che delira (o forse no?) e scatena una potenza distruttiva incontrollata.

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Brood

Il sesso è sempre trattato nelle sue forme deviate e perverse, per quanto anche se estreme non sono mai esagerate o irreali. Controllata dalla mente sbalestrata e dal corpo infetto, la sessualità diventa una valvola di sfogo, spesso accompagnata alla violenza, frutto di una soddisfazione morbosa e ossessiva. Per capire vedere Inseparable.

Tecnologia. L’ultimo passo nell’evoluzione dell’uomo. Il futuro. C’è da dire che la tecnologia nei film cronenberghiani è particolare: in EXistenZ ad esempio le consolle di gioco ultra avanzate e futuristiche sono veri e propri animali vivi, biologicamente modificati. Lo sviluppo scientifico genera immancabilmente orrori proprio perchè privo di quella perfezione macchinosa totalmente impossibile che siamo abituati a vedere nei (brutti) film hollywoodiani (come Io Robot, eccetera). Inoltre anche tale tecnologia è strettamente connessa col corpo umano e l’evoluzione della mente.

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La mosca

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Cronenberg creativo

Epilogo
Pochi hanno capito Cronenberg: non è quello che fa film impressionanti che non fanno dormire, non è quello che si scervella su come aprire a metà un uomo senza motivo, non è quello che ha inventato i film da post stupro. È un regista pazzo, come tutti i grandi registi, non è un tormentato, non è un esibizionista. Vede la realtà a modo suo.

Fa film tecnicamente avanzati per gli anni in cui sono girati, scrive veramente bene i personaggi. Gli piacciono gli attori dai lineamenti ferrei, impassibili e squadrati ma incredibilmente espressivi. Film da vedere: La zona morta, Inseparabili e La promessa dell’assassino.

Qua potete leggere la prima parte

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