Happy Birthday Mr. Mp3!

Ci sono rivoluzioni che hanno cambiato la storia a suon di proteste, scontri, lotte spesso armate, spari: sono quelle che usiamo come tacche sulla linea del tempo, quelle che in tanti ricordano perché si studiano a scuola. Ci sono altre rivoluzioni che invece avvengono più in piccolo, fanno meno rumore, ma in qualche modo influenzano anch’esse da vicino il nostro modo di vivere.

Il 14 luglio riporta alla memoria della maggioranza di noi la presa della Bastiglia, la Rivoluzione francese, bandiere rosse bianche e blu che sventolano nel cielo, ma è stato anche l’anniversario di una rivoluzione nel campo della musica. Nel 1995 un gruppo di ricercatori, coordinati dall’ingegnere italiano Leonardo Chiariglione, ha creato l’algoritmo che definisce l’mp3.

ipodL’mp3 è uno dei formati di compressione più noti e utilizzato oggi: con una minima perdita di qualità (taglia infatti le frequenze meno percettibili dall’orecchio umano) consente di comprimere notevolmente un file audio e quindi di farlo viaggiare velocemente in rete. Gli studi sono iniziati nel 1988, con la nascita del gruppo Mpeg (Moving Picture Expert Group) e da lì il campo si è notevolmente allargato: alla fine degli anni ’90 vengono commercializzati i primi lettori mp3, il primo Ipod arriva sul mercato nel 2001 e oggi ci sembra quasi impossibile vivere senza Spotify: nessuna di queste successive innovazioni sarebbe però stata possibile senza l’mp3.

Non solo: l’mp3 ha cambiato completamente il modo di fruire la musica. Viaggiando così veloce sulla rete ha permesso a milioni di utenti di scambiarsi brani in modo più o meno legale: Napster e gli altri siti pirata, dove era possibile scaricare musica gratuitamente, e l’Itunes store, dove invece è possibile scaricare i brani a pagamento, semplicemente non esisterebbero. Sia Napster e soci sia l’Itunes store rendono possibile una fruizione utente-centrica: non è più l’artista a imporre la propria musica, concentrandola in un cd, che si era obbligati a comprare per intero, ma è  l’utente a imporre il proprio gusto, creando playlist che possono includere brani dei generi più disparati.

musica cd

Ora abbiamo quindi maggiore libertà di scelta e di scambio grazie all’mp3 ma forse anche minore pazienza o costanza nell’ascoltare la musica. Prima per un cd si spendevano almeno dieci euro e, come scrive Nick Hornby nella prefazione alla nuova edizione di Alta Fedeltà, libro cult per gli amanti della musica

compravi un album e per un po’ dovevi accontentarti di quello. All’inizio alcune tracce ti piacevano più di altre, ma siccome ne avevi a disposizione otto, dieci o dodici al massimo (magari anche qualcuna in più se si trattava di un cd più recente) era impensabile ascoltare solo quelle che ti piacevano di più, così le ascoltavi tutte dall’inizio alla fine, ininterrottamente, fino a quando di quell’unico album non ti piaceva tutto.

Oggi invece un singolo solo può fare la fortuna di una band o di un cantante, viceversa un brano non troppo accattivante al primo ascolto può decretarne l’improvviso declino o il mancato successo. Il modo di ascoltare la musica è insomma uno specchio delle relazioni umane ai nostri tempi: possibilità quasi infinite, conoscenze in maggioranza superficiali, poca voglia di approfondirle.

musicassetteNella prefazione alla nuova edizione, scritta in occasione dei vent’anni del libro, Hornby si chiede che cosa sarebbe successo ai suoi personaggi in un ipotetico sequel, ambientato ai tempi di Spotify e non più delle cassette musicali. Io mi chiedo invece come sarebbe stata la storia con gli mp3 di mezzo: il giovane deejay Rob, che per impressionare la futura fidanzata Laura le aveva fatto una cassetta, che cosa farebbe oggi? Le dedicherebbe una playlist? Oppure, sommerso dall’indecisione, perso tra i troppi brani a disposizione, lascerebbe semplicemente perdere?

Anche da questa piccola supposizione capiamo come, nolenti o volenti, la realizzazione di un algoritmo abbia rivoluzionato la vita di moltissime persone. Buon compleanno mp3!

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