Liberi di discriminare

Cari lettori e care lettrici, come forse avrete letto o sentito in tv in Indiana è stata approvata una legge (il Religious Freedom Restoration Act) atta a “tutelare” la libertà dell’esercizio di culto non solo dei cittadini privati, ma anche di imprese, associazioni, fondazioni e così via. Zreligiousfreedom

Ce n’era bisogno? Ovviamente no, perché le leggi fondamentali del sistema legale americano garantivano già questo tipo di diritto, non facendo però riferimenti specifici ai soggetti dotati di personalità giuridica (aziende, etc.).

Il governatore dell’Indiana, Mike Pence, difende moltissimo questo provvedimento, sostenendo che, se avesse realmente avallato un qualche tipo di discriminazione, non sarebbe mai stato approvato. Proviamo però a immaginare delle situazioni-tipo in cui gli abitanti dell’Indiana potrebbero, a questo punto, venirsi a trovare:

Situazione 1) Una coppia di omosessuali entra in un pub e chiede due birre, ma il proprietario è rastafariano. La nostra coppia dovrà cambiare locale alla velocità della luce.

Situazione 2) Una famigliola musulmana decide di mangiare in una trattoria e chiede un menù che non preveda il consumo di carne di maiale. L’amministratore dell’attività, di altra confessione religiosa, è libero sia di cacciarli sia di servire loro la carne incriminata.

Situazione 3) Una ragazza amante dei vestiti colorati entra in un negozio di abbigliamento gestito da quaccheri. Ne uscirà vestita a lutto?

Situazione 4) Un tizio entra in un ristorante e chiede un piatto di ostriche, ma il gestore è un cultore dell’Invisibile Unicorno Rosa, del quale la Grande Ostrica Viola è la malefica antitesi. È come chiedere un paté di demoni a un cristiano, quindi potete ben immaginare il risultato.

Situazione 5) Una ragazza entra in farmacia e chiede un anticoncezionale, magari la pillola del giorno dopo. Il farmacista è un obiettore di coscienza. Tutti i farmacisti nel raggio di 50km sono obiettori di coscienza. La ragazza deve attraversare l’equatore pur di avere l’anticoncezionale che le spetta di diritto.

Situazione 6) Mr. Brown lavora per un’azienda di proprietà di due Testimoni di Geova. L’assicurazione sanitaria del signor Brown è a carico dell’azienda, ma lui necessita di trasfusioni di sangue. Chi coprirà le spese?

RFRAMoreThanCupcakes-855x1024Ops, non ci avevate pensato, vero? Queste “50 sfumature di discriminazione” non vi erano proprio venute in mente? D’altro canto, non sarà certo compito del legislatore prevedere le conseguenze dei provvedimenti da lui ideati. Nossignori. Ma non è difficile rendersi conto che la sfera del culto è ormai uno spazio così intimo e individualistico da non poter rappresentare una base di pensiero per effettuare scelte giuridicamente razionali. Ognuno può credere in ciò che vuole e quindi, grazie a questo atto legislativo, operare le discriminazioni che più gli convengono, per motivi che, spesso, hanno contorni più economico-politici che religiosi.

In questo momento, le proteste dentro e fuori dall’Indiana fioccano, e dalla parte dei cittadini si sono schierate anche personalità del mondo dello spettacolo, grosse aziende e multinazionali, minacciando di non intrattenere più rapporti lavorativi e commerciali con tale Stato.

Cartello esposto fuori da un negozio in Indiana

Cartello esposto fuori da un negozio in Indiana

Secondo svariate voci del web, questo provvedimento dovrebbe essere figlio di proteste da parte di aziende a conduzione famigliare quali la Hobby Lobby (un nome che è tutto un programma) et similaria, sulle quali gravava il peso di “dover provvedere i contraccettivi per i propri dipendenti”, e ciò andava ovviamente a offendere la loro spiccata sensibilità socio-spirituale.

Quindi, a conti fatti, per favorire un illusorio alleggerimento di coscienza di tre o quattro aziende l’intero Stato dell’Indiana si è giocato una grossa fetta di diritti dei propri cittadini, la sua immagine di Stato moderno e l’amicizia di grosse imprese nazionali e globali.

Bella mossa, Mike Pence! 

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