Curvy ma non troppo

Devo fare questa premessa perchè prevedo un’ondata di perbenisti benpensanti che mi massacreranno e mi denunceranno alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

anoressiaHo 25 anni, ho passato l’adolescenza a sognare di avere un altro corpo, e sono una di quelle che si è fatta venire la lordosi a furia di stare curva per nascondere il seno, e dopo anni di guerra contro il corpo, ho fatto pace col cervello e ho deciso diverse cose: la prima è che sostanzialmente non mi interessava in maniera ossessiva il corpo della  gente, ma più il contenuto  (anche l’occhio vuole comunque la sua parte) e che quindi dovevo smetterla di posare per fotografi che si saranno sicuramente spippati fino alla morte sulle mie foto. E soprattutto ho imparato che la taglia è solo un numero, e spesso esistono donne bellissime che certo non rispettano i canoni standard, ma che nell’insieme risultano magnetiche ed affascinanti.

Ultimamente, però, girando tra le pagine facebook hanno incominciato a sanguinarmi gli occhi a tal punto che ho tentato di cavarmeli con un cucchiaio rovente, ma visto che non ho avuto il coraggio, ho deciso di scrivere questo articolo. La mia voglia di suicidio è iniziata quando ho visto spuntare come funghi (avvelenati) miriadi di fashion blogger che aprivano gli armadi di casa loro e autoproclamarsi “Fcb” ossia “fashion curvy blogger”.

E così ho visto la rivolta delle ciccione in leggins che si affannava a commentare con slogan tipo: “Grasso è bello”; “Le ossa ai cani”; “Brutto è bello”. E a seguire tutta una serie di prolassi cutanei, sharpei ambulanti che tra le pieghe hanno culture di muschi e licheni non trascurabili, smagliature fantasiose che tutte mostrano con orgoglio, manco fosse il fulmine di Ziggy Sturdust, e cellulite che pare una ripresa satellitare del Grand Canyon.

E a questo punto ho capito che quel giorno è arrivato: la gente ha preso troppo sul serio le campagne sulle pari opportunità e l’accettazione della diversità, e ora il modello non è più l’anoressica che muore a trent’anni e che ha passato gli ultimi sei mesi in un reparto d’ospedale in alimentazione forzata, ma bensì la “donna jabba” rimasta incastrata nella sedia a fare video su quanto sia bello avere le alucce quando si alza un braccio. Da un eccesso all’altro: una cosa sana mai. Quindi ora essere  denutriti non è più di moda, e le ciccione possono tornare alla ribalta restituendo tutti gli insulti ricevuti in anni e anni di vessazioni. Chissà che, ora che va di moda, non possano chiamare il bullo della scuola ed uscirci?

1150242_707579212601120_409359913_nCosa c’è di nuovo, allora? La dobbiamo chiamare davvero rivoluzione questa? Semplicemente è cambiata la vittima da perseguitare e, come al solito, si dimenticano le sfumature, gli opposti, tutto quello che ci sta in mezzo. E tutti quelli che vengono tagliati fuori subiscono le discriminazioni, se non sono abbastanza forti da dire “E chi se ne frega delle categorie?”.

Ma analizziamo bene le parole. Modello  significa termine di riferimento ritenuto valido come esempio o prototipo e degno d’imitazione”. Ecco, bene: avete presente quando la maestra vi insegnava a scrivere le lettere dell’alfabeto, ponendo all’inizio della pagina il timbro della lettera prescelta, e voi dovevate copiarla fino alla fine della pagina? Ecco, funziona proprio così: il modello indossa, voi prendete spunto e create il vostro stile, esattamente come con la scrittura. La scrittura è qualcosa di strettamente personale, che si allontana completamente dalla letterina timbrata che copiavate all’infinito in prima elementare: la scrittura è solo vostra, e nessun altro potrà mai fare uguale a voi; e logicamente, ci sarà chi scriverà più o meno bene, ma nessuno potrà mai davvero eseguire una lettera identica a quel timbrino.

Ed il corpo va proprio inteso così. Imparare a viverlo, accettarlo, e farlo nostro. Perchè il modello è irraggiungibile, e forse questo è un bene, perchè ogni essere umano è unico e inimitabile. Forse è per questo motivo che certe persone dovrebbero smettere di proporsi come modelli quando non lo sono, e magari sarebbero meglio impiegati in altro, piuttosto che passare il pomeriggio a farsi foto goffe e disgraziate con indosso vestiti ricavati dal copri divano della trisavola che fa cheap and chic, ma che a me fa solo schifo, e ne ho la pagina facebook intasata.

Inoltre vorrei un attimo analizzare la parola curvy: questo è un modo carino per dire “taglia forte”. Praticamente come quando hanno cambiato la parola spazzino con “operatore ecologico”, ma sempre le mani nella monnezza devi mettere. E sempre queste curvy fashion blogger si lamentano del fatto che le modelle curvy sono comunque “troppo magre”e troppo diverse dalle donne vere.

Help-for-anorexiaRibadendo il fatto che le taglie sono convenzionali e che una donna con la taglia 48 non è “di serie B”, curvy per me vuol dire “fuori dai canoni”, con un corpo femminile e pieno di curve. Il che però è certamente diverso dall’obesità patologica, che tra l’altro implica una serie di “effetti collaterali” che vanno ben oltre l’aspetto esteriore. Io continuo a chiedermi perchè i modelli, che in quanto tali dovrebbero avere valenza educativa, finiscono invece per  essere del tutto diseducativi. E mi chiedo anche perchè si finisca sempre ad enfatizzare qualcosa di patologico come lo è l’anoressia o l’obesità. Mi spiego meglio: perchè le modelle non sono dei corpi sani che spingano a condurre una vita sana?

Concludo ricordando che, certamente, nessuno deve essere schernito per le proprie peculiarità fisiche, ma sia il “troppo grasso” che il “troppo magro” anzichè cercare approvazione sulle pagine di facebook dovrebbe riflettere di più a ciò che è la salute fisica, prendendo atto della realtà, anzichè cercando di creare un mondo a misura propria come via di comodo.

Abbattiamo le barriere per chi è meno fortunato e non può cambiare, e, sopratutto: cerchiamo di migliorarci. Sempre.

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4 commenti
  1. saralucy ha detto:

    Sono totalmente d’accordo con questo articolo! E mi fa piacere, cominciavo a sentirmi sola! 🙂 Sembra anche a me che la filosofia del “meglio un chilo in più che in meno” ci stia sfuggendo di mano. Proprio perchè ormai la questione del peso viene legata esclusivamente all’estetica e non alla salute. E perchè nei promotori del “grasso è bello” spesso vedo solo una scusa per non impegnarsi a cambiare. Ci sono i grassi che si piacciono davvero e va benissimo così (se anche la loro salute è buona), ma ce ne sono altri che preferiscono nascondersi dietro la moda curvy perchè non hanno voglia di posare la forchetta. Mi sa che ti hanno un po’ massacrato per il post, ma secondo me hai ragione da vendere 🙂

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  2. Saralucy, ti ringrazio per il commento…In realtà, difficilmente mi massacrano, perchè se non sono critiche costruttive spengo il cervello 🙂

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  3. Ciao! Avevo criticato il tuo articolo sulla mercificazione della donna: non l’ho capito e il nostro botta e risposta su Facebook non è servito a illuminarmi. Ma questa volta sono d’accordo con te. Mai una volta che venga proposto un modello sano di donna e soprattutto: o magre o robuste, ma sempre tutte uguali..

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