Million Dollar Gamey

Il 1° Maggio, su Kickstarter, è stata aperta una campagna per la creazione di un nuovo videogioco, “Yooka-Laylee”. Partito dai ragazzi della Playtonic, il team conta all’interno nomi importanti della Rare, tra i quali i creatori della famosa saga Donkey Kong e del leggendario Banjo-Kazooie.

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I traguardi della campagna, disponibili sulla pagina di Kickstarter

La campagna chiedeva almeno 175.000£ per il completamento del gioco, aggiungendo altri traguardi corrispondenti a cifre maggiori, come da prassi sul famoso sito di crowdfunding. Prima della nascita della campagna erano disponibili solo pochi screenshots del gioco, e pochissimo altro; al lancio della campagna è stato mostrato un trailer di pochi minuti. Nelle prime 24 ore la campagna ha raggiunto il milione di sterline, raggiungendo il minimo di 175.000 in 40 minuti; al momento siamo a più di 1,75 mln con più di 50.000 sostenitori, con una media di più di 300 £ a testa.

Ogni utente ha la possibilità di donare una quantità diversa di denaro, in cambio della quale può ricevere qualcosa, in proporzione a quanto versato: con 5£ si hanno i ringraziamenti da parte della Playtonic; con 10£ si riceve il gioco in formato digitale via Steam; con il massimo della donazione, pari a 3.375£ (4.725€ al cambio del sito), si può ottenere la possibilità di doppiare un personaggio del gioco. Ad oggi si possono donare ancora 5.000£ (7.000€). Nessuno si aspettava un simile successo, soprattutto gli sviluppatori. La campagna per Yooka-Laylee è stata, nella storia, la campagna di crowdfunding più redditizia del Regno Unito.

In un’intervista al The Guardian, Gavin Price, il capo del progetto, ha affermato che i traguardi sono stati raggiunti seguendo il feedback della community – che ha per esempio richiesto a gran voce una versione per console – ed evitando di sovraccaricare il progetto per non rischiare di perdere di vista l’idea iniziale.

Il gioco è un platform classico in 3D creato sulla linea di Banjo-Kazooie (è infatti considerato il successore spirituale), con protagonisti Yooka (la lucertola verde) e Laylee (la “pipistrella” viola). Il gameplay prevede un accumulo di collectibles, un arsenale di abilità dei personaggi, una colonna sonora da sogno (probabilmente sarà raggiunto il milione e mezzo, che prevede una colonna sonora orchestrata), mondi espandibili, macchine arcade con all’interno 10 titoli old-school di grande fama e moltissimo altro ancora.

L’uscita prevista del gioco è per Ottobre 2016. Ma, aspettate. Li sentite anche voi? «Spendere cinquemila euro per un videogioco?! Ma siamo pazzi?! Con tutte le persone che muoiono di fame al mondo, con tutte le persone che vivono sotto la soglia di povertà?!». «Nessuno pensa ai Marò?!»

No, scherzi a parte, è vero. Indubbiamente la scelta di spendere più o meno sei mesi di stipendio medio per un prodotto che si avrà tra un anno e mezzo (senza contare possibili rinvii), e il prodotto sarà un videogioco… Si, ammetto che la scelta può essere discutibile.

I nostri due Eroi

Ma proviamo a guardare la vicenda da un altro punto di vista. I videogiochi sono la multimedialità del futuro. Attenzione, non l’intrattenimento multimediale del futuro, la vera e propria multimedialità. Un futuro alla Minority Report, dove l’interfaccia utente è l’utente stesso. IGN qualche mese fa ha rilasciato un video nel quale mostra un possibile futuro in cui gli utenti interagiscono con un computer al posto di mouse e tastiera grazie a se stessi, col supporto delle Hololens, cioè occhiali di Windows che permettono appunto di interagire coi software attraverso ologrammi.

Ora, non voglio dilungarmi in un discorso che affronterò sicuramente in un articolo a parte, ma il discorso è questo: abbiamo, più o meno, la possibilità di entrare nella storia. Non saremo i Pink Floyd della musica, ma saremo gli Alan Parson (citato come “importante contributo” in The Dark Side of the Moon, per citare uno solo degli album a cui ha partecipato). Una figura che qualcuno definirebbe marginale, sconosciuto ai più, ma importante ai fini del quadro generale. Chi di noi non avrebbe dato un sacco di soldi ai Pink Floyd sapendo quello che avrebbero fatto? Ecco, appunto.

Senza contare che dopotutto le persone devono avere il diritto di poter spendere i loro soldi come preferiscono, dalla cocaina ai videogiochi, passando per drink annacquati a 7€.
Senza contare la chiarezza e la trasparenza dimostrate dal team nei confronti degli investitori: sulla pagina Kickstarter è persino presente un grafico che rappresenta la divisione dei fondi tra tasse, comparto audio e gioco in sé.
Non ci resta che aspettare Ottobre 2016 e aprire il portafogli (almeno per me)!

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