Sai come difenderti dall’Ideologia del Gender?

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata.
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita GENDER!


Ho preso in prestito le parole della poesia di Sandro Bondi “A Silvio per veicolare un concetto assolutamente chiaro nella mia mente: nella Ideologia del Gender ci puoi mettere quello che vuoi. Puoi prendere una cosa stupida e nobilitarla a verità, oppure puoi prendere degli studi particolarmente seri e tirarli a tal punto da renderli irriconoscibili. Ed ecco l’Ideologia del Gender.

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Ma come si fa a difendersi dalla Ideologia del Gender?
Vi starete sicuramente disarticolando sulla sedia a leggere l’ultima frase, eppure sì, bisogna difendersi dalla Ideologia del Gender. Ma prima di capire cosa sia questa ideologia/teoria e del perché ci si debba difendere, capiamo come mai abbia così spopolato negli ultimi tempi.

La società è cambiata, come spesso è accaduto negli ultimi secoli. In particolare, le società secolarizzate (Dio è morto, eh… non facciamo finta di non saperlo!). Buona parte delle persone che compongono la società non ha coscienza di questo profondo cambiamento, semplicemente attuano l’innata capacità d’adattarsi dell’essere umano. Inconsapevolmente si stanno passivamente adattando al cambiamento. C’è poi un’altra parte di società che si è accorta del cambiamento, un po’ perché ne è motore e un po’ perché ha assistito a fenomeni precisi. Questa parte di persone, dunque, attraverso la formazione personale, sia formale ché informale, ha sviluppato un senso critico nei confronti del cambiamento, potendosi così dare delle spiegazioni precise, anche se in continuo e dinamico mutamento. Resta poi l’ultima parte della società: quella che per mancanza di formazione ha sviluppato una sorta di vuoto cognitivo che non agevola la comprensione dei cambiamenti. Queste persone comprendono perfettamente che qualcosa è cambiato, ma rifacendosi al proprio bagaglio culturale non riescono a leggere la realtà.

Per esempio, un ventenne che ha vissuto tutta la vita in una famiglia chiusa nella propria comunità, seguendo precetti sociali dettati dall’alto o dalla tradizione stretta, senza subire i cambiamenti che le società aperte ricevono, quando si affaccerà sul mondo subirà uno spaesamento tale che metterà in pericolo il proprio senso di sopravvivenza: come poter vivere in un mondo che non parla la mia lingua? In soccorso a questa parte di società arrivano, quindi, i combattenti del Gender. Per questo prende piede così tanto una battaglia basata su presupposti platealmente falsi, pretestuosi, strumentalizzati e artificialmente rimpastati.

gender In questi ultimi anni, si è edificato da prima un castello Gender, lo si è riempito di cittadini spaesati, si è indottrinata ogni singola mente – senza lasciare la possibilità di costruire un senso critico attorno alle questioni – e, in ultimo, si sono aperte le porte spargendo piccole sentinelle in giro per il paese. Si sa, quando un gruppo organizzato inizia ad essere conosciuto, un po’ per curiosità e un po’ per necessità di senso d’appartenenza, tende ad allargarsi. E così l’indottrinamento si è strutturato a piramide e in modo capillare. Nel giro di pochi anni, dunque, si sono create delle truppe cammellate in ogni singola regione, pronte e scalpitanti per il Family Day del 20 giugno scorso. Semplice, lineare e infingardo. Ma a cosa serve avere una mandria di Genderisti Gentisti e Benaltristi in giro per il paese? Io mi sono dato due spiegazioni: una commerciale ed una partitica.

La prima è presto spiegata: quanti libri, giornali, gadget e altri ammennicoli saranno stati prodotti e smerciati attorno al Gender? Quanto si sono gonfiate le tasche di un adinolfi-tipo qualsiasi? La seconda, invece, è più sottile e delicata. Prendiamo i principali partiti che appoggiano la falsa Teoria del Gender: Lega Nord, Fratelli d’Italia, Casa Pound e Forza Nuova. Quali erano i loro argomenti di punta fino a qualche tempo fa, prima dell’esplosione del Gender? Partiamo dal fondo: per Forza Nuova la lotta all’immigrazione e la conservazione della cultura religosa e nazionalista, per CasaPound la difesa della patria e la lotta al comunismo, per Fratelli d’Italia i Marò e per la Lega Nord i terroni/immigrati/rom. I risultati elettorali di qualche tempo fa ci hanno dimostrato come le politiche di questi partiti non avessero prodotto grandissimi risultati (ricordiamo il 40% del PD, che piaccia o non piaccia). In quel periodo il Gender iniziava a tirare e si stava formando un buon seguito, come detto poc’anzi. E questo seguito, si sa, vota. E dunque SBAM! elettori gratis senza neppure fare troppi sforzi.

