Deutschland Über Alles – 5 motivi per riscattarla

Nazisti, guerrafondai, plutocrati e banchieri. Spesso i tedeschi non sono stati visti di buon occhio dal resto d’Europa – soprattutto da quando uno di loro ha avuto la brillante idea di tentare di eliminare un popolo intero – e girando per il web, adesso, non sembra esattamente tempo di riconciliazione. Noi di Mangiatori di Cervello abbiamo raccolto cinque motivi per smentire certe voci: guardate un po’ la nostra lista di personaggi, chicche e curiosità.

Nietzsche di Nathan Kilburn.

Nietzsche di Nathan Kilburn.

Filosofia
La Germania è il Paese europeo che ha dato i Natali al maggior numero di filosofi. Come Immanuel Kant, uno dei più importanti esponenti dell’illuminismo tedesco e anticipatore degli elementi fondanti dell‘ idealismo. Secondo Kant l’unico strumento attraverso cui la realtà è conoscibile e sondabile è la ragione: la sua “Critica della ragion pura” è il manifesto del pensiero moderno.

Schopenhauer introduce il concetto di realtà e illusione: per scoprire la vera essenza delle cose, bisogna che vi sia la volontà dell’individuo, che dall’interno si spinga verso l’esterno. Volontà è ciò che ci spinge ad esistere. Ma la volontà è anche qualcosa di doloroso, perchè significa che vi è mancanza di qualcosa.

Nietzsche è invece il pensatore dello Übermensch, l’ “Oltre Uomo”, colui che crea autonomamente il suo scopo nella vita e che quindi può rifarsi ad un proprio credo personale. I suoi studi verranno fraintesi, e diverranno l’ideologia portante del Terzo Reich.

'Vita di Galileo' di Brecht, B., di e con Gabriele Lavia al Teatro della Pergola, Firenze. Dal 28/10/15 al 04/11/15.

Vita di Galileo’ di Brecht, B., di e con Gabriele Lavia al Teatro della Pergola, Firenze. Dal 28/10/15 al 04/11/15.

Letteratura
La letteratura tedesca del ‘900 è tra le cose che più hanno caratterizzato la cultura della Germania dall’inizio del secolo ad oggi.

Poeta, drammaturgo, scrittore e regista, Bertolt Brecht è stato il profeta dell’opera teatrale sino ad oggi e per parecchio ancora. Iniziò da giovanissimo a scrivere poesie e canzoni, studiò le “voci ribelli” e l’espressionismo della sua epoca, e tra gli anni ’20 e ’30 iniziò a scrivere e dirigere per il teatro. Le sue opere più famose ed immortale come L’Opera Da Tre Soldi, Turandot e Vita di Galileo restano pietre miliari della drammaturgia.

Altro autore chiave del ‘900 tedesco è Hermann Hesse. Poeta, filoso e scrittore di opere come Siddharta, romanzo di formazione che narra di un giovane indiano e del suo viaggio attraverso l’induismo e l’introspezione; Gertrude, breve romanzo dai toni romantici e giovanili sulle memorie del compositore Kuhn e del suo riscatto all’art e Demian, scritto durante la seconda guerra mondiale e molto autobiografico; un processo d’individuazione dello scrittore stesso.

David Bowie a Berlino. Ph. Philippe Auliac, Isolar tour II, 1977.

David Bowie a Berlino. Ph. Philippe Auliac, Isolar tour II, 1977.

Musica
Nel pieno degli anni ’70, David Bowie usciva dalla sua fase più soul e dalla sua Inghilterra. L’album Station To Station e il successivo tour mondiale segnano l’inizio degli Anni Berlinesi della rockstar, anni in cui definisce il suo storico personaggio del Duca Bianco, dall’aria distaccata e superiore. Stile impeccabile e musica intrisa di filosofia disperata, occultismo e critiche politiche. La sua musica diventa più rauca , influenzata da band come i Krautrock e dal sound motorik che Bowie adorava. Durante i suoi Berlin Years, nonostante l’immenso successo e l’adorazione dei suoi fan, Bowie visse il suo periodo di massima devastazione fisica e intellettuale: sempre più magro e denutrito, viveva di droga e sigarette, collezionava cimeli nazisti, ammirava la corrente politica fascista e considerava Hitler “la prima vera rockstar”. Storici gli anedotti di quando telefonò all’ex moglie affermando che Satana viveva nella sua piscina, e quando durante la sua partenza dalla Victoria Station salutò i fan col gesto nazista del saluto militare.

Metropolis, Fritz Lang, 1927.

Metropolis, Fritz Lang, 1927.

Cinema
Negli anni ’20 esplode la corrente dell’ espressionismo tedesco, con due grandissimi autori come Fritz Lang e Friedrich Wilhelm Murnau. Lang, regista del capolavoro Metropolis, contribuisce esponenzialmente allo sviluppo delle tecniche degli effetti speciali del cinema. Il suo studio, per anni, fu all’avanguardia nel campo della fantascienza e dei film ad alto budget. La pellicola più famosa di Murnau è Nosferatu, storia tratta dal Dracula di Bram Stoker. Come autore Murnau fu il re della fotografia cinematografica, caratteristica peculiare dei suoi film.

In tempi più recenti Wolfgang Petersen, nel 1980, dirige U-Boot 96, icona indiscussa del moderno cinema tedesco sia per la grande abilità tecnica del regista sia per il tema trattato: la storia verte su un sommergibile tedesco in missione nell’ Atlantico centrale. È uno dei primi film di guerra ambientati “sott’acqua”. Impossibile non citare Werner Herzog, un mostro sacro del nuovo cinema tedesco: regista e documentarista legato alla realtà e alla distinzione di essa dai “fatti”, affascinato dalla natura estrema come in Grizzly Man e il più recente Cave of Forgotten Dreams, capace di opere immani come Fitzcarraldo.

Banda Baader

Il film ‘La Banda Baader Meinhof’ di Udi Edel, 2008.

Storia & Politica
In molti associano la Germania al nazionalsocialismo, ma in pochi sanno che negli anni ’10, immediatamente prima dell’istituzione della Repubblica di Weimar, lo Stato teutonico fu il Paese-guida per i socialisti europei, grazie alla Lega di Spartaco, un movimento marxista e pacifista guidato da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Leggenda narra che in certe guide turistiche “alternative” berlinesi pre-riunificazione fossero segnate le ubicazioni dei nascondigli utilizzati dagli spartachisti per sfuggire alle milizie prussiane.

Paese che vai, sovversivi che trovi. Voi come la prendereste se una giornalista tipo la Gabanelli fuggisse con un brigatista rosso per formare un gruppo terroristico atto a rovesciare l’ordine costituito? Ecco, chiedetelo ai berlinesi occidentali, che in una bella mattina primaverile del 1970 assistettero all’evasione di prigione del criminale di simpatie sinistroidi Andreas Baader, aiutato dalla giornalista Ulrike Meinhof. Insieme formeranno la Rote Armee Fraktion (RAF), detta anche Banda Baader-Meinhof, una delle più temibili organizzazioni terroristiche di sinistra degli Anni di Piombo.

Articolo scritto in collaborazione con Antonino Giurdanella

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