RocknRolla, il film – recensione

Quando qualcuno chiede: Cos’è un Rocknrolla? io glielo dico. Non è solo sesso, droga e corse in ospedale. Oh no, è molto di più amico mio. Piace a tutti la bella vita: qualcuno vuole i soldi, qualcun altro la droga, altri il sesso, godere, la fama o il potere. Ma un rocknrolla… oh è diverso… perché… perché un vero rocknrolla vuole tutto!

1707Con questa frase e “I’m a man” dei Black Strobe inizia la crime comedy di Guy Ritchie chiamata RocknRolla. Il setting in questa occasione è ancora l’amata Londra del regista, città che conosce bene nel sue molteplici sfaccettature e che offre un infinito potenziale narrativo, questa volta però avremo l’occasione di osservare gli intrighi legati alle maxi operazioni immobiliari. RocknRolla esce nel 2008 e sia la sceneggiatura che la regia è a cura di Guy Ritchie come nei precedenti Lock & Stock: two smoking barrels e T he Snatch, e difatti percepiamo subito che il regista è tornato a casa.

Dopo i titoli di inizio veniamo a conoscenza di Archy (nome completo Archibald) che sarà il narratore del film nonché braccio destro di Lenny Cole (Tom Wilkinson), quest’ultimo “possiede le chiavi della porta di servizio della città”, in altre parole grazie alle sue conoscenze e al suo modus operandi riesce ad essere il re delle speculazioni edilizie di Londra. Lenny corrompe e schiaccia chi vuole quando vuole, ma per i clienti speciali serba un trattamento unico, viziandoli con beni di lusso di ogni tipo. Yuri Omovic è un magnate russo che decide di investire proprio a Londra, un progetto edilizio da ben sette milioni di sterline e Lenny sgrana gli occhi e si muove per avere la precedenza in questo affare.

RocknRollaClassico dei film di Ritchie è l’assenza di un filone unico all’inizio, sua caratteristica è proprio l’intreccio che avviene tra tutti i personaggi. Mentre veniamo a conoscenza delle speculazioni edilizie ci vengono introdotti OneTwo e Mumbles, due piccoli criminali appartenenti al Mucchio Selvaggio, un gruppo di gentaglia che esce e entra dalla galera. I nostri due “eroi” vogliono anch’essi sfruttare il mercato londinese e decidono di acquistare una proprietà, e qua torna in gioco il nostro Lenny, solo lui sa ungere bene chi di dovere per ottenere questo genere di permessi. Pare subito evidente quanto questo personaggio sia uno dei fulcri del plot, ma dobbiamo ancora venire a conoscenza su di chi in pieno cade la definizione di RocknRolla ovvero Johnny Quid, rockstar di successo morta molteplici volte e miracolosamente resuscitata, l’unica cosa da cui mai cadrà è la sua pipa per il crack.

Come se non bastasse A OneTwo e Mumbles viene revocata la licenza e contraggono un enorme debito con Lenny, cosa molto sgradevole. Per ripagare al danno decidono di fare un lavoro per una femme fatale (Stella) che lavora come contabile per uomini ricchi e facoltosi, quello che pochi sanno è che le piace avere affari loschi con criminali di poco conto. I nostri due del Mucchio Selvaggio fanno proprio al caso suo, e così Stella contatta OneTwo “per un lavoro semplice semplice”: rubare un carico di soldi (ben sette milioni di euro) destinato a un magnate russo, che è proprio il nostro Yuri… ma che coincidenza! Come se non bastasse Yuri decide di prestare a Lenny il suo quadro portafortuna, di enorme valore, tant’è che dopo neanche un giorno verrà rubato proprio dallo studio del nostro aguzzino col fiuto per gli affari.

RocknRolla

Ed ecco che entra in scena l’essenza del RocknRolla, Johnny Quid frontman di un gruppo punk, che tra istruzione da collegio di lusso e una tossicodipendenza da crack rappresenta il personaggio emblema del film. Il nostro crack head non è come tutti i tossici, più volte ha inscenato la sua morte perché sa che un rocker vende di più quando è in fondo al mare, un mare dal quale solo lui può decidere quando riemergere. La caratteristica principale è che lui non ha paura di niente, si prende quello che vuole quando vuole senza pensare alle conseguenze, lo vedremo pronunciarsi in monologhi profondi o massacrare qualcuno nella maniera più bestiale possibile. Il quadro rubato a Lenny è in possesso proprio del nostro RocknRolla, quest’ultimo rimane colpito dal quadro e farà di tutto per tenerselo causando così molti problemi al nostro Lenny che si ritrova in un mare di merda.

Insomma nei primi quindici minuti capiamo che Guy Ritchie è tornato indietro fino a The Snatch per questo film, numerosissimi filoni narrativi che in realtà sono un tutt’uno, colonna sonora ironica e azzeccata, dialoghi e personaggi che hanno il marchio del regista, quasi come se si trattasse di un prosciutto. Ogni personaggio che conosceremo avrà le sue caratteristiche, ma tutti saranno accumunati da una cosa: lo stile pulp, il loro modo di fare e di parlare, e quasi ogni dialogo che sembra pensato per solidificare la loro personalità, i loro segni particolari, nessuno sottotono con una lodevole interpretazione di Archy da parte di Mark Strong.

Quando Ritchie riesce a dirigere e scrivere la sceneggiatura, sicuramente ne uscirà qualcosa che entrerà nei nostri cuori e ci farà innamorare di questi personaggi al limite dell’assurdo. Questo suo ritorno è stato apprezzato da ogni suo fan e sicuramente il magnetismo delle sue opere porterà altri ammiratori tra le sue schiere.

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