Per CasaPound, FN e FdI non è stato poi così complicato abbracciare la falsa Teoria del Gender: Dio, Patria e Famiglia, in fondo, son sempre stati nel loro DNA. Per la Lega ci è voluto un po’ e si è dovuto trovare un compromesso. Dio, ricordo, fino a qualche tempo fa per la Lega era Odino, la patria era la Padania e la famiglia era un po’ come capitava. Dunque per Salvini gli omosessuali non vanno discriminati, ma la famiglia è una, composta da uomo, donna e bambino. Preferibilmente non rom e non zecche.
Compreso il perché ha così ben funzionato, proviamo ad addentrarci nel cosa è l‘Ideologia del Gender.

Cos’era e cos’è la Gender Ideology?
A bene vedere, il termine Ideologia del Gender è un meltin pot lessicale, un minestrone di italiano e inglese: ideologia del genere (o di genere) e gender ideology. Fino al 2006 – già, amiche e amici, solo 9 anni fa – si affermava un pensiero per il quale l’ideologia del genere, anche conosciuta come ideologia maschilista, prevedesse precisi ruoli, costumi, comportamenti di un certo tipo per maschi e femmine biologiche: per spiegarmi sinteticamente cito Bonnie Spanier inIm/partial science”: «Si parla di “ideologia di genere” o, più precisamente, di “ideologia maschilista”, per indicare l’attuale asimmetria di potere tra gli uomini e le donne nella società occidentale; quelle credenze predominanti nel mondo occidentale dell’uomo bianco che hanno diffuso i valori, impliciti ed espliciti, riguardo alla naturalezza (e correttezza) della dominazione di un gruppo (maschio, bianco, proprietario, colonizzatore) su gruppi subordinati (femmina, nonbianca, non proprietaria, colonizzata».

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Come?! direte voi, l’Ideologia del Gender dice esattamente quello che i promotori del Family Day sostengono? Che l’uomo va a lavorare e guida il camion e la donna alleva i figli e stende i panni?! Già, sembra folle, eppure pare così. Non ci addentreremo nella discussione sulla validità scientifica degli scritti di Spanier in questa sede, ma manteniamo come punto di partenza quanto appreso, ovvero che la pericolosissima Ideologia del Gender, agli albori, prevedeva esattamente ciò che difendevano dal palco del Family Day  i vari Adinolfi, Miriano, Giovanardi e compagnia briscola.

Il primo strumento, dunque, per difendersi dall’Ideologia del Gender – o meglio, da chi la usa come argomentazione contrapposta al riconoscimento dei diritti civili per le persone LGBT – è sapere che no, non esiste. E chi la utilizza come argomentazione sta o deliberatamente mentendo (“ottavo: non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo” cit.) oppure ignora completamente di che cosa stia parlando.
Ma entriamo nel dettaglio di cosa professano i difensori della famiglia naturale-tradizionale-cattolica – come se veramente fosse in pericolo, per altro!

L’Ideologia del Gender – che viene indistintamente anche chiamata Teoria del Gender o, ancor meglio, solo Il Gender prevederebbe la negazione di differenze biologiche tra esseri umani maschi e femmine. Questo pericoloso Gender sarebbe un complotto della potente lobby gay internazionale (???) che anela a dominare la terra e ad annientare le religioni del mondo, in particolare il Cattolicesimo. In buona sostanza, secondo i detrattori de Il Gender, la potente lobby gay finanzia azioni per instillare nelle piccole testoline dei bambini il concetto che ciò che ci si ritrova tra le gambe non conta nulla, poiché in età adulta potranno decidere se avere il pipino o la pipina a seconda di come gli gira la mattina.

