Il voodoo tra religione, mercati dei feticci e sopravvivenza al colonialismo

Il voodoo (o Vodoun) è una delle più antiche religioni africane che oggi conta sessanta milioni di fedeli tra Africa, Cuba, Haiti e Brasile. Il culto voodoo nasce secoli fa nelle foreste pluviali dell’Adja Tado, sul fiume Mono, al confine tra il Togo e il Benin. Nel corso del tempo il voodoo si è diffuso in molti Paesi dell’Africa, sino a sbarcare oltreoceano a partire dal XVII secolo con la deportazione degli schiavi in America per opera dei coloni europei.

A dispetto di quanto comunemente si crede, il voodoo non è una setta e non è nemmeno semplice magia nera. Si tratta di una religione strutturata e dotata di un’articolata teologia; è inoltre riconosciuta come culto ufficiale ad Haiti e nel Benin e viene insegnata nelle scuole. La chiesa vuduista ha una forte valenza sociale in quanto, all’interno delle comunità, gestisce molti servizi pubblici e sanitari, educazione e istruzione.

La religione voodoo è amministrata da sacerdoti (oungan) e sacerdotesse (mambo), che praticano i rituali all’interno di templi sacri. Le funzioni prevedono il sacrificio di un animale – spesso lo sgozzamento di un gallo o una capra – e il rituale della possessione. La possessione viene raggiunta entrando in uno stato di estasi – grazie alla fede e alla devozione, senza l’utilizzo di droghe – e permette alla divinità di impossessarsi del corpo dell’officiante e, tramite lui, manifestarsi ai fedeli.

voodoo4La parola voodoo deriva dall’africano vodu, che significa “segno del profondo”, “divinità”, “spirito”. Le numerose divinità vuduiste vivono in ogni elemento naturale, dalle pietre ai sassi, dalle zolle di terra alle piante ed erbe. Questi “pezzetti” di divinità vengono conservati all’interno di statuette antropomorfe (i feticci), che vengono adorate e utilizzate durante i riti in quanto ritenute la dimora della divinità e, dunque, sacre.
All’interno dei feticci vengono anche conservati oggetti ritenuti magici – artigli e denti di animali selvatici – e medicamenti preparati dai guaritori e somministrati ai fedeli per curare le malattie come lebbra, paralisi, epilessia, psicosi e il “mal d’amore”.

voodoo2I feticci, le pozioni, gli ingredienti per prepararle e ogni sorta di oggetto magico si possono trovare nei mercati dei feticci, delle vere e proprie farmacie di medicina tradizionale. È impressionante la quantità di oggetti esposti sui banchetti dei venditori: teste essiccate di ogni animale (cani, gatti, ghepardi, scimmie), uccelli, serpenti e pesci palla; ma anche denti, zanne, zampe e code di animali.

I guaritori utilizzano questi elementi per i loro rimedi naturali: la testa o le parti dell’animale essiccate vengono ridotte a polvere insieme alle erbe medicinali, e il tutto viene cotto sul fuoco. Il guaritore provoca delle ferite profonde sul corpo del malato e le cosparge con il rimedio. Queste “medicine” possono curare qualsiasi male: dalla sterilità ai problemi di impotenza, dall’anemia alle pene d’amore.

Al di là dell’efficacia di questi rimedi naturali e del disgusto che un occidentale potrebbe provare se si trovasse in un mercato circondato da animali morti, è importante capire che la religione voodoo non è semplice magia o superstizione. In Africa essa è un’istituzione che lega i membri delle comunità locali, offre loro dei servizi e mantiene vivi i rapporti sociali. In passato il voodoo, in quanto religione e fede, si è rivelato uno dei pochi punti fermi del popolo africano sradicato dalle proprie terre e deportato in America dai coloni.

È stato altresì un mezzo per mantenere la propria identità nei secoli di colonizzazione sul territorio da parte dell’uomo bianco. I cristiani hanno cercato in tutti i modi di estirpare il voodoo attraverso la conversione di cui gli africani sono stati vittime. In tutta risposta, il popolo africano ha trasformato alcuni dei riti più significativi in strumenti di lotta ai coloni e resistenza ai bianchi, dando vita, in epoca moderna, a movimenti per la lotta ai diritti civili e alla libertà.

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