The Snatch, il film – la recensione

The-Snatch-Poster-USAThe Snatch – film del 2000 diretto da Guy Ritchie – ci catapulta nella Londra delle scommesse clandestine di boxe, diamanti grandi come palline da golf e zingari che vendono cani e roulotte. Primo lungometraggio prodotto da una major – e i risultati si vedono – The Snatch è probabilmente uno dei film simbolo di Guy Ritchie: in questa pellicola troviamo alcuni dei personaggi più indimenticabili creati dal regista, grazie anche all’alto budget con cui vengono scritturati volti noti quali Brad Pitt e Benicio del Toro.

Il plot si apre con Frank “4 dita” (Benicio del Toro), rapinatore e ricettatore di pietre preziose, che svaligia una gioielleria dove troverà un diamante da 84 carati. Il suo obiettivo è arrivare a New York e piazzare la gemma con l’aiuto del “cugino Avi”,proprietario di gioiellerie e mafioso. Il viaggio di Frank prevede però una tappa a Londra: Frank vi soggiornerà un paio di giorni per piazzare le pietre più piccole. Frank “4 dita” ha la necessità di procurarsi un’arma da fuoco e decide di contattare Boris “lametta”, venditore di armi ed ex KGB.

La scena si sposta su altri personaggi: il “Turco” (Jason Statham) e Tommy (Stephen Graham), due intraprendenti imprenditori che si dilettano con il business delle slot machine e della boxe clandestina. Per loro lavora lo scagnozzo “George meraviglia”, un omaccione che dispensa pugni a chiunque. Il “Turco” spedisce Tommy in un campo di zingari per comprare una nuova roulotte in cui gestire gli affari, dato che quella che hanno adesso cade a pezzi; Tommy detesta gli zingari ma, suo magrado, decide di andare al campo, accompagnato da George. L’affare non andrà in porto e George sarà messo ko dal capo degli zigani, Mikey (Brad Pitt), campione di pugilato a mani nude. A Tommy non resta che tornare dal “Turco” a mani vuote, senza una roulotte nuova e col pugile fuori combattimento.

The-Snatch

George avrebbe dovuto combattere in un incontro truccato contro il pugile di “Testa Rossa”, un pezzo grosso che controlla scommesse clandestine e altri affari loschi e con l’abitudine di sbarazzarsi di chiunque lo ostacoli dandolo in pasto ai suoi maiali. Fortunatamente il “Turco” e Tommy riescono a ingaggiare Mikey per l’incontro. Lo zingaro, tuttavia, non sembra intenzionato a stare alle regole del match truccato e stenderà l’avversario con un solo pugno. Questo scatena la rabbia di “Testa Rossa” che darà fuoco alla roulotte della mamma di Mikey e minaccia di morte il “Turco” e lo obbliga a scommetere su un altro incontro truccato. Nel frattempo Frank, preso dalla smania del gioco d’azzardo, si ritrova a scommetere in una delle bische organizzate da “Testa Rossa”, bisca alla quale ci sono anche Sol e Vinny, i proprietari di un negozio di bigiotteria, che hanno avuto una soffiata da Boris, il quale gli ha rivelato che Frank ha con sé il diamante da 84 carati.

snatchPer tutta la durata del film vedremo incrociarsi le strade dei vari interpreti senza mai un vuoto nella narrazione né un calo del ritmo, mantenuto grazie ai dialoghi incalzanti in puro stile Ritchie. Anche i personaggi sono costruiti egregiamante: ciascuno di loro possiede una forte identità e si avverte una certa affinità tra i personaggi e i loro interpreti. Uno splendido Brad Pitt nel ruolo di Mikey lo zingaro; un ironico Jason Statham che interpreta il “Turco”, il quale ci insegna che, nonostante la situazione peggiore in cui ci si possa trovare, la soluzione migliore è ridere e accettare la sconfitta. Una menzione particolare ad Alan Ford che interpreta “Testa Rossa”, il boss mafioso dagli eccentrici modi e dai metodi poco ortodossi. Una colonna sonora che riesce ad essere davvero incisiva grazie a pezzi dei Massive Attack, Oasis, Madonna, per citarne solo alcuni. Questi brani contribuiscono a creare un’atmosfera pulp durante l’intero film. The Snatch, che racconta le vicende di criminali che vivono di espedienti e cercano di rimanere a galla nella vita, è un film che può apparire crudo e, a tratti, volgare. Ma, grazie all’ironia di alcune scene epiche, non lo si prende troppo sul serio e scatta la risata. Se avete amato Rock’n’Rolla o se addirittura non avete mai incontrato lo stile di Ritchie questo è un film che vi mostrerà senza riserve cosa sia la vera crime comedy, che è il suo marchio di fabbrica.

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