Il progetto di Giulio e Vincent: in bici fino a Roma

Nella città universitaria per eccellenza – Bologna – ho incontrato Vincent e Giulio, che mi hanno subito travolto con la loro energia e il loro modo di fare frizzantino e spiritoso, raccontandomi del loro progetto, nato la sera di San Valentino.

Il motto della vostra fan page è “Speriamo di farcela” e vi siete definiti “due ragazzi abbastanza folli”. Presentatevi!
G. Giulio. V. Vincent, ma lui è Julyo, per gli amici. J-u-l-y-o coniato da me, perché io do un po’ nomi strani a tutti, anche ai miei familiari e anche a lui, perché ormai è uno di famiglia.
V. Siam già in crisi con la prima domanda. Vai tu? Vai tu, vai tu!
G. Bene, presentiamoci velocemente: siamo due ragazzi che studiano Design Industriale, qui a Bologna, tutti e due ventunenni. Ci siamo conosciuti l’anno scorso, anche se ci sembra di conoscerci da sempre. Diciamo che la nostra affinità consiste nel fatto che solo con un’occhiata abbiamo già capito quello che vogliamo dire, quindi ridiamo in anticipo. Poi, boh, per capire la nostra follia dovresti stare con noi almeno un giorno, ma forse anche solo in questi cinque minuti ti sei resa conto che non siamo proprio centrati. (ride)
Un esempio della nostra follia è che la scorsa settimana eravamo al Salone del Mobile a Milano e abbiamo ballato per 10 minuti sulle note di Lelly Kelly in tedesco (ride, ndr)…
V. Infatti adesso mi sto organizzando per cambiare la suoneria del buon Julyo nella canzone delle Lelly Kelly, ovviamente in tedesco.
G. Però, a parte tutto, anche la nostra avventura è nata in un modo abbastanza bizzarro. Io ho la ragazza che vive a Milano e questo San Valentino lei era a Milano e io a Bologna. Julyo mi chiama e mi fa “Ci vediamo stasera?” Allora abbiamo pensato di andarci a mangiare una pizza io e lui. In pizzeria, mentre ci guardavano tutti in modo un po’ strano, abbiamo deciso di dare una svolta alla serata. Ci siam detti “Facciamo un viaggio!”. Sul momento avevamo pensato di farlo in vespa, ma non ci piaceva più di tanto. Poi ci si è accesa una lampadina: perché non in bicicletta? Allora dopo aver fatto un paio di calcoli, abbiamo visto che era una cosa fattibile e abbiamo iniziato questo percorso a Febbraio, che pian pianino sta andando avanti.

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So che entrambi avete un passato da sportivi, confermate?
G. Dunque, quando ero bambino ho fatto 3-4 anni di nuoto, a livello amatoriale, per imparare; poi ho giocato 8-9 anni a pallacanestro a livello agonistico e poi son passato all’ultimate e al tennis da tavolo, sempre a livello agonistico. Dall’anno scorso, visto che non ci stavo coi tempi che detta l’università, mi sono messo a fare palestra.

Come fanno tutti gli universitari insomma.
V. Io invece ho iniziato a nuotare a 5 anni, poi fino ai 18 ho praticato pallanuoto a livello agonistico. Due anni fa mi sono fermato, poi ho ricominciato, ma ho avuto un problema con una spalla, che, assieme agli impegni universitari, mi ha fatto smettere il grande amore per la pallanuoto. Mi piacerebbe ricominciare, ma il fisico orma, essendo già vecchiotto, non me lo permette più! (ride, ndr).

Ma nessuno dei due ha mai fatto tragitti in bici più lunghi di casa-giornalaio. Com’è nata l’idea di andare in bici? Perché uno potrebbe anche fare un viaggio in autostop, ad esempio.
V. Io ho una vespa, una vecchia vespa, e allora si ipotizzava di farlo in vespa, appunto.
G. Solo che già eravamo un po’ strani, poi abbiamo iniziato a pensare a chi sarebbe stato davanti e chi dietro…
V. E poi comunque era troppo comoda per noi! (ride, ndr) Allora ci è venuta questa voglia: fare un viaggio in bici.
G. Eravamo d’accordo sul fare una vacanza, ma ci volevamo – e ci vorremo – godere anche il viaggio!
V. Esatto, non solo la meta! In bici ti gusti veramente il percorso.
G. Anche perché di fianco al negozio di biciclette in cui siamo andati la prima volta, c’era un’agenzia di viaggi e con 500 euro ti facevi una settimana a Sharm El Sheikh e abbiamo detto “O entriamo da una parte o dall’altra”. Siamo entrati in quello delle bici, come puoi immaginare.
V. Forse abbiamo sbagliato! Non lo so (ride, ndr) Lo scopriremo strada facendo.

