#boycottdolcegabbana: Sir Elton John ci salverà dalla famiglia tradizionale?

Il questi giorni si è scatenata una bagarre mediatica a colpi di tweet tra le star internazionali, a seguito delle dichiarazioni dello stilista Domenico Dolce, gay dichiarato, in merito alla famiglia tradizionale e ai figli in vitro. Ma cosa è successo veramente?

L’antefattoDomenico Dolce e Stefano Gabbana rilasciano un’intervista al settimanale Panorama per raccontare del loro progetto #DGfamily, grazie al quale, dal 2013 ad oggi, hanno raccolto 4 mila scatti di famiglie provenienti da tutto il mondo per celebrare la famiglia e il bisogno di appartenenza che attualmente, complice la crisi, l’uomo avverte.

dolce gabbanaLa pietra dello scandalo – durante l’intervista Domenico Dolce, alla domanda «Che cos’è la famiglia?» risponde: «Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra Famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre». Alla domanda «Avreste voluto essere padri?» lo stesso risponde «Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia».

Le reazioni dello star systemElton John, sposato a David Furnish e padre di due figli avuti da madre surrogata, dichiara sui social il suo disappunto per le parole di Domenico Dolce e lancia la battaglia a colpi di hashtag #boycottdolcegabbana. Immediatamente, il boicottaggio si propaga in rete come un virus e moltissime star si associano all’Elton-pensiero e dichiarano, indignate, che faranno fagotto di tutti i loro abiti griffati D&G e li butteranno nella spazzatura – Courtney Love, addirittura, ne farà un falò, come si usava in tempo di regime nazista con i libri.

timthumb.phpOvviamente non tardano ad arrivare le reazioni dei nostri politici. Come prevedibile, sono soprattutto gli esponenti di destra che si esprimono in merito alla faccenda, schierandosi in difesa dei due stilisti, definendoli coraggiosi e valorosi per il loro sostegno alla famiglia tradizionale. «Ma quale famiglia tradizionale?» chiosano invece i personaggi pubblici come Cecchi Paone e Vladimir Luxuria, accusando Dolce e Gabbana di vivere su un altro pianeta.

Ci risiamo: ancora una volta tematiche così delicate ed eticamente controverse come la fecondazione in vitro – che vale anche per le coppie etero – e la possibilità di avere due padri o due madri, in alternativa alla famiglia madre/padre, vengono mediaticamente strumentalizzate. La strumentalizzazione questa volta è doppia: a livello mondiale da parte delle star, che risultano comunque ridicole nelle loro dichiarazioni di volersi liberare dei loro costosi capi firmati (probabilmente questi “straccetti” firmati valgono quanto tutti i soldi spesi da una coppia in anni di tentativi per cercare di avere un figlio in adozione); a livello nazionale, dove non potevano mancare i soliti politicanti che danno una lettura del tutto tendenziosa all’accaduto.

forza-nuova-manifestoPensiamo invece alle persone “normali”, gay o etero non importa, che con enormi sacrifici cercano in tutti i modi di avere un figlio. Noi “comuni mortali” non possiamo alzarci un giorno e decidere di partire per il Malawi, prelevare un bambino dal suo villaggio e portarcelo a casa (vedi la cantante Madonna nel 2006). In Italia certamente non si è facilitati: le restrizioni della Legge 40/2004 riducono al minimo le possibilità di successo della procreazione assistita (unico metodo legale da noi), mentre la burocrazia e i lunghissimi tempi di attesa rendono l’adozione un miraggio per molti aspiranti genitori. Tutte queste difficoltà, che sollevano importanti questioni etiche e morali, si inseriscono in un contesto molto più ampio che non può essere ignorato, ovvero quello dell’evoluzione della famiglia. Alle origini era l’icona della Sacra Famiglia, quella composta dalla Madonna, Giuseppe e Gesù (madre, padre e figlio) ad essere presa a modello, ma oggi, volente o nolente, è necessario prendere atto dell’esistenza di altre tipologie di famiglie: due mamme, due papà, una mamma sola o un papà solo (non ci possiamo dimenticare dei separati e divorziati), una mamma che si unisce al papà di un’altra famiglia o viceversa.

Ecco dove ci ha spinti il desiderio di libertà assoluta: vogliamo essere liberi di unirci e separarci come vogliamo e con chi vogliamo, ma dobbiamo anche lasciare liberi gli altri di pensare alla famiglia come meglio si crede, impegnandoci a rispettare il pensiero altrui. Ed è un errore credere che un gay debba essere sempre necessariamente controtendenza in quanto tale. Lasciamo che Domenico Dolce la pensi come vuole a proposito di famiglia, e soffermiamoci piuttosto sugli aiuti che lo stato sociale non è in grado di fornire alla famiglia, ai genitori e agli aspiranti tali. Con buona pace per il guardaroba della “povera” Courtney Love.

PS: il giorno dopo aver dichiarato guerra ai due stilisti, Sir Elton John è stato paparazzato dal DailyMail con una borsa da shopping con logo D&G in mano.

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