Arte da bere: la Coca-Cola

CETw-S8WYAAbdaTCiò che è grande di questo paese è che l’America ha iniziato la tradizione per cui i consumatori più ricchi comprano per la maggior parte le stesse cose di quelli più poveri. Tu puoi vedere alla TV la pubblicità della Coca-Cola e sai che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c’è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo un barbone all’angolo. – Andy Warhol

Oggi, cari lettori che boccheggiate sotto il caldo estivo che, personalmente, spero duri il più possibile, vi vengo incontro con un articolo rinfrescante e dissetante, che parla de “la Signora indiscussa delle bibite gassate”: la Coca-Cola. Attenzione, quindi: se siete amanti della Pepsi questo articolo potrebbe irritarvi!

La domanda è lecita: che c’entra la Coca-Cola con l’arte? La risposta è semplice: non solo quella bottiglietta di vetro che probabilmente tenete nel frigo è stata ideata e costruita a regola d’arte, ma la Coca Cola ha avuto un impatto sulla cultura pop del secolo scorso tale da vantare un marchio che ha fatto storia semplice, unico e distintivo, diventando anche protagonista delle opere moderne più famose.

L'evoluzione del logo Coca Cola

L’evoluzione del logo Coca Cola

Correva il 1886 quando il farmacista statunitense John Stith Pemberton inventò la formula di quella che sarebbe diventata la Coca-Cola, come rimedio per la stanchezza ed il mal di testa; ironia della sorte, la bevanda ebbe scarso successo e, indebitato fino al collo, Pemberton fu costretto a venderne i diritti all’uomo d’affari che, pochi anni dopo, a capo della Coca-Cola Company, la rese un brand mondiale. Dal momento della nuova gestione, la Coca-Cola si è fatta strada nel mondo lasciando la sua impronta rossa, bruna e bianca che la caratterizza sulla tavola apparecchiata, nel frigorifero, nelle organizzazioni sportive e negli eventi musicali, diventando un brand universale: ad oggi, il 94% delle persone nel mondo riconosce la sua scritta bianca su sfondo rosso a prima vista e il suo nome è il secondo termine più conosciuto dopo ok. Il segreto di questo successo? Sicuramente il Coca-Cola concept ha i suoi meriti: l’inconfondibile logo e l’iconica bottiglietta di vetro sono ormai radicati tra di noi come un linguaggio universale.

Steve Kaufman - Coca-Cola V

Steve Kaufman – Coca-Cola V

Onnipresente nelle pubblicità allegre e spensierate in cui ogni persona sembra scrollarsi di dosso tutti i pensieri appena stappa la sua bottiglia della bevanda magica, l’inconfondibile logo della Coca-Cola ha stregato gli artisti e i grafici più famosi grazie all’atmosfera pop-retrò che da sempre la accompagna. Accostato ad una bella donna desnuda da una tela di Mel Ramos (il cui titolo, The Pause that Refreshes, è anche uno degli slogan del prodotto), rappresentato nelle classiche tinte da pop art nella bellissima composizione Coca-Cola V di Steve Kaufman o punto d’ispirazione anche per la produzione artistica nostrana (Coca-Cola di Mario Schifano ), il marchio è diventato un elemento irrinunciabile dell’immaginario dell’uomo contemporaneo, a cui non resta altro che vivere a suo modo il momento di frizzante refrigerio regalatogli da una scritta bianca su sfondo rosso.

La vera protagonista, però, è la sexy ed evergreen musa trasparente traboccante di questo drink che ci è tanto caro. Il 2015 è infatti il centesimo anniversario della stupenda bottiglietta di vetro, dal design sensuale e pop progettato in modo da essere riconoscibile anche solo al tatto o, addirittura, frantumato in mille pezzi a terra, per citare il brief che ha portato alla sua creazione. E la Contour (dal francese “Contorno” , il nome della bottiglietta) è stata all’altezza delle aspettative, conquistando tutto il mondo e divenendo la compagna di tavola, serate e zaino di ognuno di noi, dal bambino assetato dopo una partitella di calcio alla diva di Hollywood in pausa sul set.

Andy Warhol - Coca-Cola Bottles

Andy Warhol – Coca-Cola Bottles

Tant’è che, mentre viene definita dal filosofo e critico Arthur Danto una delle forme classiche della sensibilità moderna, nel 1962 Warhol le ha dichiarato amore eterno rappresentandola per ben 210 volte nella stessa tela. Pure Salvador Dali immerge questa femme fatale di vetro nelle sue tipiche atmosfere surrealiste nel dipinto Poetry of America. Altro che lineamenti soffici e carnagione pallida: la nuova musa ispiratrice è alta una decina di centimetri, ha il collo lungo e un cappellino di alluminio in testa. Inoltre, questa celebrità non ha nemmeno subito cambiamenti radicali nel corso dei decenni, mantenendo una tradizione ed una riconoscibilità che le hanno spalancato le porte dei nostri cuori (e dei nostri portafogli), sbaragliando in continuazione imitazioni e diretti concorrenti nel settore dei soft drinks alla cola. Una vera e propria donna angelo irraggiungibile.

I cambiamenti della Contour negli anni.

I cambiamenti della Contour negli anni.

In questi 100 anni, che sia sotto forma di logo, bottiglietta o lattina, la Coca-Cola è diventata simbolo di divertimento, semplicità, concetto artistico; con la capacità di comparire in realtà e culture lontanissime tra loro, unendo tutto il mondo in un sorso.
Se non è un capolavoro d’arte questo!

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: