Lo stoner rock, ovvero la scena di Palm Desert e i Kyuss

kuyss-blues-for-the-red-sunGiugno 2015, sono al Botanique di Bologna a vedere gli Eagles of Death Metal. Al solito: Josh Homme batteria, Jesse Hughes voce e chitarra. Hughes continua ad essere il Mick Jagger repubblicano. La sensazione è che tre quarti delle canzoni siano uguali e che certa musica sia ormai anacronistica. Diciamo che se volevo sentire una cover band degli ZZ Top me ne andavo a passare la serata in Texas, non in Emilia. Homme rimane lì, alle pelli, inerte alla decomposizione live di quel dinosauro. Ma c’è stato un tempo in cui il dinosauro non era lui.

Playing in the desert was the shaping factor for Kyuss. There’s no clubs here, so you can only play for free. If people don’t like you, they’ll tell you. You can’t suck

Suonare nel deserto è stato il fattore determinante per i Kyuss. Non c’è nessun club da queste parti, quindi devi suonare gratis. Se non piaci alla gente, te lo dicono. Non puoi fare schifo e passarla liscia

1987, Palm Desert, California del Sud. Un gruppetto di quattro ragazzini, John Garcia alla voce, Josh Homme alla chitarra, Chris Cockrell al basso (a cui subentrerà poi Nick Oliveri) e Brant Bjork alla batteria, fondano i Katzenjammer. I ragazzetti si ispirano a certe improvvisazioni acide di Black Sabbath, Hawkwind e Deep Purple, ma soprattutto alla band di La Quinta (una cittadina sperduta laggiù nel Grande Ovest), gli Yawning Man, che stava cominciando a praticare delle lunghe improvvisazioni in stile jazz punk, alimentate dall’uso spropositato di marijuana, peyote, LSD e funghi allucinogeni.

kyuss

Palm Desert è un paesino di meno di cinquantamila anime, uno sputo in mezzo al deserto e all’afa. Ed è qui, in questo posto dimenticato dal refrigerio (poi se anche da Dio, non so) che i Nostri cambiano nome dal complicato Katzenjammer in Kyuss (si tratta di una dedica a Dungeons and Dragons) e nel 1990 fanno uscire Sons of Kyuss, senza grandi clamori. È nel 1992, infatti, che le melodie erose dall’acido di Josh Homme e i suoi salgono alla ribalta underground con lo storico Blues For The Red Sun, titolo emblematico sul poco che ci fosse da fare per non pensare al caldo, da quelle parti: del blues (distorto, ma sempre blues).

È l’album spartiacque: i critici lo chiameranno a posteriori stoner rock (“stoned” in inglese è “fumato, drogato”) o desert rock. Più semplicemente si tratta della scena di Palm Desert che stava sbocciando. Fu Manchu, Karma to Burn, Mondo Generator e Queens of the Stone Age (nati dopo, dalle ceneri dei defunti Kyuss) sono solo alcune realtà formatesi grazie alla “scoperta del deserto”.

Sì, perchè la buona vecchia California, una delle regioni musicalmente più fertili del Novecento, era stata caratterizzata dalle melodie dei grandi centri urbani, San Francisco e Los Angeles su tutti, dove avevano avuto luce il rock da spiaggia, il rock melodico, il punk hardcore e il pop punk, fino ad arrivare al nascente metal (che poi si sarebbe suddiviso in thrash, sludge, doom, eccetera eccetera). È la rivincita delle periferie, delle cittadine in mezzo al nulla che nessuno caga.

rancho

Lo stoner rock arriva nelle radio indipendenti dei college americani col suo incedere lento ma inesorabile, erodendo tutto quello che trova attorno come una delle tante tempeste di sabbia di Palm Desert.

Successivamente, i maggiori esponenti della scena di Palm Desert si ritroveranno a Joshua Tree, nel leggendario Rancho de La Luna (da qui una delle più famose canzoni di Salmo) , un ranch convertito in studio da Josh Homme, per registrare le Desert Sessions: tre giorni di improvvisazioni in preda ad acidi e LSD, che sono ancora, tutt’oggi, delle pietre miliari per chiunque voglia cimentarsi nel rock alternativo. I ragazzini del deserto erano cresciuti ormai, e si preparavano a diventare dei dinosauri qualunque.

Leo Notte di 1992 ha detto che “Invecchiare fa schifo”. Mi sa che aveva proprio ragione.

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1 commento
  1. Antonio ha detto:

    Anch’io ero a giugno a vederli al botanique e Homme non c’era… c’era un’altro batterista. Ero in prima fila… Homme non ha suonato in quel tour.

    Mi piace

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