Qual è il progetto che avete in mente?
V. Ok, il progetto nasce dall’idea che tutti possono andare in bicicletta, quindi anche noi. E vorremmo puntare anche sul fatto che se tutti possono andare in bicicletta, è fattibile anche fare un tragitto abbastanza lungo, senza preparazione però! Perché noi di bicicletta non ne sappiamo mezza, come si suol dire. Non è che scherziamo!
G. No, zero.
V. A me piace, però sono una di quelle persone normali che dice “Mi prendo su e vado a fare un giretto”.

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Quindi il nostro progetto parte da questo intento. “Speriamo di farcela” è proprio il nostro motto, ovvero speriamo di farcela senza avere delle basi concrete sulla preparazione.

E volete fare il giro dell’Italia?
G. Oddio tutta no… (ride, ndr)

Il percorso di base qual è?
V. Vogliamo andare verso Sud, perché…
G. C’ è meno montagna in pratica, perché andare al Nord poi incontri le Prealpi, le Alpi e noi siamo un po’ scarsini quindi…
V. Fare un qualcosa di fattibile. Ovvio che, volendo mettere in luce che tutti possono farlo, vogliamo fare un percorso fattibile.
G. Poi che sia anche un po’ carino, perché se devi girare solo su strade asfaltate.

Ditemi allora come pensate di organizzare la vostra biciclettata.
G. La partenza sarà qui a Bologna, poi andremo verso la costa adriatica, scenderemo sotto Ancona, tra le Marche e l’Abruzzo. Poi San Benedetto del Tronto, taglieremo l’Italia verso ovest per arrivare a Roma, facendo una tappa lì, per poi ritornare su seguendo la costa tirrenica e arrivare sempre a Bologna, attraverso il passo della Raticosa, perché ce l’hanno consigliato.

11169948_646798048785845_7597630407372475463_nV. All’inizio ipotizzavamo di fare il contrario, ovvero Raticosa e poi Toscana, però il primo giorno ci sarebbe da affrontare la montagna, quindi abbiamo concordato di aspettare e “farci un po’ la gamba” con l’Adriatica. Poi siamo alla ricerca di consigli, soprattutto per quanto riguarda le strade, perché noi ne abbiamo in mente due, ovvero la via Francigena e la costa etrusca, magari anche per qualche bella città in cui fermarsi, perché a parte Roma non abbiamo tappe must. Roma è il centro, perché sarà l’esatta metà dei km del nostro percorso e vogliamo leggere 1.000 sul contachilometri.
G. Chiederemo anche alla gente del luogo, ma alla fine l’importante per noi è goderci il viaggio.
V. Poi che dire? Partiremo la mattina presto, tappa verso l’ora di pranzo, fare magari una piccola siesta, perché alle 14:00 fa sempre molto fresco, poi riprendere e finire il giro massimo alle 18:00, per riuscire a trovare posto per la notte, montare la tenda, doccia e dormire soprattutto! Perché il giorno dopo non è che si gioca… si riparte!

Quindi sempre campeggi per la sera?
V. Noi saremmo per il campeggio, perché siamo due bravi ragazzi e non vogliamo fare cose campate per aria. Però visto che abbiamo una grande quantità di fans dispersi per tutta Italia, ipotizziamo magari di essere anche ospitati. Non è che vogliamo grandi cose: un cancello, una doccia, un prato, magari non il cemento con i chiodi stile fachiro (ride), giusto per dormire bene la notte…

Per quando è prevista la partenza?
G. Pensavamo luglio, un po’ per gli esami, che ci permetterebbero di finire a metà luglio e un po’ per il meteo. Però se il tempo è come quello dell’estate scorsa, pensavamo di posticipare ai primi di settembre.

Quanto stimate di stare lontani da casa?
V. L’idea è star fuori una decina di giorni e farci un migliaio di km. In linea di massima 100 km al giorno, che a dirlo sembra fattibile, ma pian pianino ci stiamo rendendo conto che è davvero dura. (ride, ndr) Però abbiamo stimato anche di fare un paio di giorni in più, giusto per stare tranquilli. Ti si buca una gomma, piove a dirotto e, invece di fare cento km, ne fai quindici.

