Le ignoranze barbariche

Caro lettore e cara lettrice, sono passati ormai parecchi giorni dal naufragio nel Canale di Sicilia che ha provocato la morte di più di 900 persone. Si è trattata di una vera e propria tragedia, di quelle che dovrebbero finalmente scuotere un po’ le coscienze ai vertici delle organizzazioni sovranazionali e al governo, ma anche tra la gente.

Già, “la gente”. Se stai avvertendo il mio sarcasmo è perché il popolo italiano, in questo frangente, ha dato il peggio di sé su tutti i fronti, in particolare sul web. Siamo proprio noi a sputare veleno: gli emigranti per eccellenza, figli e nipoti dei Gastarbeiter (i lavoratori stranieri approdati in Germania nella seconda metà del secolo scorso) come ci ricordano Roy Paci & Aretuska nel loro album Parola D’Onore e Gianni Morandi in un post sulla sua pagina Facebook all’indomani del naufragio:

gianni-morandi-migranti

Le risposte a questo post e a tanti altri sulla rete hanno tracciato i contorni abominevoli di quella generalizzazione sociopolitica e semplicistica tutta italiana che non vogliamo proprio mettere da parte. Non mancherò, dunque, di illustrartene le sfumature in un decalogo strutturato secondo un ordine di crescente ottusità.

1) Quelli che “Ma non potevano starsene a casa loro?”. Ma che bella pensata, di certo i migranti dovevano fare una bellissima vita nel proprio Paese se hanno deciso di attraversare il nuovo Triangolo delle Bermuda in un’imbarcazione sicura come una scatoletta di Rio Mare con Salvini armato di fucile sparapolenta ad attenderli sulla riva.

2) Quelli convinti che lo Stato italiano dia ai rifugiati un sacco di soldi. Peccato che non sia così e se, oltre a programmi profondi e accurati come i discorsi di Peppa Pig, si guardasse la tv in modo un po’ più selettivo ci si potrebbe risparmiare un bel po’ di aria fritta come questa.

3) Quelli che “Gli extracomunitari (gli svizzeri?) vengono in Italia solo per stuprare/uccidere/rubare/spacciare!”. Questa tipologia di profondo pensatore è solitamente un simpatizzante della Lega e un innovatore dal pensiero filomedievale, con annesse amenità feudaleggianti del genere:

 

4) In ultimo, ci sono quelli di cui mi fa schifo anche parlare. Sono quelli che hanno ammorbato il web con frasi del tipo “Andrei io stesso ad affondare i barconi” o “Dai, 900 criminali in meno”. Questo tipo di commento è solitamente figlio dell’involuzione della categoria precedente e testimonia una totale mancanza di umanità. Una sentenza del genere può tirarla fuori solo chi è permeato dal più becero razzismo e dalla più distruttiva delle idee, ovvero quella che alcune vite umane siano superiori ad altre.

Ed è qui che io mi rifiuto di capire. Mi rifiuto di tentare di comprendere queste persone che non hanno un briciolo di quella qualità fondamentale  che è l’empatia. È troppo, troppo facile lasciarsi trascinare in quella spirale dell’odio creata ad arte da partiti come la Lega solo per gettare fumo negli occhi a chi guarda ai propri scandali ed errori. Questa “guerra tra poveri” della quali siamo vittime non è, e non può mai essere, colpa di chi sta in basso in questa gerarchia sociale insensata: la responsabilità è sempre di chi sta in alto.

Sulla pagina di Gianni Morandi qualcuno gli ha suggerito (con toni molto meno delicati) di ospitare lui stesso alcuni rifugiati. Ma toglietemi una curiosità: noi non eravamo quelli di “Aiutiamoli, ma a casa loro“? (Cit.)

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