Schianto Germanwings: tra la caccia ai responsabili spunta l’umorismo di Daniela Santanché

La tragedia – L’airbus A320 del volo della compagnia aerea Germanwings (facente parte di Lufthansa), in partenza da Barcellona e diretto a Düsseldorf, si schianta a 700 chilometri orari contro il Mont Estrop, sulla catena alpina Trois-Évêchés, in Francia. I 150 passeggeri in viaggio sul velivolo perdono la vita. L’aereo è ridotto in pezzi minuscoli e i corpi sono così dilaniati che sarà necessario effettuare il test del dna per identificare le vittime. L’unico oggetto che si è “salvato” è una delle due scatole nere presenti a bordo dell’aereo, tramite la quale gli inquirenti francesi sono riusciti a ricostruire l’accaduto.

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Cosa è successo veramenteDurante il volo, il ventisettenne copilota Andreas Lubitz si rinchiude all’interno della cabina di comando, approfittando della momentanea assenza del collega, chiudendo quest’ultimo al di fuori e impedendogli di rientrare. La porta per accedere alla cabina è blindata e impossibile da aprire dall’esterno per motivi di sicurezza, come da direttive imposte alle compagnie aeree dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Il collega urla e ordina a Lubitz di aprire la porta e di farlo entrare, ma il copilota tace, mentre nel silenzio assoluto attua il suo piano: punta dritto al Mont Estrop e lancia l’aereo alla massima velocità verso le montagne.

andreas-lubitzLe indagini e le accuseGli inquirenti tedeschi perquisiscono l’abitazione di Andreas Lubitz, residente a Montabaur, nei pressi di Francoforte, e scoprono la presenza di certificati medici che attestano che il ragazzo soffriva di depressione e che per essa si stava curando. Viene inoltre ritrovato un certificato di esonero dal lavoro, secondo il quale Lubitz non avrebbe dovuto prestare servizio quel giorno. Queste indiscrezioni emergono solo in parte dagli investigatori, che stanno tutt’ora conducendo le indagini per capire chi fosse a conoscenza dei problemi di Lubitz; molti dettagli sono stati diffusi invece dalle principali testate tedesche, Spiegel e Bild in primis. Immediata comunque la risposta di Lufthansa, la quale replica che quel certificato di esonero non è mai stato presentato dal giovane copilota e che la società non era a conoscenza dello stato di salute mentale del suo dipendente, non avendo egli mai mostrato nessuna documentazione clinica. I giornali tedeschi fanno invece sapere che Lufthansa ne era necessariamente a conoscenza, poiché Lubitz sarebbe stato dichiarato parzialmente non idoneo al volo dal centro di addestramento in Arizona (dove vengono addestrati i piloti della compagnia tedesca), classificandolo con la sigla Sic, ovvero persona “disturbata” che necessita di costanti cure e regolari controlli.

daniela-santanche-porta-a-portaLe reazioni in Italia – Una tragedia così sconvolgente e inaspettata non poteva non scatenare l’opinione pubblica nel nostro Paese. La reazione più comune – e scontata – è la paura di volare che prova ora la gente, terrorizzata dalla possibilità di trovarsi su un volo pilotato da un pazzo. Tale paura può essere minimizzata se si pensa che l’autista del bus sul quale viaggiamo quotidianamente potrebbe farci schiantare contro un muro o, più semplicemente, potremmo essere investiti camminando sulle strisce perdonali fuori casa. Tutto è relativo, insomma. Queste inutili fobie vengono alimentate dai “luminari” che, a vario titolo, si affastellano da un programma televisivo all’altro per esprimere la loro opinione sull’accaduto, cercando di stabilire se Lubitz fosse depresso o, piuttosto, pazzo e analizzando a posteriori i comportamenti del giovane che emergono dalla interviste fatte a chi lo conosceva.

Ma potevano esimersi i nostri politicanti dal commentare la tragedia della Germanwings? Certo che no, ovviamente. E quale “onorevole” deputato si aggiudica il premio per il miglior commento? La sempreverde e onnipresente Daniela Santanché. La deputata, in prima battuta, quando le cause dell’incidente sono ancora sconosciute, commenta la vicenda con l’imbarazzante tweet, che ormai ha fatto il giro del web: «Che origini hanno i piloti dell’autobus caduto???». Per parlare di autobus volanti, forse Santanché si è fumata, come ha ipotizzato il comico Crozza, l’intera Giamaica. O forse, più semplicemente – e tristemente – dobbiamo rassegnarci al fatto che la politica abbia “divorziato dal buonsenso”, sempre usando le parole di Crozza. Oltre la gaffe nel tweet della deputata di Forza Italia, che confonde autobus con airbus, è palese l’intento accusatorio a sfondo razzista che intende comunicare. Santanché dà già come dato di fatto che si tratti sicuramente di terroristi – sicuramente arabi, musulmani, gay e comunisti – aspettandosi dalla sua commenti di solidarietà contro questi stranieri pericolosi e delinquenti. Immediatamente il popolo del web si scaglia contro la deputata, chi scanzonandola per lo strafalcione, chi indignandosi per l’evidente sotteso xenofobo.tweet-1577-U10402589682665fqD--990x556@LaStampa.it

Per rimediare all’accaduto e salvarsi la faccia – plastificata – Santanché pensa bene di twittare la seguente frase, inappropriata quanto la precedente: «Benedetto T9, che in una giornata così triste riesce a strappare qualche sorriso».

Cara Daniela, vorrei proprio vedere come sorrideresti se su quell’aereo ci fosse stato un tuo caro che ha visto lucidamente in faccia la morte schiantandosi contro una montagna.

 

 

 

 

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