So che già solo arrivati qui si potrebbe chiudere la pagina e tornare alla vita reale, là fuori nel mondo, dove lobbisti gay, rettiliani e sirene sono confinati in pochi milligrammi di Leponex. Ma proviamo ad addentrarci nella psicosi di massa che sta affliggendo sempre più menti nel nostro paese. Vorrei dunque fornirvi un ulteriore strumento per difendersi dalla falsa Teoria del Gender.

Si parla, nel Gender, di annullamento delle differenze di genere (maschile e femminile). Notoriamente, senza entrare troppo nello specifico, una donna omosessuale (in quanto tale) non tende ad avere il pene al posto della vagina (uso ragionamenti elementari nel caso un Gender in Piedi dovesse atterrare su questa pagina). E come mai? Perché l’orientamento sessuale differisce dall’identità di genere, che a sua volta differisce dal ruolo di genere, che a sua volta differisce dall’orientamento di genere… ma non esageriamo con le cose.

16348345208_975e9cb94f_zChiarendo sin da subito che l’individuo è complesso, e complessa è la sua relazione con la società, e che in tutta questa complessità mai mi permetterei di mancare di rispetto ad un individuo che sceglie come vivere la propria esistenza; qui tento solamente di semplificare il concetto per rendere facile la difesa alle azioni di disinformazione del fronte “Family Day 2.0”. Per altro, tutte queste classificazioni sono proprie di studi antropologici e sociologici: termini, concetti, basi culturali e epistemologia non sono affatto condivisi tra tutta la popolazione. Ovvero: molti di voi non ci capiranno un’acca, e, in fondo, è giusto così, altrimenti saremmo tutti antropologi e sociologi, no?

L’orientamento sessuale è “quella cosa” che serve a definire se una persona è bisessuale, eterosessuale od omosessuale. Rispettivamente: la prima se attratta da persone sia di sesso uguale ché di sesso differente, la seconda se attratta da persone di sesso differente dal proprio e la terza se attratta da persone dello stesso sesso. Chiaro, no? Orientamento sessuale, ovvero, dove mi oriento in campo sentimentale e sessuale. Facile, pulito, semplice.

L’identità di genere, invece, concerne la sfera di ritrovarsi o meno nel corpo in cui si nasce (semplificando estremissimamente e ricordandoci che è una questione squisitamente occidentale). Ovviamente non è così semplice, per il discorso di cui prima, ma in estrema semplificazione in questo caso possiamo parlare di cisgender (maschio in corpo di maschio e femmina in corpo di femmina, lasciando da parte la questione della percezione da parte della società) e transgender (maschio in corpo di femmina e femmina in corpo di maschio). Per altro, parlando di genere spesso e volentieri ci si dimentica colpevolmente delle persone intersessuali. So che questa esemplificazione maxima è fortemente imprecisa, ma vi prego, mettetevi nei miei panni!

Dunque abbiamo due cose completamente differenti: orientamento sessuale e identità di genere. Nel Gender sono volutamente mescolati – ricordandoci sempre che Il Gender è stato inventato da cattolici dichiaratamente integralisti, come Dale O’Leary appartenente all’Opus Dei. Si ottiene dunque, sempre gendermente parlando, che un omosessuale maschio non è un “uomo vero”, ovvero con l’identità di genere maschile e orientamento omosessuale, ma un “uomo gender”, ovvero uno col pipino ma che “fa la femmina”. Ohibò! Eppure chi sta scrivendo è decisamente omosessuale e io mi percepisco proprio maschio, con tanto di genitali maschili a corredo e gingilleria varia!

Questa è certamente la falsità più grossa alla base della falsa propaganda sulla altrettanto falsa Ideologia del Gender.
Ci sono altre mille e più questioni che si possono smontare nei combattenti del Gender, ma già così direi che si può avere un quadro abbastanza soddisfacente.

Riassumendo gli strumenti di difesa:

  • chi vi parla di Ideologia del Gender o sta volutamente mentendo o non ha idea di cosa si stia parlando (nel primo caso consiglio l’interruzione della discussione, nel secondo siete liberi di proseguire nel debunking)
  • l’Ideologia del Gender mescola orientamento sessuale con l’identità sessuale: basta far capire le due differenze e il gioco è fatto. Se persiste il concetto del Gender nella mente dell’interlocutore, procuratevi acqua santa, crocefisso in argento e paletti di frassino.

Davide Bombini

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