Dammi solo una botta. Una manica di botte. Con tanto amore.

Per la natura dei contenuti riportati sconsigliamo la lettura ad un pubblico minorenne o facilmente impressionabile. Essi non hanno fine esortativo nè didattico. Vi ricordiamo inoltre che praticare sesso sicuro è utile non solo ad evitare gravidanze indesiderate ma anche alla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili.


Per dover di cronaca ricordo che questa intervista in origine è stata video registrata. Essa vuole dare alcune delucidazioni sul mondo BDSM e qualche accenno su quello fetish. Credo che l’argomento non possa esaurirsi in un articolo, che rimane comunque come “l’argomento visto da una certa angolatura”. Una Mistress è una donna che svolge il ruolo di dominatrice per professione: questo è il caso di Gaia (nome di fantasia), quaranti anni, che ha accettato di fare quattro chiacchiere con noi di MdC.

“È proprio cattiva” è ciò cosa che ho pensato la prima volta che l’ho vista. Una bellezza non convenzionale che però ti fa girare per strada. Sguardo da dura, lineamenti marcati, occhi grigi e gelidi che non dicono nulla, quasi sterili. Capelli lunghissimi ossigenati che però nell’insieme non stonano: la scena è sempre sua, ed è lei che decide cosa sia giusto o no, è lei che fa il bello e il brutto tempo.

Gaia vive in una cascina fuori mano che si è costruita da sola, con i soldi guadagnati col suo lavoro da mistress. “Qui c’era solo un piccolo terreno che ho ricevuto in eredità, e pian piano ci ho costruito e l’ho ampliato”. Mentre mangiamo tranquillamente in una bellissima giornata di sole, mi racconta la sua storia Ho incominciato per vanità. Tutti a lavoro mi dicevano quanto fossero belle le mie mani e i miei piedi, e così, ho deciso di utilizzare queste mie qualità al di fuori. E’ incominciata come una velleità che ingrandiva il mio ego a dismisura”.

mistress-femdom

L’immagine non rappresenta l’intervistata nè alcuna persona a lei collegata

Hai avuto una maestra? Cioè come hai iniziato?
Semplicemente un mio collega provolone mi ha fatto la proposta. Ricordo che in un sms, quando ancora avevo la tua età, mi fece la proposta e mi avrebbe pagato profumatamente, per passare un pò di ore a casa mia a toccarmi, accarezzarmi e leccarmi i piedi dopo aver lavorato tutto il giorno. Da lì in ufficio si sparse la voce e mi arrivarono sempre più  richieste e la cosa si è evoluta: alcuni non volevano semplicemente leccarmi o accarezzarmi i piedi, ma volevano essere sottomessi, e la cosa mi eccitava sempre di più, perchè la mia natura è di dominatrice, come tu ben sai. (ride ndr)

Ci racconti un tuo incontro tipo?
Solitamente indosso vestiti da sera e curo moltissimo il trucco e accolgo il mio cliente qui, dopo esserci accordati sulle sue esigenze e previo pagamento (sorride tra se e se, ndr). Solitamente mi chiedono di avere i miei piedi, c’è chi puliti, chi sporchi, con delle scarpe particolari, tipo décolleté o tennis, oppure c’è chi vuole essere messo sotto. Questi sono i miei preferiti, soprattutto quando sono nervosetta: meglio di una corsa. Quando mi dicono che vogliono questo (essere maltrattati, ndr) incomincia un gioco subdolo ancor prima di vederci: decido io il giorno e l’ora in cui avverrà l’incontro, cosa dovranno indossare, e capita anche che all’ultimo momento disdica e cambi data. Solitamente rimangono qui per due o tre ore e loro mangiano nella ciotola del cane, mentre io pranzo tranquillamente al tavolo. Per il bagno c’è la sabbietta del gatto, oppure possono farla in giardino, raccoglierla e riportarsela a casa.

Mi ero immaginata roba in pelle, frustini, manette…
Beh, vestiti in pelle se me li richiedono sì, ma tutta quell’attrezzatura credo che dipenda dal carattere della mistress. Il mio è un gioco molto mentale, anche se mi è capitato di utilizzare lo scudiscio, ma di solito uso più calci e pugni, stando attenta a non lasciargli segni in faccia, o comunque, magari, sono sposati, e non posso lasciargli segni addosso.

Nelle tue prestazioni sono compresi i rapporti sessuali? (Con un’espressione di stizza tipo “O ma che sei fuori?” mi risponde):
In un rapporto del genere qualunque cosa di direttamente attinente al sesso non può essere neanche minimamente concepita: io sono la loro Dea e possono solo sfiorarmi con questi atti di sottomissione. Solo in alcune occasioni possono vedermi senza nulla sopra, ma ovviamente la tariffa sale di moltissimo e non possono toccarmi, oppure li bendo e mi avvicino con i seni a loro, per farglieli sentire, ma non possono toccarmi in nessun modo. Io decido qualunque cosa, io ho sempre il controllo.

Ma non hai paura a far venire sta gente in casa tua? Non hai paura che ti capiti qualche malintenzionato?
Diciamo che i miei contatti, per potersi permettere questi vizietti, sono facoltosi e hanno molti soldi. C’è gente che manco t’immagini. E comunque molti sono contatti che frequento da anni ed è stato tutto un passaparola partito dall’ufficio, in cui non lavoro più. Sai, mi diverte pensare al lavoro che fanno, a come la gente li vede, li immagina, alla loro posizione nella vita di tutti i giorni, e poi ci sono io che li metto a pecorina. Poi so di gente (altre mistress, ndr) che ha il sito e tutto, ma non è roba che fa per me. Io sono talmente brava nel mio lavoro che i miei clienti mi consigliano, e dopo qualche scambio di foto con il nuovo contatto, riesco sempre ad allargare la clientela e a rendere tutti felici e soddisfatti.

Femdom-Mistress-SlaveQuindi tu ricevi solo uomini o anche donne?
Qualche acida malchiavante la maltratterei volentieri, ma sarà che sono etero, sarà che il mio lavoro mi deve piacere ed eccitare, non mi è mai capitata una richiesta con una donna. Ammetto però di avere qualche amicizia femminile particolare, con cui “ci sono quasi arrivata” (ad un rapporto sessuale, ndr). Ma anche questi son solo giochetti che rimangon lì appesi e che lascian il tempo che trovano.

A quanto ammontano le tue tariffe?
Sai che non è carino chiedere queste cose? (mi fa l’occhiolino, ndr). Fai conto che tre ore di leccata di piedi sono trecento euro. Per prestazioni varie, tra cui soggiornare per una settimana in vacanza con uno ho chiesto 5.000 euro.

6083086d53f2d007abfe7af803c5e4f7È il lavoro che tutti sognano, allora! Soprattutto in un momento del gente, devo dire che è molto allettante…
No. E’ un mondo che ti assorbe. E’ un mondo di merda, a volte vedi le miserie umane, a volte vedi la gente più subdola, a volte rimani incastrata nella tua vanità e non è facile reggerlo: devi avere nervi saldi e forse non andare oltre certi limiti. Sembra divertente, facile, ma mentalmente è stancante, infatti per alcuni periodi stacco e mollo per un pò. Tanto quelli più soffrono a non vedermi e meglio è! (sorride tra sè e sè, ndr). Questo discorso lo feci già a qualcun altro, e ti assicuro che dissuado chiunque ad intraprendere questa strada. Se vuoi usare il sesso, la carnalità, il tuo corpo per intero, nel lavoro, devi essere forte e non tutti sono fatti per questo. Ad un certo punto ero talmente convinta di essere la più bella e ricercata del mondo, che incominciai anche a prostituirmi, ed ero talmente ricercata che potevo chiedere qualunque cifra: tutti volevano la novità del momento. Ci fu una volta in cui un vecchio porco di 70 anni mi chiese di succhiarglielo, ma voleva anche degli spettatori e allora gli portai come spettatrice questa ragazza di 19 anni: giovincella universitaria che non so se fosse più divertita dalla situazione o dai soldi facili. E questo ha avuto un orgasmo, mentre io stavo in ginocchio a spompinarlo e lei doveva guardarci vestita da scolaretta e un paio di occhiali da sole. Lì non ero più la dominatrice, lì il mio lavoro stava dominando la mia vita e, a un certo punto, dopo una lunga pausa rincominciai a fare la mistress, senza alcun tipo di prestazione sessuale.

Beh, l’importante è essere consenzienti: nessuno ha mai costretto nessuno, da quello che racconti.
Infatti è un gioco di adulti che va molto oltre, tu diresti che è “una filosofia di vita”, prima o poi mi sa che fondo una chiesa su sta cosa! (esplode in una sonora risata, ndr).

Da quello che mi racconti mi sembra molto labile il confine che c’è tra la tua vita lavorativa e quella privata.
Più che altro mi sa che io non ho vita privata: ho i miei clienti, i miei animali, e le sbarbine come te che mi rompono con ‘ste interviste (sorride, ndr). Per ora sono soddisfatta così, ma non so cosa farò: so che tra poco avrò messo via abbastanza per stare tranquilla, ma non ho progetti certi. Per ora non voglio nessuno nella mia vita, solo mi è dispiaciuto non aver potuto lasciare un figlio: ecco, questo mi manca! Forse è per questo che ti sopporto e ti lascio usare il bagno! (scoppiamo entrambe a ridere, ndr)

Gaia stiamo per concludere la nostra intervista. Vuoi dirci qualcosa?
Studiate. Voi che ne avete avute le possibilità fatelo: vedo su facebook diverse mistress che offrono i loro servizi e ti dico per esperienza che se questo lavoro non ti piace davvero, non ti “offri” veramente al cliente, questi se ne accorgono e vanno a cercare altro. Tutte ste donnine sono solo delle semplici mercenarie, che non son capaci. È come quando mangi una torta imbustata della Mul**o Bi**co che è fatta con lo stampo e ti accorgi della differenza che c’è con la torta che ti faceva tua madre, che non può fare nessun altro, e che ti faceva con amore. Non è un qualcosa che possono fare le ragazzine per guadagnarsi qualche soldo facilmente. Mistress ci si nasce.

La redazione di MDC ti ringrazia e ti augura buon lavoro!


Nota: Il termine BDSM è un acronimo che identifica e definisce un insieme di pratiche relazionali e/o preferenze sessuali, tra due o più persone adulte basate sulla dominazione e la sottomissione. Chi esercita l’autorità è detto master o dominatore/dom, chi subisce l’autorità è lo slave o sottomesso/sub, mentre uno switch interpreta entrambi i ruoli. Queste pratiche, che fuori da un contesto di piena consensualità sono comunemente assimilate alla violenza sessuale, diventano, all’interno del BDSM, fonte di soddisfazione reciproca nonché stimolo per la costruzione di un più profondo rapporto interpersonale. Per feticismo si intende la parafilia consistente nello spostamento della meta sessuale dalla persona viva nella sua interezza ad un suo sostituto; ciò che la sostituisce può essere una parte del corpo stesso, o una qualità, oppure un indumento, o ancora un qualsiasi altro oggetto inanimato. In sostanza, quindi, il feticista è colui che prova attrazione sessuale per qualcosa che fuoriesce dai canoni della sessualità tradizionale che presuppone i genitali quali oggetti libidici primari.

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