Vincent, motivatore e meccanico

Ho letto sulla vostra pagina Facebook che ognuno di voi avrà compiti specifici durante il viaggio. Parlatemene un po’.
V. Dunque io ho scritto che sarò il motivatore e il meccanico. Motivatore, perché spingo Julyo sempre verso nuove mete, infatti lui inizialmente non voleva farlo questo viaggio. Sono io che ho insistito.
G. Ma perché ci tenevo alla tua salute fisica!
V. …e meccanico perché da sempre sono appassionato di auto, moto, bici e tutto ciò che è fatto di metallo e richiede l’uso delle chiavi inglesi. Anche perché ho un passato da ex endurista, cioè chi prende una moto da cross e gli mette sopra la targa e le luci e poi va a girare in mezzo ai boschi e quindi me la cavo anche in situazioni… diciamo “estreme”! (ride, ndr).

Giulio (Julyo), cuoco e aspirante fotografo

Giulio (Julyo), cuoco e aspirante fotografo

G. Io invece, mentre lui lavora sulla bici, lo guardo, da bravo romagnolo. (ride, ndr) Poi mi improvviserò cuoco quando è sera, ma penso che ci divideremo i compiti e che ci arrangeremo imitando gli studenti fuori sede: tonno, wurstel e scatolette.

Come procedono i preparativi?
G. Ecco abbiamo la bicicletta, il casco…
V. Diciamo che il minimo indispensabile c’è. Ci manca la sezione “come trasportare il minimo indispensabile”, cioè stiamo lavorando sulle borse o sul possibile carrellino con bandierina. Poi abbiamo fornellino, sacchi a pelo, i materassini autogonfianti da dieci cm, poi io ho i pantaloncini contro il male al sedere (ride, ndr), perché ce ne sarà tanto bisogno.
G. E abbiamo anche un completo da ciclisti che ci hanno sponsorizzato, assieme ad una felpa termica.
V. Abbiamo la tenda, però è gigante, ed è un problema perché la circonferenza è troppo grande da trasportare in bici, oppure ne abbiamo un’altra che è troppo lunga e, avendo i ferri, pesa troppo. Non vorremmo usare il portapacchi posteriore, perché tiene al massimo venticinque kg, quindi dobbiamo calcolare bene il rapporto pesi-volumi.
G. In sostanza è questo che dobbiamo ancora valutare, ma penso opteremo per il carrellino.

E la famosa Gopro?
G. Ce l’abbiamo! Ce l’ha Vincent, è un must ormai, ma ci rifiutiamo di prendere la bacchetta per i selfie, perché lo odiamo.

giulio e vincent - ciclismoV. Poi, del resto stiamo facendo una lista di cose, che uscirà a breve sulla nostra pagina, tra cui ci sarà anche la richiesta di ospitarci in qualche giardino. Ecco i preparativi si baseranno anche sull’organizzazione del tragitto e la pianificazione dei campeggi, che sarà comunque un qualcosa di molto provvisorio, perché a seconda del tempo, dei km che riusciremo a fare in un giorno ci fermeremo in un posto, piuttosto che in un altro.

Quanti ne avete fatti finora come allenamento?
V. Siamo arrivati a novanta, ma, per quelli che non sono abituati come noi, più che la fatica è il dolore al sedere che ci frena. Poi andando in giro per negozi di biciclette, ci siamo resi conto che non è tutto rose e fiori. In particolare parlando con il signore che ci ha venduto le bici ci ha buttato giù un calcolo ipotetico delle calorie che un ciclista dovrebbe bruciare quotidianamente.
G. E’ un numero che ha tre zeri: 500 kcal l’ora. Quindi se si sta in giro quelle 7-8 ore, diventano 3-4.000 kcal solo di bici, poi ci aggiungi le 2000 kcal di base al giorno. Anche questo sarà da valutare. E poi l’acqua, perché a luglio quando ci sono 40 gradi all’ombra, tu sei lì che pedali…

Quindi o ingrassate o arrivate secchi come due stecchini! (ride, ndr). Enrico Brizzi ha scritto “Gli Psicoatleti”, in cui racconta di un viaggio a piedi lungo la nostra penisola. Avete intenzione anche voi di tenere un diario di bordo?
V. Mah… pensiamo di tenere aggiornata la nostra pagina facebook quotidianamente con foto e video, soprattutto.
G. Sicuramente visto che saremo stanchissimi, metteremo una semplice foto del nome della città, postandola sulla nostra pagina. Poi abbiamo già scaricato alcune applicazioni che segnano il percorso grazie al GPS sullo Smartphone, quindi vi terremo aggiornati sui nostri spostamenti.

Tre cose che vi aspettate da questa esperienza!
G. Male al sedere, abbronzatura peggiore di quella di un muratore e tornare secchi come chiodi.
V. A parte gli scherzi, ci aspettiamo un bel viaggio e sicuramente tanti ricordi che condivideremo con tutti quelli che incontreremo e che ci sosterranno durante il percorso.

Bene, l’intervista è conclusa e noi di MdC non possiamo che augurarvi di farcela!

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