Muse, Drones – la recensione

Finalmente è uscito, con buona pace dei fanatici del trio inglese: il nuovo album dei Muse è pronto per essere ascoltato per intero.

dronesSottolineo per intero, visto che è un concept album e visto che ci è stato proposto a smozzichi e bocconi con dei video su youtube che hanno smorzato l’attesa (in teoria) ma che hanno dato un’idea piuttosto fuorviante del disco in sé (in teoria). Si, perché questo nuovo, attesissimo, agognato album arriva dopo solo tre anni dal precedente (e per me sufficiente) The 2nd Law.

I paragoni con il predecessore si sprecano, subito al primo ascolto: lo stile ormai è quasi consolidato del power trio che sta snellendo la propria complessità compositiva prendendo a prestito un po’ in giro per la musica della madre patria (tipo, ancora una volta, i Queen) e continuando, come tematiche, a battere il ferro su teorie cospirative e distopiche commercializzando quanto Orwell e Dick hanno reso epico.

Drones si apre con Dead inside che ricorda tanto, molto, troppo i Queen anni 80 nel loro periodo più pop e glamour (ma anche Panic Station del precedente The 2nd Law) con la differenza che i Muse non sono i Queen, o meglio, Matthew Bellamy non può essere Brian May e Freddy Mercury insieme: dei due l’uno e – sinceramente e per fortuna anche – nessuno dei due.

L’effetto che fa è molto vicino al tipo “i Muse fanno una cover dei Queen”, poco attraente. La conferma che si tratta di un concept album la troviamo subito con [Drill Sergeant]: venticinque secondi di sergente maggiore sailcazzo che intima al poveraccio di turno di tramutarsi in un killer professionista.

Psycho, il primo singolo che abbiamo potuto ascoltare, delude parecchio: un banalissimo giro blues che nemmeno alla seconda lezione di chitarra ti propongono condito con un gusto alla Marilyn Manson nei vocals e nell’effetto totale, molto simile all’ultimo lavoro del Reverendo Manson come intenzione. Mercy ci riporta a Starlight, ben tre album fa, brutto sintomo del fatto che per le ballate il gruppo non si è spostato di una virgola: peccato, nonostante sia un pezzo carino.

Reapers e The Handler spostano un po’ il tiro mostrando la pelle vera del gruppo con virtuosismi che ricordano vagamente Absolution e Origin of Simmetry (saranno sicuramente i due pezzi che i fans sfegatati e più integralisti apprezzeranno di più, ci metto la mano sul fuoco): diciamo che svoltano il disco verso una genuinità più vicina all’identità a cui il trio ci ha abituato e con cui ha sfondato. [JFK] spezza il disco/la narrazione e fa da intermezzo verso la parte di svolta della storia: Defector, Revolt ed Aftermath ci riconsegnano i Muse come li abbiamo conosciuti anche se i coretti armonizzati sono decisamente presi a prestito da chi ne ha fatto un marchio della propria epicità: ancora una volta i Queen!

Si arriva un po’ confusi a The Globalist: una piccola suite di 10 minuti in tre parti con un inizio fischiettato molto spaghetti western che, sicuramente, Tarantino tra 20 anni riesumerà in maniera assolutamente trash. Doveva essere il pezzo-monolite dell’album ma, sinceramente, delude molto le aspettative risultando un po’ un brodo allungato nemmeno tanto brillantemente, Knights of Cydonia docet. Il disco si chiude con Drones, un “a cappella” (anche di cane, volendo) con intrecci vocali che non si sa perché ma c’è, esiste ed è la traccia che chiude il disco, anzi, il concept album.

Dite che sono stato troppo severo? Vi porto alcuni presupposti da cui sono partito dopo aver sentito per un pomeriggio intero questo disco, la completa discografia dei Muse (una volta per ogni album) ed alcuni dei concept albums realizzati negli ultimi anni.

Ebbene, la storia: cospirazioni, controlli mentali, armi, guerre, tecnologia tutto fuso insieme in un solo disco è un presupposto per un’impresa incredibile che al gruppo non riesce; sono tematiche trite e ritrite anche sbeffeggiate dalla rete, sebbene il dualismo uomo-macchina, sin dai tempi di Matrix (ma era il 1999!) siano ancora molto in voga soprattutto nel grande schermo.

DronesBandshotLa musica? I Muse fanno dischi uguali da Black Holes & Revelations in cui ripropongono le stesse identiche ricette di canzoni con gli stessi identici ingredienti: tre album uguali quando pochi anni prima hanno sfornato in serie Showbiz, Origin of simmetry ed Absolution che ci hanno fatto gridare al miracolo, con brani di cinque minuti in media che spaccavano tantissimissimissimo, oltre che mostrare una tecnica incredibile!

Il paragone non regge.

Come non regge con altri concept album recenti, due su tutti: American Idiot dei Green Day che, ok di certo non è il mio genere, ma è un concept riuscito, con una storia che fila, godibilissimo e che mostra una band in evoluzione verso “altro” che non sia un punk rock californiano duro e puro; l’altro è Ziltoid the omniscent di Devin Townsend (un uomo che ha fatto del trash e del prendersi poco sul serio un marchio di fabbrica) mostrando come la sci-fi ed il metal estremo, con picchi di meravigliosa melodia, possano andare di pari passo con la parodia e il comico, assolutamente geniale!

Non ho preso in considerazione i vari The Wall e Tommy, nemmeno Ok Computer (che in fatto di discussione sulla tecnologia ne ha fatto un benchmark musicale), altrimenti il 6 che do a sto disco sarebbe stato puramente regalato.

The 2nd Law era un disco carino, questo è una copia sputata, comprese di tematiche, senza che avesse bisogno dell’adesivo “concept album” per funzionare. Oh, parliamo dei Muse, se fanno un disco godibilissimo, ascoltabilissimo, che sicuramente dal vivo sarà davvero coinvolgente, non li libera dalla maledizione del supergruppo che deve sconvolgere l’ascoltatore! Dai Muse mi aspetto sempre il meglio del meglio del meglio: esplosioni, arcobaleni, giochi di prestigio ed anche una svolta, mannaggialapupazza! Vorrei che, ascoltando il prossimo disco, la lasagna facesse esplodere le mie papille gustative con un gusto nuovo.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: