Mmusi Maimane: un leader nero per un partito bianco nella nazione arcobaleno

Dal crollo del regime dell’Apartheid nel 1994 ad oggi la politica in Sud Africa ha avuto un solo partito al potere: l’African National Congress. Sebbene diviso in correnti, è riuscito a mantenere le redini del governo anche dopo l’uscita dall’agone politico di Nelson Mandela, padre della “nazione arcobaleno”. I partiti restanti hanno dovuto, loro malgrado, accontentarsi del ruolo dell’oppositore. Tra questi spicca Alleanza Democratica, storicamente considerato in Sud Africa come un partito che attinge al bacino elettorale bianco e che propone candidati della medesima etnia. Il precedente leader Helen Zille ha più volte constatato la difficoltà per il suo partito di poter anche solo minacciare la leadership dell’ANC senza liberarsi prima di questa nomea. A tale scopo erano stati fatti nuovi possibili nomi come quello di Mamphele Raphele da accostare ad altri più noti come quello del presidente del partito Wilmot James.

anc460_1011862cLe cose sono cambiate il 10 maggio: con la vittoria a sorpresa al congresso di Port Elizabeth del trentaquattrenne Mmusi Maimane si apre una nuova fase per il partito, che cerca di guadagnare consensi anche tra i neri. Il nuovo leader, autore di una rapidissima scalata (è entrato nel partito solo nel 2009), prevede un futuro luminoso per il proprio partito: si è già imposto come maggior forza politica d’opposizione, allontanando la minaccia del Partito per le Libertà Economiche e ponendone una a sua volta all’ANC: “Nessun partito ha il diritto divino di governare il Sud Africa”.

Maimane è originario dello stato di Gauteng, considerato il più prospero del Sud Africa, nonché quello più urbanizzato: contiene Pretoria e Johannesburg, oltre a vaste zone industriali come Midrand e Vanderbijlpark. Nasce da madre Sidloy Xhosa e da padre Bakofeng Tswana. Nel 2010 corre alle elezioni municipali di Johannesburg con Alleanza Democratica: perde contro l’ANC ma conquista 90 seggi al Consiglio comunale su 260 totali. Nel 2014 partecipa alle elezioni del governatore del Gauteng lanciando la “Believe Campaign”, ma anche in questa occasione viene sconfitto dall’ANC con il 30% dei voti. Al voto seguono diverse polemiche riguardanti la censura operata dall’organismo competente (la SABC) sugli spot elettorali di Maimane. Sempre l’anno scorso si presenta come unico candidato al ruolo di leader dell’opposizione.

Mmusi-Maimane

Gli avversari politici definiscono questa elezione come un “contentino” dato ai votanti di etnie nere. Maimane è inoltre definito da molti come troppo giovane e senza alcuna esperienza: ha risposto a queste critiche dimostrando carisma e sensibilità politica durante i suoi discorsi. Per quanto riguarda la scarsa esperienza ha già annunciato di volersi fare aiutare dai membri più anziani del suo partito.

Tale evento politico denota sicuramente una nuova presa di coscienza per il Sud Africa: è l’inizio del superamento del tradizionale modo di vedere la democrazia a sud del Sahara: il dato politico si scolla da quello etnico/demografico e parte dei votanti non va più a votare solo ed esclusivamente per il candidato della propria etnia o con il suo stesso colore di pelle, ma dimostra una maggiore sensibilità verso il contenuto delle proposte politiche. Questa piccola rivoluzione arriva in un momento di leggera difficoltà per l’ANC: una serie di scandali di corruzione che hanno colpito il premier Jacob Zuma ne ha indebolito il consenso a livello nazionale. Oltre a questo, bisogna considerare anche la scarsa reattività della leadership del partito nell’elaborare risposte concrete ai grandi problemi che affliggono il Sud Africa: la diseguaglianza economica, l’epidemia di AIDS e la corruzione dilagante.

Concludendo, pare certo che un’eventuale sconfitta dell’ANC a livello nazionale richieda ancora diverso tempo, ma determinati risultati sono un allarme che va risolto con una profonda riforma del partito. Dal canto suo, Maimane detiene un capitale politico notevole, il che offre al contempo grandi opportunità e grandi responsabilità per il giovane leader sudafricano: presto potrebbe essere posto di fronte al dilemma tra l’opposizione ad ogni costo e l’accettazione di un ruolo in una futura coalizione di governo.

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