Mea culpa? Non proprio

Salve, sono Baku Loddo e, per chi non lo sapesse, sono il Direttore di quella splendida rivista on-line chiamata Mangiatori di Cervello. Preciso il mio ruolo unicamente perchè credo che un bravo boss sia quello che utilizzi il “noi” quando si parla di meriti ed invece si esponga in prima persona quando ci siano da smaltire le critiche.

Premesso questo, sento il bisogno umano ed intellettuale di una delucidazione su un articolo da noi pubblicato ieri, 10 maggio, dal titolo Curvy ma non troppo. È la prima volta dalla creazione di MdC che sento il dovere di fare un chiarimento umile e sincero. Ma a testa alta, questo sia chiaro. Nell’articolo citato si è parlato dell’atteggiamento culturale e mediatico, tendenzialmente ipocrita, di osannazione verso le donne curvy (ed oltre), ossia quelle dotate di un corpo “abbondante”. Ipocrita perchè da una parte siamo ancora mediaticamente farciti di immagini di donne quasi prive d’adipe, e là dove viene presentata una donna morbida la si dipinge in maniera buffa o come donna “grassa ma simpatica”, un pò come Bridget Jones, per capirci.

D’altra parte perchè questo moto di amore verso le curvy (internettiano, prevalentemente) è la semplice e chiara reazione di una società stufa ed annoiata dai corpi ossuti che hanno caratterizzato l’immaginario collettivo femminile fino ad avanti-ieri. Banali e ridondanti clichè figli di una società che idolatra alcune diversità solo perchè questo idolatrare “vende”. Negli anni 80 andava di moda l’aids, dagli anni 00 in poi il cancro. I media di massa hanno bisogno di servirvi clichè mordi e fuggi, e voi ignari ve ne cibate. Tornando a noi, una curvy quindi o è buffa o è un’eroina. Beh, non potrebbe essere semplicemente “una donna”? Eh, no. Una donna e basta non paga, comunicativamente parlando.

L’articolo in questione non voleva soffermarsi sui canoni estetici, anche perchè i canoni estetici, come ogni altro standard culturalmente e mediaticamente costruito, è puramente relativo ed ha un’obsolescenza, più o meno pianificata che essa sia. Nè tantomeno volevamo sminuire quelli che sono i disturbi dell’alimentazione che, badiamo bene, nulla hanno a che fare con i canoni estetici. Questi infatti hanno natura psicologica e meritano, in quanto ferite dell’anima, il massimo del rispetto. Non volevamo sminuire il dolore di nessuno, ma solo instaurare un dialogo. Non era nei nostri intenti fare del sensazionalismo, ma bensì scuotere il lettore. E per concludere, non volevamo essere indelicati, ma bensì solo far presente che, sia che si parli di ossa in mostra che di adipe ci si dovrebbe concentrare su ciò che davvero importa, ossia: perseguire questo regime alimentare e stile di vita è dannoso per la vostra salute? Questo il fulcro del discorso.

Modella-Curvy

Sarebbe quindi ora di smetterla di guardare le modelle delle pubblicità patinate ed interpretarle come “giuste” o “sbagliate” a prescindere (skinny o ciccione che siano) e iniziare, invece, a parlare di alimentazione. Parlare di una costruzione sana e cosciente della propria corporeità. Onestamente e senza vittimismi di sorta. Anche perchè, che voi siate nani, negri, froci, polentoni, affetti da vitiligine, ciccione, handiccappati… ricordate che siete comunque degli stronzi se vi comportate da stronzi e dei geni se vi comportate da geni. Altezza, peso, quantità di melanina nella pelle, orientamento sessuale: questo è solamente il “contorno” del nostro essere umani. E solo un decerebrato come un omofobo o un razzista possono giudicare la qualità di una persona a partire dalla biologia.

Noi di Mangiatori di Cervello riflettiamo sulle condotte, sui comportamenti. Osannare una curvy solo perchè questo ti da l’illusione di mostrarti agli altri come “persona meglio” e aperta alle diversità è ipocrita. Noi affrontiamo i problemi, non li mediamo seguendo dei frivoli ed effimeri clichè culturali.

Non è cinismo, è onestà intellettuale. E sappiatelo, questo è l’ingrediente principale di Mangiatori di Cervello.

Gradite una persona od un paesaggio nella misura in cui tale persona e tale paesaggio somigliano all’ideale di persona e paesaggio che avete dentro, tutto il resto è merda, è indifferente, a volte non lo notate neanche. E non avete neanche il coraggio di risalire la corrente per giungere all’origine del vostro gusto estetico. Per carità, potreste scoprire che vi piacciono irrimediabilmente le ragazze brutte! Che figura ci fareste con i vostri amici se sapessero che avete un’insana perversione per i tagli, per le macchie, le ossa che spuntano? Sarà un caso, ma i vostri gusti combaciano con i canoni estetici che nascono e cambiano quando i canoni estetici cambiano. Non importa se discutere dei gusti altrui sia inutile, anche perché trovo oltraggioso che qualcuno ritenga i miei gusti una autosuggestione che serve solo a dare contro ai gusti delle altre persone. Forse se mi facessi un tatuaggio con scritto “osservazione” capireste che cosa faccio tutti i giorni, io! (L’estetica, Uochi Toki)

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