I 114 anni di Eiji Tsuburaya

L’uomo del giorno, seppur purtroppo non più tra noi, è Eiji Tsuburaya; molti di voi si chiederanno chi sia, soprattutto dopo aver aperto oggi la pagina di Google e vedendo il bellissimo Doodle proprio dedicato ai suoi 114 anni: genio assoluto e all’avanguardia nel mondo degli effetti speciali cinematografici, non solo ha gettato le basi per il film moderno, ma è stato anche il creatore del più famoso lucertolone gigante del mondo, Godzilla. E, se per i cultori del cinema ad effetti speciali è un mito mentre per i meno fanatici un perfetto sconosciuto, è comunque indiscutibile il contributo e l’eredità che il buon Tsuburaya ha tramandato alla pellicola delle generazioni successive.

Il Doodle dedicato a Eiji Tsuburaya da parte della Google.

Il Doodle dedicato a Eiji Tsuburaya da parte della Google.

Ma partiamo dal principio. All’anagrafe Eiichi Tsumuraya, Tsuburaya nasce il 7 luglio 1901 a Sugasawa, nella prefettura di Fukushima. I suoi anni giovanili vengono vissuti ben lontani dall’ambiente cinematografico: appassionato di modellini dell’aviazione giapponese, Eiji compie prima il servizio militare e poi completa i suoi studi nel mondo del commercio, lavorando per una fabbrica di giocattoli. Il suo destino però comincia a compiersi nel 1927 quando, dopo aver conosciuto il regista Yoshiro Edamasa e aver compiuto degli occasionali lavoretti come assistente alla fotografia per la casa di produzione Nikkatsu, viene assunto in pianta stabile come cameraman in alcuni grossi studios di Kyoto. Da questo momento, la carriera di Tsuburaya è un continuo innovare, sperimentare, reinventare e apprendere: in questi anni fu il primo a utilizzare, per esempio, il fumo scenico e una delle primissime telecamere a software Java, dimostrando una grande attitudine alla creazione di effetti speciali, soprattutto grazie alla sua raffinata tecnica di sovrapposizione delle immagini.

Durante tutti gli anni ’30 la fama di Tsumuraya continua a crescere tanto da attirare l’attenzione dei big del settore cinematografico: nel 1938 si insedia infatti nel dipartimento delle arti speciali della Toho, colosso del settore. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la produzione e l’attenzione di Eiji si focalizzano sulla propaganda, sfornando una serie di film (sotto decreto del Governo Imperiale Giapponese) arricchiti di effetti speciali esplosivi e riprese dagli areoplani.

Tsuburaya durante le riprese di Godzilla

Finita la Guerra e l’occupazione da parte degli americani, Eiji Tsuburaya ritorna a occuparsi di film dell’orrore e di fantascienza, maturando la sua insolita passione per quei mostri giganteschi che passeranno poi alla storia: rimasto folgorato dal fascino di King Kong, lo scimmione uscito nelle sale americane alcuni anni prima, Tsuburaya riversa tutto il genio e la fantasia nella sua creatura più celebre: Godzilla (Gojira in lingua madre, che guarda caso ricorda la parola “gorilla”!) prende vita nel 1954. Il dinosauro spaccagrattacieli imbevuto di radiazioni viene creato facendo indossare la mostruosa tuta all’attore, che si dimena in mezzo ad una metropoli in miniatura muovendo una testa meccanizzata: illuminando molto la scena e accelerando considerevolmente le riprese, Tsuburaya riesce ad ottenere un effetto realistico e coinvolgente mai raggiunto da nessun altro prima di lui. Anche se oggi questi effetti speciali possono apparirci esageratamente grezzi, il successo ai tempi si rivela senza precedenti, compensando l’enorme spesa di 60 milioni di yen – allora cifra fuori misura.

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Nel 1963 Eiichi arriva a fondare il suo personale laboratorio di effetti speciali e casa di produzione: gli Tsuburaya Productions: è proprio tra queste nuove mura che nasce un’altra famosa idea fantascientifica, il supereroe Ultraman. Questo Power-Ranger alto quaranta metri è protagonista di una serie di 40 episodi, trasmessi tra il 1966 e il 1967, e il suo compito è combattere contro dinosauri e altri mostruosi esseri che minacciano la vita sulla Terra.

Tsuburaya con il suo Ultraman.

Tsuburaya con il suo Ultraman.

Il passo successivo sarebbe stato per Eiji la coronazione ultima del suo sogno: un remake di King Kong in pieno stile Tsuburaya. Tra il produttore e lo scimmione però vi si intromette la morte – Eiji resta vittima di un infarto nel 1970 a Tokyo.
Nella sua lunga carriera cinematografia ha supervisionato oltre 250 film, sfoggiando un’incredibile versatilità e ispirazione torrenziale, dimostrando un genio che ha raggiunto l’apogeo quando la mostruosa famiglia di kaijū (i mostriciattoli) è apparsa per la prima volta sul grande e sul piccolo schermo, affascinando generazioni di spettatori di ogni età e riempiendo anche oggi un importante posto nell’immaginario collettivo.

Grazie Tsuburaya!

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