Bologna: questo non è un paese per feste

Il Dams cancella le feste di laurea: ”Caos ingestibile, proclamazioni on line”. Titola così un articolo de La Repubblica – Bologna di oggi, 25 marzo 2015. Leggiamo più avanti «Dalla sessione di luglio il voto di laurea sarà comunicato on line nel sito del corso. Un po’ come i cartelloni di fine scuola, ma virtuali. Uno si collega da casa e si autoproclama laureato».

proclamazione

Beh, che dire? Ben fatto dico io! Sinceramente parlando ci si era un pò stufati di tutti questi bagordi. Che poi che avranno mai da festeggiare? Minimo tre anni (per qualcuno cinque o sei) passati tra notti insonni, dopati di caffeina, a preparare esami, studiando materie sulle quali talvolta si nutrono dubbi sulla reale utilità, andando a scontrarsi spesso con professori negligenti o semplicemente troppo impegnati, il tutto per un pezzo di carta che dovrebbe “aprire le porte al mondo del lavoro”… Ma dai, finiamola.

La discussione della tesi di laurea davanti alla Commissione si faccia, ok. Ma per la proclamazione si stia a casa. Per piacere. Ma poi volete mettere la gioia di un bello schermo con la sua lucina bianchiccia, quel numero “1” che ci avverte di una nuova mail, tu vai, apri e leggi “Sei stato proclamato dottore!”. Sai che soddisfazione! Seduto comodo, da casa tua. Di fronte al tuo bel pc. Questo è progresso.

Fonte: bologna.repubblica.it

Computer-NerdE poi diciamolo, basta con questa retorica del “divertimento”. Questo ipocrita divinizzare la festività, la gioia e la convivialità. Avete voglia di convivialità? Andate su facebook, non  per strada a far bagordi. Che poi tutti ‘sti neo-dottori, circondati da amici, e parenti, che urlano festosi per le vie bolognesi (e si vestono in maniera anche indecorosa e blasfema, laciatemelo dire) e che sporcano e imbrattano anche l’aere con tutti quei suoni di felicità. Era ora di dire B-A-S-T-A. E nove su dieci magari son pure dei meridionali che vengono qua a rubarci le laurea, se proprio vogliam dirla tutta, eh. Il proibizionismo ed il rigore, storicamente parlando, han sempre prodotto ottimi risultati, e son convinto che anche stavolta sarà così, son davvero fiducioso.

Finalmente. Adesso la proclamazione la si potrà gustare da casa, digitalmente, al calduccio, tra le propria mura. Una bella coca cola in una mano e un pacco di patatine nell’altra. Dita delle mani unte, e quella bella lucina tiepida del pc. Aaaah, appagante. Così finalmente Bologna avrà risolto i suoi problemi. Questo, mi si consenta la premonizione, è il primo passo verso la ricostruzione di una Bologna pu-li-ta! Una Bologna ordinata, magari “grigia e noiosa” blatererà qualche zecca rossa, ma comunque seria, com’è giusto che sia. Se volete fare chiasso, baccano, cari studentelli da strapazzo (che tanto poi vi becco alla Coop a fare i cassierei, eh) fatelo nel web. Che almeno là non ci sono vigili o limiti alla vostra voglia di “socializzare”.

Per adesso.

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2 commenti
  1. cippi01 ha detto:

    Ti scrivo da studentessa dell’università di Bologna e posso assicurarti che li, a differenza di altri atenei, le feste spesso sfociano nel vandalismo. Muri imbrattati, bottiglie lasciate ovunque, vomito in mezzo alle trade e sporcizia. Io penso che sia assurdo vietare un momento come quello, una giornata così importante, ritengo che si potrebbe risolvere tutto con un pò di controllo in più e sanzioni per che imbratta e vandalizza. Mi sembra una decisione presa d’impeto, forse per attirare l’attenzione, non so. Spero che ci ripensino al più presto perchè davvero non è così che si risolvono i problemi.

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    • Baku ha detto:

      Ciao, ti ringrazio per il commento. Sono l’autore dell’articolo (chiaramente ironico). Vivo a Bologna da dieci anni circa, e come te penso che non sia questo “il modo di risolvere i problemi”, non il modo ottimale perlomeno. Il problema è che quando viene meno la razionalità allora interviene la paura. E la paura, come il sonno della ragione, genera “mostri” culturali come il proibizionismo, la censura, la chiusura. È questa la Bologna che vogliamo? Quella di una lenta clausura della socialità? Non credo 🙂 A tutto c’è soluzione, basta essere pragmatici.

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