L’Isis di nuovo in espansione: Palmyra, Ramadi e oltre

Dopo un momento di essenziale stasi su tutti i fronti, lo Stato Islamico ha ripreso la sua espansione: sul lato siriano il gruppo è riuscito a impadronirsi di Palmyra (in Siria) grazie a un’avanzata lampo che ha spazzato via le rimanenti forze governative nell’area. La conquista della città permette all’Isis di approvvigionarsi di risorse importanti tra cui quelle derivanti dal contrabbando di reperti archeologici, presenti in ingente quantità nella città che fu un importante crocevia in epoca romana e un centro religioso con diversi templi, dedicati a Baal e altre divinità, sui quali l’Isis può dimostrare al mondo la propria furia iconoclasta. Altro vantaggio deriva dal dato strategico: con la conquista di Palmyra, l’Isis spezza in due le truppe governative, lasciando senza linee di rifornimento le forze ancora presenti nell’est del paese.

palmyra

Quasi contemporaneamente l’Isis ha ripreso a espandersi anche sul territorio iracheno. Dopo il terreno perso grazie alle azioni intraprese dall’esercito iracheno debitamente supportato dalle truppe della coalizione internazionale, le forze dell’Isis sono entrate a Ramadi con un bilancio pesantissimo: 500 morti e oltre 8.000 sfollati. L’attacco si è svolto a partire da giovedì scorso con l’ausilio di bulldozer corazzati, preceduti da una decina di attentatori suicidi nella zona del varco d’ingresso principale al centro città. Data l’importanza economica e religiosa della città, il premier iracheno Al-Abadi ha dato ordine di accelerare l’addestramento delle nuove reclute delle forze di polizia e ha chiesto aiuto alle milizie sciite di Hashd Al-Shaabi, già schierate presso la base militare di Habanyia (a circa 30 km da Ramadi) con 3.000 effettivi. Gli Stati Uniti e le potenze associate stanno inoltre fornendo armi (principalmente mortai, RPG e fucili d’assalto) e addestramento a diverse tribù irachene.

L’ultima espansione in Iraq denota una nuova tecnica mutuata dalle organizzazioni criminali: le comunità vengono infiltrate e le leadership vengono soppiantate usando tecniche intimidatorie. E’ costante la creazione e messa a coltura di cellule dormienti, pronte ad attivarsi al momento del bisogno proprio come successo a Ramadi. Altre cellule sarebbero state stabilite anche in Libano, Arabia Saudita e in Cabilia.

palmyra3Lo Stato Islamico registra notevoli successi anche in Libia: sono stati respinti diversi tentativi delle forze del governo di Tobruk di riprendersi alcuni punti salienti del fronte tra cui la città costiera di Nufaliya (nei pressi di Sirte) e il quartiere Leithi di Bengasi. In quest’ultima occasione le forze Saiqa sono state respinte nonostante i bombardamenti di ammorbidimento effettuati dai MiG egiziani. Il bilancio finale per le forze libiche è uno tra i più pesanti del periodo post-Gheddafi: 9 morti e 35 feriti. Buona parte dello sforzo di Daesh si sta concentrando proprio qui in Libia: dopo 3 anni di guerra e un’autorità statuale pressochè inesistente, buona parte della popolazione accoglie di buon grado la legge coranica che riporta l’ordine e fornisce una certa sicurezza.

Tale crescita in Libia ha spinto diversi gruppi islamici fondamentalisti ad unirsi a Daesh, giurandogli fedeltà e incancrenendo ulteriormente la situazione. Secondo l’intelligence del partito libanese Hezbollah, ora il califfato punta a creare una contiguità territoriale tra Derna e Sirte in modo da creare un unico fronte in Cirenaica: ora punta dritto su Harawa.

palmyra4

Altra metodologia usata per l’espansione a livello planetario consiste nell’affiliazione di nuovi gruppi in paesi non ancora infiltrati dall’Isis: secondo fonti d’intelligence i gruppi che hanno giurato fedeltà al califfato sono quasi 40, alcuni grandi come Boko Haram, altri più piccoli ma con network di conoscenze in luoghi nuovi ancora non esplorati e con un notevole potenziale d’espansione.

palmyra5Ci si può chiedere il perchè di tale ripresa dell’espansione: una motivazione sta nell’abilità nello sfruttare la connivenza di determinati elementi degli apparati statuali dei paesi che circondano il califfato (Giordania, Turchia e Iran). Attraverso questi contatti l’Isis riesce a procurarsi facilmente nuove risorse: umane, militari ed economiche. In secondo luogo c’è la scarsa unità di intenti che denota la collaborazione tra i due principali oppositori regionali del califfato, ovvero Iran e Arabia Saudita: il primo è uno stato a base religiosa sciita duodecimana, mentre il secondo è sunnita. Entrambi i paesi sembrano combattere (specie in Iraq) mettendo al centro questa considerazione cercando di salvaguardare quello che sarà l’equilibrio di potenze quando si sarà posata la polvere.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: